
INTRODUZIONE: Successo importantissimo per la Juve di Thiago Motta che doma la Lazio di misura e mette in cascina tre punti fondamentali che permettono ai bianconeri di non perdere di vista il Napoli, momentaneamente in vetta alla classifica; all’Allianz Stadium i padroni di casa si impongono per una rete a zero contro la Lazio di Marco Baroni.
Quattordicesimo risultato utile casalingo consecutivo, tra tutte le competizioni, per i piemontesi, che all’interno delle proprie mura amiche non perdono dal 12 Febbraio scorso, 1 a 0 per l’Udinese con goal di Giannetti al minuto 25; sedicesimo risultato utile consecutivo sia in campionato, ultimo KO proprio contro la Lazio dell’allora neo-coach Tudor, il 30 Marzo scorso, sia considerando anche Champions League e Coppa Italia, la più recente sconfitta dei bianconeri infatti risale addirittura al 23 Aprile scorso, quando sempre la Lazio di Tudor abbatté allo stadio Olimpico di Roma per 2 a 1 la Juve di Allegri, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, turno comunque passato dai torinesi, all’andata si imposero infatti i piemontesi sui capitolini con un secco 2 a 0 e competizione vinta proprio dal club più titolato d’Italia ai danni dell’Atalanta di Gasperini, finale giocatasi Mercoledì 15 Maggio 2024.
Fine della bella striscia positiva per i capitolini: prima di questo weekend i biancocelesti avevano centrato ben quattro successi consecutivi, tra Serie A ed Europa League; terza sconfitta su quattro trasferte in campionato per la squadra di Baroni che lontano dall’Olimpico fatica tremendamente ad imporsi.
Parte fortissimo la Lazio che con un pressing alto e asfissiante impedisce ai padroni di casa di uscire palla al piede dalla propria metà campo e riversarsi con forza in attacco; nei primi dieci minuti i biancocelesti dominano in mezzo al campo, recuperando molteplici palloni e mantenendo con aggressività il baricentro estremamente alto, la squadra juventina fatica inizialmente tremendamente a prendere le misure ai romani, le sbavature dei bianconeri causa marcature strette ed efficaci dei laziali si sprecano e la banda di Thiago Motta non riesce a creare superiorità numerica in fase offensiva e conseguentemente a rendersi pericolosa là davanti; dal quarto d’ora in poi esce fuori la Juve e mediante rapidi cambi di passo, giocate individuali di notevole qualità e improvvise e fruttuose verticalizzazioni inizia a spingersi frequentemente in zona d’attacco e a dominare sul piano del gioco.
L’espulsione di Romagnoli al minuto 24 è la chiave di svolta del match, che costringe gli ospiti ad abbassare drasticamente il baricentro e a difendersi con le unghie e con i denti per cercare di non subire goal, portando a casa almeno un punto, i piemontesi al contrario si sporgono prepotentemente in avanti; se negli ultimi venti minuti della prima frazione di gioco il possesso dei bianconeri è lento, sterile e inefficace, nessuna difficoltà infatti in fase difensiva per i capitolini al termine dei primi quarantacinque minuti di gara, nella ripresa la Juve aumenta i giri del motore, velocizzando enormemente il giro palla, aggredendo alti i rivali e mettendo in campo una grinta agonistica e una fame di vincere eccezionali; il tallone d’Achille della squadra di Thiago Motta è però la scarsa prolificità offensiva, nonostante infatti il netto dominio territoriale e la supremazia sul piano del gioco, i bianconeri contro i romani, pur in superiorità numerica per settanta minuti di gioco, creano pochissime vere palle goal, andando ad un passo dalla rete solo due volte: la prima con Vlahovic che centra in pieno la traversa, la seconda con un velenosissimo colpo di testa di Douglas Luiz in area di rigore, purtroppo però la sfera esce fuori per centimetri. Nel finale un autogoal di Gila salva i piemontesi e permette loro di uscire vittoriosi contro una buonissima Lazio di Marco Baroni che stoicamente riesce a resistere e a salvarsi dalla furia demoniaca juventina fino all’ottantacinquesimo minuto, l’incomprensione tra Provedel e il difensore capitolino ex Real Madrid gela i tifosi ospiti che vedono i propri beniamini cadere sul più bello, regalando agli avversari tre preziosissimi punti.
IL RACCONTO: 4-3-3 per la Juve di Thiago Motta che si affida a Gatti, Kalulu, Savona e Cabal in difesa, Locatelli, Douglas Luiz e Thuram a centrocampo, Yildiz e Cambiaso sulle fasce, Vlahovic boa centrale; Di Gregorio in porta.
Gli ospiti rispondono con un 4-2-3-1 con Gila, Romagnoli, Marusic e Nuno Tavares in difesa, Guendouzi e Rovella a centrocampo, Zaccagni e Isaksen sulle fasce, Dia trequartista, Castellanos punta centrale; Provedel fra i pali.
Al minuto 21 Kalulu viene steso, in zona trequarti, da ultimo uomo con palla al piede, entrata in scivolata da dietro di Romagnoli che fa precipitare al suolo l’ex Milan, l’arbitro lascia proseguire, viene però poco dopo richiamato dal VAR, va a rivedere l’azione a rallentatore al monitor ed opta per il cartellino rosso; ecco l’episodio che cambierà la gara, Romagnoli sotto la doccia e Lazio in inferiorità numerica allo Stadium. Il contatto è avvenuto fuori area, conseguentemente sarà solo calcio di punizione, sprecato però dai padroni di casa, che non riusciranno a trovare la rete. Al minuto 27 Baroni effettua il primo cambio: in campo Patric, in panchina il povero mal capitato Dia, sacrificato per via dell’ingenua espulsione rimediata dal difensore centrale ex Milan e Roma.
Al minuto 42 Cambiaso dalla fascia sinistra crossa verso il centro dell’area, si fa trovare pronto Gatti che aggancia la sfera al volo ma manda clamorosamente fuori.
Nella ripresa la girandola dei cambi: sponda Juve al minuto 54 entrano Weah e Fagioli al posto di Savona e Locatelli, i due ammoniti, mentre al minuto 72 Thiago Motta dà una chance ad Adzic e Danilo che rilevano rispettivamente Thuram e Gatti; nella Lazio al minuto 67 Pedro, Vecino e Castrovilli rilevano Isaksen, Guendouzi e Zaccagni, al minuto 78 è invece il turno di un pimpante ed energico Luca Pellegrini che sostituirà un esausto Nuno Tavares.
Al minuto 56 Vlahovic libera il siluro davanti alla porta, la sfera centra in pieno la traversa e rientra in campo; sfortunatissimi i calciatori bianconeri.
Al minuto 58 Weah crossa dalla fascia destra verso il centro dell’area di rigore e pesca perfettamente la capoccia di Douglas Luiz che colpisce veementemente verso la porta; la palla però esce fuori di poco.
Al minuto 80 ci prova Vlahovic dalla trequarti; tutto troppo semplice per Provedel che salva con nonchalance.
Al minuto 82 Douglas Luiz colpisce con una sbracciata Patric sulla schiena, all’interno dell’area di rigore laziale, il direttore di gara non vede però l’episodio, il VAR valuta non ci siano gli estremi per il cartellino rosso diretto perciò, a nostro avviso erroneamente, non interviene.
Al minuto 84 Cabal dalla fascia sinistra crossa verso l’area di rigore avversaria, il pallone viene intercettato da Gila che però si fa sorprendentemente autogoal, è 1 a 0 Juve; Provedel e il difensore centrale ex Real Madrid non si mettono d’accordo e fanno la frittata, ad approfittarne sono i padroni di casa che passano fortuitamente in vantaggio.
Al minuto 88 Douglas Luiz rischia il cartellino rosso per fallo su Rovella; il piede del brasiliano colpisce la caviglia del centrocampista laziale, tuttavia non si tratta di un colpo secco e deciso, per giunta il giallo è corretto.
Al minuto 92 Pellegrini cade in area di rigore, gli estremi per il penalty Lazio però non ci sono. Al minuto 95 l’arbitro fischia tre volte e dichiara concluso il match.
COMMENTI FINALI: Baroni prepara ottimamente la sfida e fino all’espulsione di Romagnoli i romani non sfigurano, non soffrendo particolarmente e mettendo nei primissimi minuti addirittura alle corde i padroni di casa. Dopo il cartellino rosso dato al difensore centrale biancoceleste ex Milan, la partita inizia ad assumere connotati noiosi, con i capitolini che erigono una vera e propria muraglia difensiva, compattandosi e rinchiudendosi nella propria area di rigore e i piemontesi che cercano di sferrare il colpo del KO ai laziali dando vita però a una manovra eccessivamente flemmatica e prevedibile. Nella ripresa i padroni di casa alzano il ritmo di gioco e creano parecchia apprensione alla retroguardia avversaria, tuttavia si confermano eccessivamente spreconi, scarsamente precisi, poco lucidi sotto porta e per nulla concreti in zona goal; la sensazione infatti è che nonostante l’evidente assedio territoriale, senza il clamoroso autogoal capitolino, la Juve non sarebbe riuscita a segnare nemmeno un goal, portandosi a casa un ennesimo inutile pareggio; se infatti difensivamente i bianconeri sono inscalfibili, offensivamente segnano con il contagocce, faticando a scardinare le retroguardie avversarie e ad essere concreti, aggressivi e cinici sotto porta. Le tante assenze sono sicuramente un’attenuante per quella che è stata una delle peggiori prestazioni della Juventus dall’inizio della stagione, tuttavia i piemontesi hanno dimostrato che la difficoltà nell’andare in rete è una grossa problematica che si porta dietro l’intero gruppo, pedine mancanti contro la Lazio incluse. Sponda Juve il migliore in campo di giornata è Yildiz, benissimo Thuram, Cabal, Kalulu e Danilo, promossi Fagioli, Cambiaso, Gatti e Weah; da Vlahovic ci aspettiamo decisamente di più, Savona per distacco il peggiore in campo, prestazione opaca anche di Locatelli che pur avendo ampia libertà in mezzo al campo non incide.
L’inferiorità numerica taglia drasticamente le gambe ai biancocelesti, costretti a difendersi bassi senza potersi mai scoprire e spingersi in zona d’attacco con spavalderia; prova di sacrificio e sofferenza per i capitolini che dal minuto 25 in poi rinunciano totalmente a riversarsi in avanti, rimanendo compatti dietro. L’incomprensione tra Provedel e Gila a cinque minuti dal novantesimo, il portiere chiama la palla come sua ma il centrale spagnolo non recepisce e lo anticipa afferrando la sfera con l’intento di spazzarla in corner, centrando però amaramente la propria rete, rende vana l’eroica e impeccabile prestazione difensiva messa a referto dai biancocelesti fino a quel momento, distrazione imperdonabile che condanna la squadra di Baroni alla cocente e dolorosa sconfitta. Prova comunque ampiamente sufficiente per i romani che vanno ad un passo dalla conquista di un punto di platino contro la temibile Juventus di Thiago Motta all’Allianz Stadium di Torino nonostante l’inferiorità numerica per più di sessantacinque minuti di gioco. Tra le fila laziali il migliore in campo è Rovella, benissimo Nuno Tavares e Zaccagni, promosso Guendouzi che nonostante non sia nel pieno della propria forma fisica, rientrava da un infortunio, lotta costantemente e si fa autorevolmente rispettare in mezzo al campo. Tra i bocciati troviamo Isaksen, Marusic e Gila, l’errore che porta all’autogoal purtroppo per lui pesa come un macigno, Provedel e Castellanos rimandati.
Con questa ipoteca i bianconeri si posizionano al terzo posto in classifica, a quota sedici punti, dietro a Inter e Napoli; i capitolini rimangono al contrario fermi a tredici punti, scivolando al settimo posto, a pari merito con Fiorentina, Atalanta e Udinese, dietro però alle prime due per differenza reti. La prossima settimana entrambe le compagini scenderanno in campo di Domenica: i romani affronteranno il Genoa di Alberto Gilardino allo stadio Olimpico di Roma, match che si giocherà alle 15:00, mentre i piemontesi sfideranno i campioni d’Italia dell’Inter al Meazza; partita programmata per le ore 18:00.
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