
INTRODUZIONE: Tre punti di platino per la Lazio di Marco Baroni che stende l’Empoli di misura e mette in cascina, tra campionato ed Europa League, la quarta vittoria consecutiva, la quinta delle ultime sei. Termina 2 a 1 per i biancocelesti la sfida dell’Olimpico di Roma, tra i capitolini e i toscani guidati da D’Aversa, giocatasi Domenica 6 Ottobre alle ore 15:00.
I padroni di casa approcciano bene il match, partono forte e cercano di mettere subito alle corde i pimpanti e coriacei avversari; i romani scendono in campo fin dal primo minuto in maniera energica e grintosa, provando a scardinare la retroguardia avversaria con un gioco fluido, rapido e verticale, alla prima vera controffensiva empolese tuttavia i biancocelesti vanno KO, Provedel fa la frittata ed Esposito insacca comodamente in rete. Doccia ghiacciata per Castellanos e compagni che dopo soli nove minuti di gioco si trovano già in svantaggio, i capitolini si riversano in attacco senza demordere ma nella prima parte di gara faticano tremendamente a rendersi pericolosi in zona offensiva, l’Empoli difende con attenzione e compattezza, non facendo sbavature e non lasciando alcuno spiraglio per le imbucate avversarie, il giro palla dei romani è troppo lento e le uniche occasioni pericolose sponda Lazio avvengono mediante cross dalle fasce e su palla inattiva; nel finale di tempo un’incornata di Zaccagni rimette le cose a posto, la Lazio pareggia e all’intervallo il parziale è di 1 a 1. Nel secondo tempo l’incontro si anima: le squadre si allungano, i reparti si disgregano, gli errori in fase di possesso si sprecano e il gioco si fa confusionario, a dominare sono i repentini cambiamenti di fronte, con potenziali ghiotte occasioni da una parte e dall’altra, ad essere più incisivi e concreti sono però i padroni di casa, che mandano molteplici volte in apprensione la retroguardia avversaria, gli ospiti fanno al contrario solo il solletico alla difesa laziale che non soffre praticamente mai; nel finale di gara è Pedro a togliere le castagne dal fuoco a Baroni, siglando il definitivo 2 a 1 e conducendo i capitolini verso la vittoria. Primo KO per l’Empoli che crolla all’Olimpico, continua il periodo di splendore per il club biancoceleste guidato ottimamente da Marco Baroni.
IL RACCONTO: 4-2-3-1 per la Lazio con Romagnoli, Gila, Lazzari e Nuno Tavares in difesa, Rovella e Guendouzi a centrocampo, Zaccagni e Isaksen sulle fasce, Dia in zona trequarti, Castellanos boa centrale; in porta Provedel.
Gli ospiti rispondono con un 3-1-4-2 con Viti, Goglichidze e Ismajli in difesa, Grassi sulla mediana, Fazzini, Anjorin, Gyasi e Pezzella a centrocampo, Esposito e Solbakken in attacco; Vasquez fra i pali.
Al minuto 8 segna l’Empoli: Pezzella crossa dalla fascia sinistra verso il centro dell’area, Esposito si fa trovare pronto e, approfittando di una scivolata di Provedel, insacca comodamente in rete; l’estremo difensore biancoceleste accenna solo vagamente l’uscita e il giovane gioiellino offensivo di proprietà dell’Inter timbra di forza in rete; dopo neanche dieci minuti il parziale è di 1 a 0 Empoli. La risposta della Lazio è nei piedi di Isaksen che al minuto 13 batte una velenosissima punizione dalla fascia destra del campo verso la porta, Vasquez però reattivo e ben concentrato dice no; si rimane sullo 0 a 1. Al minuto 22 Castellanos fa partire il missile dalla trequarti, Vasquez sventa con maestria; biancocelesti ad un passo dal goal. Al minuto 48, l’ultimo di recupero prima dell’intervallo, Nuno Tavares, alla prima vera incursione in zona offensiva, crossa dalla fascia sinistra verso il centro dell’area e pesca perfettamente Zaccagni che con la capoccia infila in rete; beffa all’ultimo secondo per l’Empoli che non riesce ad andare al riposo in vantaggio.
Al minuto 73 uno stanco Isaksen viene sostituito da un energico Pedro, mentre nel finale Baroni dà una chance a Pellegrini, Castrovilli e Noslin che rilevano rispettivamente Nuno Tavares, Dia e Zaccagni; al minuto 38 del primo tempo si era infortunato Lazzari, il buon Marusic al suo posto. Nell’Empoli entrano Cacace, Ekong e Henderson al posto di Pezzella, Anjorin e Fazzini; dal minuto 83 in poi spazio anche per Colombo e De Sciglio che rilevano rispettivamente Solbakken ed Esposito.
Nel secondo tempo parte fortissimo la Lazio che dopo soli tre minuti di gioco conquista un calcio di rigore; falcata prorompente di Nuno Tavares per vie centrali che sfonda completamente il reparto difensivo avversario, palla per Dia dal limite che fa però una splendida finta e serve Isaksen alla sua destra, il danese non riuscirà a timbrare, tuttavia Pezzella entra in ritardo su Dia, in area, l’arbitro vede e provvede, penalty netto per i padroni di casa; parte dagli undici metri Castellanos, il tiro è però centrale e Vasquez sventa e ringrazia, inutile la ribattuta di testa dell’argentino, palla fuori e punteggio ancora fermo sull’1 a 1. Al minuto 84 Castellanos dalla trequarti pesca Pedro in area, il quale, defilato sulla destra, libera il siluro che spacca la porta e trafigge malamente il mal capitato portiere avversario; è 2 a 1 Lazio all’Olimpico.
Nel finale i capitolini vanno ad un passo dal 3 a 1: ci prova prima Castellanos davanti alla porta, Vasquez però compie l’impresa e sventa miracolosamente il pericolo, poi è Castrovilli a liberare la bomba dal limite che esce fuori per centimetri; al minuto 96 il direttore di gara Ayroldi fischia tre volte e dichiara concluso il match; successo di misura per la Lazio che si impone contro l’Empoli per 2 a 1.
COMMENTI FINALI: Una perla straordinaria di Pedro ben calibrata e diretta perfettamente verso la rete fa esplodere di gioia lo stadio Olimpico, che vede i propri beniamini conquistare meritatamente sul campo la quarta vittoria consecutiva, tra Serie A ed Europa League; la Lazio di Baroni sta stupendo tutta Italia, il mister ex Verona, arrivato a Roma questa estate tra lo scetticismo generale, ha accettato questa affascinante sfida con modestia e caparbietà e armandosi di pazienza, costanza e determinazione ha iniziato fin da subito a lavorare con il collettivo biancoceleste, senza lamentarsi delle cessioni, dei mancati acquisti, delle pedine arrivate a Formello, concentrandosi esclusivamente sui calciatori che aveva a disposizione, preferendo far parlare i fatti al posto delle vane e dispersive parole, che spesso e volentieri lasciano il tempo che trovano; in pochi mesi Baroni è riuscito a motivare l’intero gruppo, a stimolare ogni singolo calciatore nel dare il meglio di sé e a far esprimere alla squadra una manovra di gioco fluida, repentina e prevalentemente verticale che si sta dimostrando una vera e propria spina nel fianco per le difese avversarie; se con Sarri i capitolini, pur avendo costantemente il dominio del possesso palla, faticavano tremendamente ad entrare in area di rigore palla al piede e a creare pulite palle goal, non tirando mai in porta, con il coach ex Lecce ed Hellas i romani riescono a verticalizzare efficacemente, tirano spesso verso la porta e danno vita a funamboliche falcate palla al piede che mandano, talvolta, fuorigiri le compagini avversarie; contro l’Empoli il successo dei capitolini è ampiamente meritato, se nel primo tempo la prestazione dei padroni di casa non è stata pienamente convincente infatti, nella ripresa i laziali mettono alle corde gli ospiti, andando ripetutamente ad un passo dal vantaggio e non soffrendo particolarmente in difesa. Il migliore in campo della Lazio è senza ombra di dubbio Nuno Tavares che con la sua straripanza fisica e l’ottima qualità tecnica palla al piede sfonda più volte il muro difensivo avversario, creando superiorità numerica in zona offensiva, splendidi anche i suoi cross dalla fascia; disputa un primo tempo prevalentemente di copertura, lasciando piena libertà di movimento a Lazzari dall’altra parte del campo, poi una volta infortunatosi quest’ultimo, con un Marusic accorto in difesa, ha il benestare per spingersi sul fronte d’attacco, lo fa una sola volta in quarantacinque minuti ma lo fa perfettamente, il suo cross è deliziosamente preciso e Zaccagni non può fare altro che ringraziare e segnare con la capoccia, nel secondo tempo si riversa continuamente in avanti, creando ripetuti pesanti grattacapi alla retroguardia toscana, frequentemente in affanno; discreta prova anche difensivamente, superarlo in velocità è una vera e propria impresa, insomma il treno ex Arsenal sembra non avere alcun tallone d’Achille. Prova superba di uno scatenato Pedro che entra e segna con nonchalance; benissimo Zaccagni, Isaksen e Castellanos, rigore sbagliato a parte, lodevole il centrocampo, gara maestosa delle due dighe invalicabili, Rovella e Guendouzi, ampiamente sufficienti i due difensori centrali, Romagnoli e Gila, che chiudono ogni singolo centimetro di spazio; più deludenti del solito Provedel e Dia, bocciato Marusic, rimandati Pellegrini e Noslin. Dopo la sosta per le nazionali, i biancocelesti affronteranno la Juve allo Stadium, intanto conquistano altri tre preziosi punti e volano a quota 13, al quarto posto in classifica; insomma il sogno qualificazione in Champions continua!
L’Empoli cade per la prima volta in questa stagione, D’Aversa si lamenta in conferenza stampa per via del pareggio Lazio arrivato fuori tempo massimo, l’arbitro stava per fischiare la fine del primo tempo, tuttavia la sensazione è che i padroni di casa abbiano ampiamente meritato di vincere. Difensivamente i toscani hanno fatto una grande partita, specialmente nel primo tempo quando hanno chiuso bene gli spazi e non hanno concesso praticamente nulla agli avversari, offensivamente al contrario hanno creato poco, non riuscendo a ripartire rapidamente ed efficacemente in contropiede e non sfruttando a dovere le corsie laterali, gli errori palla al piede si sono sprecati e i cross e i passaggi filtranti mai veramente ben calibrati; nella ripresa i toscani hanno provato ad alzare il baricentro, ma offensivamente hanno solo fatto il solletico alla retroguardia laziale, regalando per giunta più volte il possesso agli avversari, trovandosi conseguentemente a rincorrere i romani in inferiorità numerica; se nella prima parte di gara la compattezza fra i reparti, sponda Empoli, era evidente, nel secondo tempo è venuta meno e a dominare sono state le transizioni di campo, che hanno favorito però i biancocelesti, più abili tecnicamente e maggiormente brillanti da un punto di vista fisico e mentale. Il 2 a 1 è persino stretto per i capitolini, ai toscani è andata decisamente di lusso. Migliori in campo per la squadra di D’Aversa Vasquez ed Esposito, bene Goglichidze, sufficienti Viti ed Ismajli, malissimo il centrocampo, bocciati Solbakken prima e Colombo poi. Empoli che rimane fermo a quota 10 punti e che tra due settimane affronterà il Napoli al Castellani, altra sfida osticissima per Colombo e compagni.
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