
INTRODUZIONE: Il Verona di Paolo Zanetti al primo incontro lontano dalle proprie mura amiche fa il colpaccio e sbanca prepotentemente lo stadio Luigi Ferraris di Genova; termina con un secco 2 a 0 per gli scaligeri, la sfida tra i veneti e i liguri.
Successo monumentale per il Verona che dopo aver sofferto fino alla penultima giornata per salvarsi, l’anno scorso, in questa stagione sembra aver cambiato marcia e voler raggiungere l’obiettivo con maggiore tranquillità; l’assenza del buon Baroni non si sta sentendo affatto, i gialloblù sono infatti ripartiti da un altro ottimo coach che dopo essersi messo in mostra sulle panchine di Venezia ed Empoli, ha colto al volo questa terza chance per provare ad entrare nell’orbita dei riflettori e rendersi interessante agli occhi delle Big, dopo l’esonero ingiusto dell’anno scorso il mister veneto ha una fame di imporsi e una voglia di riscatto immense, desiderando dimostrare fortemente tutta la sua valentia, esperienza e professionalità.
Il Verona 2024/2025 gioca un buon calcio, muovendo rapidamente la palla in fase di possesso, sfruttando ripetutamente delle argute verticalizzazioni e pressando con forte intensità in fase di copertura; bravissimo il DS Sean Sogliano che ha pescato molteplici prospetti interessanti sul mercato, che vanno ad aggiungersi ad alcune pedine già fondamentali e punto cardine del Verona 2023/2024, la rosa scaligera può salvarsi ma dovrà lottare con umiltà ed intraprendenza.
Il Genoa dopo aver messo al tappeto il Monza e fermato i campioni d’Italia sul 2 a 2 crolla per la prima volta in questo campionato, dissipando tre punti preziosi che avrebbero condotto i rossoblù in vetta alla classifica; la squadra di Gilardino è micidiale quando affronta le Big o i club che desiderano tenere il pallino del gioco in mano, fa invece tremendamente fatica quando incontra un altro avversario con caratteristiche da contropiedista, esattamente le stesse del Genoa, che essendo fuori casa o avendo una decisamente più ridotta qualità tecnica collettiva, lascia il dominio territoriale ai liguri che non possono così sfruttare le loro caratteristiche migliori; proprio per questo siamo convinti che i rossoblù faranno molti punti lontano da Genova e contro le prime otto del nostro campionato.
IL RACCONTO: I padroni di casa schierano un 3-5-2 con De Winter, Vogliacco e Vasquez in difesa, Messias, Frendrup, Sabelli, Martìn e Badelj a centrocampo, Vitinha e Pinamonti in attacco; Gollini in porta.
Gli scaligeri rispondono con un 3-4-2-1 con Dawidowicz, Frese e Coppola in difesa, Belahyane, Duda, Lazovic e Tchatchoua a centrocampo, Harroui e Suslov sulla trequarti, Tengstedt punta centrale; il solito Montipò fra i pali.
La prima frazione di gioco è fortemente equilibrata, parte meglio il Genoa, che si aggrappa alle sue due punte centrali per provare a scardinare la retroguardia avversaria, il Verona esce alla distanza e risponde colpo su colpo, non ci sarà però alcuna rete nei primi quarantacinque minuti di gioco. Termina 0 a 0 il primo tempo.
Al minuto 14 ci prova Messias, in area, con un tiro potente verso la porta, palla respinta da un difensore, la sfera carambola poi sui piedi di Vitinha che, dal limite, libera il siluro, fuori per centimetri.
Al minuto 27 Vasquez viene servito in area, non marcato libera la bomba, la palla si stampa sulla traversa ed esce dal campo; occasionissima per i rossoblù.
Al minuto 32 Harroui, in area, defilato sulla sinistra, fa partire il missile, Gollini dice no e sventa il pericolo.
Nella ripresa sarà il Verona a mettere in cascina la partita con addirittura due goal di vantaggio, gli scaligeri trovano una bella rete con Tchatchoua, poi raddoppiano su calcio di rigore, è Tengstedt a timbrare; nel finale vanno ad un passo dallo 0-3, i gialloblù creano infatti parecchi grattacapi agli avversari per tutto il secondo tempo sfruttando dei fulminei contropiedi che mettono alle corde i padroni di casa. I liguri sono troppo sterili, imprecisi e spreconi e quel poco che creano nella seconda parte di gara lo sciuperanno amaramente, mettendo a referto la prima sconfitta stagionale.
Nel secondo tempo i rossoblù fanno entrare Malinovski, Ekuban, Thorsby, Ekhator e Accornero che rilevano rispettivamente Badelj, Vitinha, Sabelli, Frendrup e Messias; gli scaligeri danno una chance a Daniliuc, Kastanos, Mosquera, Magnani e Bradaric, in panchina Harroui, Suslov, Tengstedt, Duda e Lazovic.
Al minuto 51 Messias entra in area palla al piede, arriva a tu per tu con il portiere avversario, libera lo scavetto, conclusione mal calibrata e palla fuori; niente da fare.
Al minuto 54 Lazovic, dalla fascia sinistra, crossa verso il centro dell’area, la sfera viene solo sfiorata da Gollini, carambola sui piedi di Tchatchoua sul secondo palo che libera la mina ed insacca comodamente in rete; è 1 a 0 Hellas il parziale.
Al minuto 62 Kastanos batte una punizione da centrocampo, cross verso l’area, un compagno si fa trovare pronto sul secondo palo, crossa verso il centro ma Thorsby devia la sfera con il braccio largo, per l’arbitro è penalty Verona; parte Tengstedt dagli undici metri e spacca la porta; è 2 a 0 scaligeri al Ferraris.
Al minuto 65 viene pescato Messias in area, defilato sulla destra, non marcato, l’ex Milan libera il siluro, palla fuori per un pelo.
Al minuto 75 Tchatchoua, dalla destra, crossa verso il centro dell’area, si fa trovare pronto Lazovic che colpisce con la capoccia la sfera, la schiaccia però troppo, palla fuori.
Al minuto 96 il direttore di gara fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia; 0 a 2 il finale a Marassi.
COMMENTI FINALI: Bellissima partita quella tra Genoa e Verona andata in scena Domenica 1 Settembre alle 18:30, in quel di Genova.
Entrambe le compagini non si sono abbassate troppo e hanno giocato in maniera spigliata, intraprendente e coraggiosa, le occasioni migliori per ambedue i club sono sorte su contropiede, a campo aperto entrambi i reparti offensivi hanno pienamente evidenziato di sentirsi a proprio agio e di essere fortemente pericolosi; nel Genoa buonissima prova di Messias, di Vitinha e di Vasquez, molto bene anche Pinamonti, promosso, è lui il leader che ha il compito di far salire la squadra e lo sa fare perfettamente, l’intesa con il suo compagno di reparto deve ancora essere trovata ma come pedina offensiva lui sa sicuramente già il fatto suo. Nel Verona è il centrocampo a trascinare gli scaligeri verso la vittoria, strepitoso il lavoro di Lazovic e Tchatchoua sulle fasce che spingono con aggressività e hanno la forza di entrare in area palla al piede e di farsi trovare pronti davanti alla porta per ricevere i cross, dalla trequarti, dei propri compagni rimasti in posizione arretrata, è il camerunese a confezionare il primo goal su assist del serbo, è quest’ultimo ad andare ad un passo dalla terza rete colpendo di testa al centro dell’area, su assist del primo; benissimo anche l’ottima copertura di entrambi in fase difensiva. Prova soddisfacente anche dei restanti due centrocampisti, i due mastini centrali, che spezzano ripetutamente la manovra avversaria, più in difficoltà invece i due trequartisti che trovano poche volte la punta centrale spesso isolata; match che ha visto ambedue i team andare più volte ad un passo dal goal ma allo stesso soffrire molto in fase di copertura, a premiare gli ospiti è stato il miglior cinismo ed un pizzico di fortuna in più, anche se il fato ricompensa sempre la squadra più audace, questo va detto.
Prossima sfida di campionato molto intrigante per entrambe; i liguri affronteranno la Roma tra le proprie mura amiche, mentre gli scaligeri andranno all’Olimpico e sfideranno la Lazio. Si tratta di due gare in cui sia i rossoblù che i veronesi potranno sfruttare le loro abilità di ripartenza rapida e gioco sopraffino a campo aperto, dunque abbiamo sensazioni positive per ambedue i club, guidati e supportati da due ottimi uomini prima ancora che esperti professionisti.
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