
INTRODUZIONE: Beffa amara per il Parma di Fabio Pecchia che capitola nel recupero dopo esser stato in vantaggio al Maradona per oltre settanta minuti di gioco, andando ad un passo dal mettere al tappeto il Napoli di Antonio Conte. La partita a cui stiamo alludendo è ovviamente quella andata in scena Sabato 31 Agosto alle 20:45, che ha visto affrontarsi il club partenopeo contro quello parmense; ad imporsi sono gli azzurri che di forza riescono a ribaltare un match apparentemente già andato alle ortiche; termina 2 a 1 l’incontro.
Tre punti fondamentali per il Napoli che vola al sesto posto, a quota sei punti e mette nel mirino la vetta della classifica, occupata momentaneamente da Juve, Inter, Torino e Udinese, distante un solo punto. Dopo la pesante batosta di Verona e la convincente prima prova casalinga contro il Bologna di Vincenzo Italiano, i partenopei disputano una gara non pienamente soddisfacente contro il Parma, soffrendo fortemente nel primo tempo la rapidità e l’imprevedibilità delle offensive avversarie e faticando, sempre nei primi quarantacinque minuti, enormemente a creare pulite occasioni da goal, i gialloblù difendono bene gli spazi e gli azzurri muovono la palla troppo lentamente per pensare di poter impensierire la retroguardia avversaria; nella ripresa la situazione lato Napoli va decisamente meglio e i campani si sporgono con vigore in fase offensiva, l’intensità della corsa e la qualità delle giocate aumentano decisamente di livello e anche la verve e la convinzione nei propri mezzi sono molto più evidenti, l’espulsione di Suzuki, al minuto 74, favorisce ancor di più il predominio di gioco degli azzurri che però faticano a concretizzare in palle goal nette; nel recupero avviene il miracolo di San Gennaro e i campani segnano non una ma addirittura due volte portandosi a casa la partita.
Napoli che con gli acquisti di Lukaku, McTominay e Gilmour, che si vanno ad aggiungere a quelli di Buongiorno, Marin, David Neres e Spinazzola, è andato a colmare le grosse lacune che ancora a fine Agosto la rosa aveva, placando almeno temporaneamente i mal di pancia di Conte e dell’esigente piazza.
Il Parma 2024/2025 è una squadra di contropiedisti, i gialloblù hanno in rosa calciatori che fanno dello scatto bruciante e della giocata, anche ambiziosa, a campo aperto il loro marchio di fabbrica; benissimo ancora una volta Man, senza ombra di dubbio il migliore in campo dei parmensi, promossi ampiamente anche Bonny, Mihaila, Kowalski e Bernabe; l’espulsione di Suzuki taglia le gambe alla squadra di Pecchia che, in inferiorità numerica e con tra i pali un calciatore di movimento, non ha né la forza, né la voglia di ripartire in contropiede, abbassandosi in maniera eccessiva e subendo la tremenda beffa nel finale. Parma che comunque si toglierà tante soddisfazioni in questo campionato contro le Big, la vera prova del nove sarà imporsi anche contro le piccole che, specialmente al Tardini, si chiuderanno e lasceranno agli emiliani il pallino del gioco in mano, manovra di gioco prolungata che i crociati per inesperienza e per caratteristiche tecniche collettive non sanno condurre efficacemente e che quindi molto presumibilmente creerà parecchie difficoltà al club ducale, che non dovrà mai prendere sottogamba alcuna partita e anzi dovrà lottare maggiormente per imporsi contro le squadre di pari livello che sicuramente non faranno sconti quando affronteranno i gialloblù.
IL RACCONTO: 3-4-2-1 per il Napoli con Buongiorno, Di Lorenzo e Rrahmani in difesa, Lobotka, Anguissa, Mazzocchi e Olivera a centrocampo, Politano e Kvaratskhelia in zona trequarti, Raspadori boa centrale; in porta il solito Meret.
Gli ospiti rispondono con un 4-2-3-1 con Balogh, Circati, Coulibaly e Valeri in difesa, Sohm e Bernabé in mezzo al campo, Man e Mihaila sulle fasce, Kowalski in zona trequarti, Bonny punta centrale; Suzuki fra i pali. Al minuto 8 purtroppo i crociati devono già fare il primo cambio, fuori Valeri per infortunio, dentro Delprato.
Primo tempo in cui a partire forte è il Parma, i campani faticano tremendamente a prendere le misure alla funambolica, energica, pimpante ed aggressiva squadra parmense e in difesa soffrono terribilmente; i gialloblù creano numerose occasioni da rete, conquistano un calcio di rigore, si portano in vantaggio e provano a raddoppiare in contropiede. Il Napoli dopo lo svantaggio cerca di reagire ma le occasioni sono rare e poco convinte; si va all’intervallo sull’1 a 0 Parma.
Al minuto 14 Delprato crossa, dalla destra, sul secondo palo, pescando perfettamente Kowalski che con la capoccia afferra e direziona verso la porta la sfera ed è traversa. Trenta secondi dopo Bonny si gira in area palla al piede e fa partire il siluro che si stampa sul palo, ancora legno per i poveri sfortunati gialloblù.
Al minuto 17 Bonny viene steso in area da Meret, è penalty Parma; parte dagli undici metri la punta emiliana e distrugge la rete; 0 a 1 al Maradona.
Al minuto 31 Bernabé libera il siluro dalla trequarti, palla fuori di poco.
Al minuto 39 ci prova Kvaratskhelia con una mina dalla trequarti, Suzuki dice no e salva il risultato.
Nella ripresa è solo Napoli, il Parma soffre fin da subito e la situazione peggiorerà ulteriormente con l’espulsione del proprio estremo difensore e con la decretata inferiorità numerica parmigiana da parte dell’arbitro; i gialloblù, pur con un portiere non professionista tra i pali, riescono comunque con un pizzico di fortuna a mantenere la porta inviolata al termine dei canonici novanta minuti, nel recupero però Lukaku prima, Anguissa poi spengono bruscamente le speranze di colpaccio dei tifosi emiliani. Il Napoli di Conte agguanta e rimonta in extremis la sfida e guadagna tre punti preziosi per il prosieguo del campionato.
Nella seconda frazione di gioco i padroni di casa danno una chance a Spinazzola, Lukaku, David Neres e Simeone, che rilevano rispettivamente Olivera, Raspadori, Politano e Mazzocchi; nel Parma entrano Cancellieri, Almqvist, Osorio e Charpentier al posto di Bonny, Kowaski, Balogh e MIhaila.
Al minuto 65 Kvaratskhelia, su punizione, serve con una magia Buongiorno, in area, defilato sulla sinistra, l’ex Torino calcia di potenza e colpisce la traversa; occasionissima Napoli.
Al minuto 74 Suzuki fa un’entrata killer su David Neres in zona trequarti, il direttore di gara tira fuori il cartellino giallo ma l’estremo difensore era già ammonito e se ne va quindi sotto la doccia; Parma in dieci e Delprato in porta.
Al minuto 87 Almqvist sgambetta in area Simeone, per l’arbitro è calcio di rigore, per il VAR no, il direttore di gara viene richiamato, va al monitor e cambia idea; niente penalty per gli azzurri, il contatto, se c’è stato, è sicuramente troppo lieve.
Al minuto 91 Spinazzola, dal limite, serve Lukaku in area, il belga aggancia la sfera e, defilato sulla sinistra, libera il siluro ed è goal, rete strepitosa del neo-attaccante partenopeo; che perla della boa ex Roma.
Al minuto 95 David Neres crossa, dalla fascia destra, verso il centro dell’area, si fa trovare pronto Anguissa sul secondo palo, che salta, afferra la sfera ed insacca comodamente in rete; clamorosamente il Napoli l’ha ribaltata nel recupero, è 2 a 1 per i padroni di casa al Maradona.
Al minuto 104 Almqvist ha una ghiotta occasione in area, davanti al portiere, libera la mina, incredibilmente salva Meret con pronti riflessi ed enorme maestria; si rimane sul 2 a 1.
Al minuto 105 il direttore di gara dice che basta così e dichiara concluso il match; lieto fine per il Napoli, che la risolve nel recupero.
COMMENTI FINALI: Vittoria pesante come un macigno per il Napoli di Conte che se nel primo tempo merita ampiamente di stare sotto, nella ripresa esterna tutta la propria superiorità tecnica rispetto agli avversari, schiacciando loro con arroganza in difesa; fino al novantesimo mancava la ciliegina sulla torta che andasse a coronare il buon secondo tempo dei campani, poi nel recupero due stupendi confetti di Lukaku e Anguissa fanno esplodere di gioia lo stadio e catapultano i partenopei al sesto posto in classifica, a pari merito con il sorprendente Hellas Verona. Nel complesso gli azzurri non sono stati sicuramente brillanti e senza l’espulsione del portiere avversario e l’inferiorità numerica degli ospiti per quaranta minuti di gioco probabilmente non l’avrebbero portata a casa la partita, però i segnali sono incoraggianti, la squadra lotta, dà l’anima, getta il cuore oltre l’ostacolo, fa di tutto per superare i propri limiti e cerca di imporsi con pazienza, costanza e determinazione, inoltre l’arrivo di una boa micidiale come Lukaku e di un buon esterno come David Neres fa sicuramente rimanere tranquilli e continuare a sperare i tifosi partenopei; arriveranno tempi migliori ne siamo sicuri!
Prima sconfitta per il Parma che dopo la fantasmagorica vittoria contro il Milan di Paulo Fonseca, nonché dopo il bel pareggio ottenuto contro la Fiorentina nella prima giornata, cadono nel recupero al Maradona; peccato perché la prestazione dei gialloblù è stata buona, specialmente il primo tempo in cui avrebbero meritato il raddoppio, l’espulsione ingenua del proprio portiere taglia le gambe ai parmensi costretti, nel finale, a difendersi eccessivamente bassi, senza poter ripartire e fare male in contropiede. Partenza comunque sprint dei ducali che dopo tre partite di campionato hanno già confezionato quattro punti, il vero fenomeno dei crociati non è però un calciatore della rosa ma l’allenatore, il buon Fabio Pecchia infatti è l’autentico leader del club emiliano, con lui il Parma ha dominato la Serie B, sempre con lui la squadra gialloblù si andrà senza alcun dubbio a prendere una meritata salvezza!
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