
INTRODUZIONE: I campioni d’Italia seppelliscono veementemente l’Atalanta di Gasperini e volano a quota sette punti in classifica.
Per i meneghini è un gioco da ragazzi strapazzare e umiliare la squadra bergamasca, autrice di una prestazione orripilante e indecorosa, i nerazzurri di Milano vengono trascinati da un monumentale Thuram e da un fantasmagorico Barella, sono infatti loro due i leader che stendono di forza una, insolita, piccolissima Dea; Gasperini come sempre si attacca a qualche futile motivazione, lancia accuse al sistema calcio, reo a suo parere nell’iniziare il campionato a mercato ancora aperto, si aggrappa alle assenze, agli infortuni, a tutto pur di non ammettere che l’Inter è nettamente più forte dei bergamaschi, di un club che nella sua storia non ha mai vinto uno scudetto, un semplice misero scudetto.
I campioni d’Italia dipingono calcio e danzano ad un ritmo insostenibile non solo per l’Atalanta ma per qualsiasi avversario del nostro campionato; i meneghini sfruttando la propria enorme tecnica, grandiosa straripanza fisica e l’eccezionale maestria che li contraddistingue riescono ad annichilire tutto e tutti, assumendo sempre più spesso i connotati di una vera e propria macchina da guerra. L’esperienza dei nerazzurri è notevole e il gruppo è ampio e coeso, una volta era soprannominata la Pazza Inter oggi dovremmo chiamarla la sublime Inter.
Prova deludentissima dell’Atalanta che alza bandiera bianca dopo soli dieci minuti; gli errori banali, la sufficienza con cui è stato approcciato il match, la scarsa determinazione e forza di volontà nel rispondere alle offensive meneghine e nell’aggredire in fase di non possesso il team di Inzaghi, la lentezza nei movimenti e nelle scelte di gioco, la confusione tattica e la mancanza di intraprendenza e coraggio sono tutti evidenti segnali che il massimo a cui potrà ambire la Dea in questa stagione è un anonimo quarto/quinto posto.
Lo avevamo detto due settimane fa: da questo club, da questa squadra, da questo gruppo, da Gasperini, ci aspettavamo molto di più, ma è inutile, il salto di qualità i bergamaschi non lo faranno mai e la cessione di Koopmeiners lo sta proprio ad indicare.
IL RACCONTO: Solito 3-5-2 per l’Inter che si affida ad Acerbi, Bastoni e Pavard in difesa, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Darmian e Dimarco a centrocampo, Thuram e Lautaro Martinez in attacco; Sommer fra i pali.
Gli ospiti rispondono con un 3-4-2-1 con Djimsiti, Ruggeri e De Roon in difesa, Pasalic, Ederson, Bellanova e Zappacosta a centrocampo, Samardzic e Brescianini sulla trequarti, Retegui boa centrale; in porta Carnesecchi.
Nella prima frazione di gioco parte fortissimo l’Inter che in dieci minuti stende tranquillamente un’orripilante Dea, quest’ultima prova a reagire ma sarà una risposta fievole e poco convinta, alla mezz’ora saranno ancora i padroni di casa ad andare vicino al goal; al termine della prima parte di gara conduce l’Inter per 2 a 0.
Al minuto 3 Thuram viene servito in area, defilato sulla destra, il francese fa partire il tiro ed insacca, complice una deviazione ingenua di Djimsiti, comodamente in rete; è già 1 a 0 Inter.
Al minuto 7 Calhanoglu batte una punizione dalla trquarti, fa partire il missile verso la porta, Carnesecchi dice no.
Al minuto 9 Barella libera la bomba dalla trequarti ed è goal, rete strepitosa del fenomeno italiano che insacca con violenza in porta e mette KO Carnesecchi; 2 a 0 Inter.
Al minuto 14 Zappacosta fa partire la mina dalla distanza, Sommer sventa, Retegui ci prova davanti alla porta ma il tiro è penoso e la palla va verso le stelle; occasione dissipata.
Al minuto 26 Thuram viene servito in profondità, da ultimo uomo, entra in area palla al piede, fa partire il tiro ed è palo, un’altra deviazione beffarda stava per dare il definitivo colpo di grazia al team bergamasco.; si salva sul filo di lana la Dea.
Nella ripresa il ritmo dei padroni di casa si abbassa leggermente ma l’Atalanta non riesce comunque a veder palla, ad avere in pugno il match sono sempre loro, i campioni d’Italia; gli ospiti continuano la loro prestazione vergognosa e regalano il terzo e il quarto goal all’Inter che ringrazia e mette in saccoccia; è goleada al termine dei novanta minuti.
Nella ripresa, sponda Dea, entrano Toloi, De Ketelaere e Palestra, in panchina Bellanova, Zappacosta e Samardzic; i meneghini danno una chance ad Asslani, Carlos Augusto, Frattesi, Taremi ed Arnautovic che rilevano rispettivamente Calhanoglu, Bastoni, Barella, Thuram e Lautaro Martinez.
Al minuto 47 una zampata di Thuram, in area, permette ai milanesi di fare il terzo goal, tocco morbido e perfettamente calibrato dell’attaccante francese che stende ancora Carnesecchi.
Al minuto 50 Dimarco, dalla sinistra, crossa verso l’area, pesca sul secondo palo Lautaro Martinez che al volo di prima intenzione fa partire il missile, leggermente mal calibrato.
Al minuto 55 altra zampata in area di Thuram e altra rete; tutto troppo semplice per l’Inter che gioca contro dei fantasmi, non contro dei calciatori, nessuna pressione degli ospiti che lasciano avanzare, agguantare la sfera e calciare il francese senza opporsi; non è una partita è uno stupro ai danni dei bergamaschi.
Al minuto 81 a Dimarco viene annullato un goal, fuorigioco millimetrico dei nerazzurri; sfortunati i padroni di casa che avrebbero potuto farne un altro.
Al minuto 88 Taremi serve Arnautovic in area da ultimo uomo, quest’ultimo però, a tu per tu con l’estremo difensore avversario, invece di tirare potentemente verso la porta e fare il quinto goal, decide inspiegabilmente di appoggiare la sfera orizzontalmente nuovamente per il suo compagno di reparto che però non riesce ad arrivare sul pallone e viene anticipato da ben due difensori avversari, che in fretta e furia si rifugiano in corner; occasionissima Inter sprecata malamente.
Al minuto 94 il direttore di gara mette il fischietto in bocca e dice che basta così; è poker per l’Inter che umilia malamente la squadra del buon vecchio Gasp.
COMMENTI FINALI: L’anticipo di Venerdì sera, 30 Agosto, giocatosi alle 20:45 allo stadio San Siro di Milano, tra Inter e Atalanta, vede i nerazzurri di casa imporsi nettamente ai danni dei poveri e orrendi bergamaschi.
La Dea mette a referto una prestazione obbrobriosa, gli allievi del Gasp sprofondano malamente in quel di Milano senza mai lottare, lasciando giganteggiare in mezzo al campo la squadra più forte d’Italia, non avendo alcun scatto d’orgoglio; l’Atalanta è stata totalmente inerme di fronte alla furia tempestosa interista. Per il Gasp è l’ennesimo segno che il suo club è grande con le piccole e piccolo con le grandi, è facile dominare con il Lecce, molto più ostico è schiacciare prepotentemente e ridurre in poltiglia i campioni d’Italia; insomma gara che lascia tanto amaro in bocca ai tifosi atalantini che speravano in un inizio di campionato decisamente diverso!
Per l’Inter sono tre punti di platino che permettono al club guidato da Simone Inzaghi di agganciare in vetta alla classifica la Juventus, la sensazione è che il team meneghino sia nettamente più forte di tutte le altre competitor e che già verso fine Marzo potrebbe mettere in cascina ufficialmente il ventunesimo scudetto. Prova preparata perfettamente dal coach più bravo del nostro campionato, Simone Inzaghi e qualità eccelsa di tutti i calciatori nerazzurri scesi in campo, che con giocate raffinate e mediante una grinta agonistica eccezionale umiliano gli avversari e lanciano un enorme segnale di forza a tutte le rivali; tra due settimane i meneghini affronteranno il Monza di Nesta, bandiera milanista che cercherà in tutti i modi di mettere il bastone tra le ruote all’Inter, tuttavia se i nerazzurri non sottovaluteranno la partita siamo sicuri che si porteranno a casa anche il prossimo match; chiaramente non ci potranno pensare sempre Thuram, Calhanoglu e Barella a togliere le castagne dal fuoco ai meneghini, dopo la sosta toccherà a Lautaro Martinez, attualmente ancora fuori forma, salire in cattedra e mettersi sulle spalle la propria amata squadra, l’Inter se vuole vincere il tricolore 2024/2025 avrà bisogno anche dei suoi goal!
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