
INTRODUZIONE: Il Toro non si ferma più, dopo aver messo alle corde il Milan a San Siro, dopo aver demolito la demoniaca Atalanta del Mago Gasperini, i granata volano a sette punti annichilendo un buonissimo Venezia.
Per i lagunari si tratta di un KO cocente, immeritato e sfortunato, è sempre poco elegante attribuire una sconfitta di una determinata squadra al caso, al fato beffardo, alla sventura, dando l’impressione di non riconoscere apparentemente la virtù, la bravura e il valore dell’avversario, però nel caso di Venezia-Torino, seppur i piemontesi hanno ricercato con forza il goal e hanno messo a referto una discreta prestazione, il risultato più giusto senza ombra di dubbio sarebbe stato un pareggio, le due compagini si sono equivalse e nessuna ha soggiogato, sia in termini di palle goal create che da un punto di vista della mera qualità tecnica espressa, l’altra; il pallino del gioco l’ha tenuto in mano, prevalentemente, il Toro, i veneti hanno saputo rispondere mediante rapide ripartenze velenose e tiri dalla distanza; il miglior cinismo dei granata ha permesso a questi ultimi di imporsi e mettere al tappeto i lagunari, Torino però che sul piano del gioco non è stato affatto brillante, non riuscendo a sbloccare la situazione, se non su palla inattiva e combattendo alla pari contro un’umile Venezia, il club più scarso della nostra Serie A.
Termina 1 a 0 per i granata la sfida del Penzo, di Venerdì 30 Agosto, tra Torino e Venezia.
IL RACCONTO: I padroni di casa schierano un 3-4-2-1 con Sverko, Idzes e Svoboda in difesa, Nicolussi Caviglia, Zampano, Duncan, Candela a centrocampo, Ellertsson e Oristanio sulla trequarti, Pohjanpalo punta centrale; Joronen in porta.
Gli ospiti rispondono con un 3-5-2 con Masina, Coco e Vojvoda in difesa, Linetty, Ilic, Ricci, Lazaro e Sosa a centrocampo, Zapata e Adams in attacco; Milinkovic Savic fra i pali.
Primo tempo divertente ed emozionante, con ripetute occasioni da una parte e dall’altra; ad andare più vicini al vantaggio sono però i lagunari, partiti fortissimo.
Al minuto 13 Nicolussi Caviglia, in area, defilato sulla sinistra, libera il tiro a giro, Milinkovic Savic si supera e devia in corner la sfera; occasionissima Venezia.
Al minuto 14 è ancora Nicolussi Caviglia ad impensierire il portierone granata, tiro dalla trequarti dell’ex Juventus che uno sveglio Milinkovic respinge con agilità e maestria, la difesa piemontese riesce poi a porre fine al pericolo con non poca difficoltà.
Al minuto 17 Adams ha una ghiotta occasione in area, non marcato, libera la mina, Joronen e Idzes collaborano e sventano efficacemente; occasione sprecata.
Nella seconda frazione di gioco gli ospiti alzano i giri del motore e si sporgono in massa in zona offensiva, i padroni di casa difendono con ordine, pazienza e determinazione e ripartono in contropiede creando parecchi grattacapi alla retroguardia avversaria; nel finale un’incornata di Coco toglie le ragnatele dalla porta protetta dai lagunari che affondano inesorabilmente, vittoria di misura per i granata.
Nella ripresa, sponda Toro, Sanabria, Pedersen, Tamèze, Dembélé e Walukiewicz rilevano Ricci, Sosa, Adams, Vojvoda e Lazaro; i padroni di casa danno una chance a Doumbia, El Haddad, Gytkjaer, Altare e Raimondo, togliendo dal campo Nicolussi Caviglia, Oristanio, Pohjanpalo, Sverko e Candela.
Al minuto 53 gli ospiti crossano, dalla destra, verso il centro dell’area, si fa trovare pronto Ilic che colpisce di testa, tutto troppo facile per Joronen che blocca con nonchalance.
Al minuto 55 altro cross granata dalla destra verso il centro dell’area, è Lazaro a volersi trasformare in assist man, Idzes però capisce tutto e intercetta la sfera con la capoccia, mettendo fine al pericolo, inutile il tentativo seguente di Ricci dalla trequarti; si rimane sullo 0 a 0.
Al minuto 56 Nicolussi Caviglia libera la bomba dal limite, palla alta, a centimetri dalla traversa.
Al minuto 64 Oristanio di forza entra in area palla al piede e pesca Candela al centro, non marcato, che tira senza pensarci due volte; sfera alle stelle e occasione dissipata.
Al minuto 69 è Doumbia a provarci dalla distanza, Milinkovic blocca e ringrazia per il tiro telefonato; ancora niente goal.
Al minuto 70 Candela serve, dalla destra, Ellertsson, al centro dell’area, che libera il tiro, palla fuori di un soffio.
Al minuto 75 Oristanio batte un corner, dalla destra, verso l’area, pesca un compagno sul secondo palo che si immola e colpisce il pallone con la capoccia, conclusione mal calibrata e occasione sprecata.
Al minuto 85 il Toro si appresta a battere un calcio d’angolo dalla destra del campo, si fa trovare pronto Masina, sul primo palo, che spizza di testa verso il centro dell’area, Coco si avventa e colpisce con la capoccia la sfera indirizzandola verso la porta ed è goal, rete pesantissima degli ospiti che beffa clamorosamente Joronen e compagni; è 1 a 0 granata al Penzo.
Al minuto 95 il direttore di gara mette il fischietto in bocca e dichiara concluso il match; successo risicato dei piemontesi che trovano nell’incornata di Coco la mossa vincente.
COMMENTI FINALI: Ennesimo insuccesso per Di Francesco che, oltre ad essere un allenatore mediocre, è sicuramente anche molto sfortunato; i lagunari infatti hanno fatto un’ottima partita, frenando ripetutamente le avanzate e le offensive velenose avversarie e creando valide palle goal che hanno messo in forte apprensione la difesa piemontese, i padroni di casa hanno messo in campo un’elevata grinta, volitività e rapidità, interessantissime anche alcune trame di gioco, prevalentemente avviate in situazione di ripartenza, che hanno portato a una superiorità numerica in area velenosissima.
I veneti stanno entrando in forma fisicamente e riescono a fare un valido possesso, senza perder palla, anche se strettamente marcati, la qualità complessiva del gruppo è misera ma la mano del coach si sta senza dubbio vedendo, il problema è che il mister ex Frosinone, come è già noto da tempo, oltre ad avere evidenti problemi caratteriali e di carisma, cura esclusivamente la fase propositiva, di possesso della propria squadra, tralasciando la fase difensiva, ovvero non lavorando efficacemente, sia in termini qualitativi che quantitativi, sui meccanismi di reparto in fase di non possesso, lasciando a sé stessi e ai loro banali errori, in copertura, degli umili calciatori di provincia; seppur in questo senso nella sua avventura con il Venezia, per onor di cronaca va detto, il mister pescarese sembra migliorato, notevole l’accortezza e l’attenzione difensiva prestata dai lagunari nella sfida contro i piemontesi; sarà però da valutare lungo un arco temporale più ampio.
Prova deludente dei granata che mantengono per tutti e novanta i minuti un ritmo basso e non riescono a sfruttare la propria maggior tecnica e migliore qualità per scardinare la retroguardia avversaria palla al piede; senza una fortunosa palla inattiva entrata in buca, il Toro la gara non l’avrebbe mai sbloccata e se ne sarebbe tornato a casa con un solo misero punto. Se contro il Milan e contro l’Atalanta i piemontesi hanno dato vita a un’affinata manovra corale che ha messo costantemente in difficoltà gli avversari, contro il Venezia il Torino è stato lento, sterile e fortemente sprecone, dissipando anche ghiotte occasioni con tiri che dire deboli e telefonati è poco. Vincere era comunque l’unica cosa che contava per andare nelle zone alte della classifica e questo il Toro fa, la capocciata di Coco fa volare i piemontesi a sette punti e fa tirare un sospiro di sollievo a Vanoli quest’oggi insufficiente, ma onesto e ben lucido in conferenza stampa; tra due settimane i granata ospiteranno il Lecce e rifarsi deve esser un obbligo, se affronteranno il match come i primi due stagionali il successo sarà assicurato, così come i dieci punti dopo solo quattro giornate, di Serie A, disputate, un vero e proprio bottino da sogno.
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