
INTRODUZIONE: Un Napoli inaspettatamente in forma smagliante demolisce e sotterra il neo-Bologna di Vincenzo Italiano; termina con un netto 3 a 0 per i padroni di casa la sfida fra i partenopei e i felsinei giocatasi Domenica 25 Agosto alle 20:45, allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli.
La squadra di Conte si riscatta egregiamente; dopo esser sprofondato in quel di Verona infatti, il club azzurro riparte dalla prima casalinga e prende a pugni, mettendo comodamente al tappeto, il povero mal capitato Bologna, a trascinare i campani è il leader tecnico del gruppo Kvaratskhelia, suo è gran parte del merito per il successone che i partenopei hanno clamorosamente ed inaspettatamente messo a referto; il Napoli torna a vincere senza subire goal, in casa, dopo un anno, era l’Agosto 2023 infatti quando gli azzurri neo-campioni d’Italia annichilivano uno spento Sassuolo per 2 a 0, al Maradona e volavano in testa alla classifica, lasciando presagire che anche per lo scudetto 2024 fossero loro i favoriti, inutile ricordare che da allora cambiò tutto e che la settimana dopo ci pensò la Lazio dell’ex Maurizio Sarri a risvegliare dal bel sogno i tifosi napoletani, catapultandoli nella dura e cruda realtà, quella di un Napoli 2023/2024 solo decima forza del nostro campionato.
Ipoteca importante per gli azzurri ma che non deve far montare la testa ai tifosi, una rondine non fa primavera, inoltre la sensazione è che sia stato più il Bologna sottotono che il Napoli brillante, i partenopei hanno solo sfruttato una giornata no dei felsinei ma ricordiamoci che il Bologna parte da un quinto posto e i campani da un decimo, quindi come dice Conte umiltà, per arrivare tra le prime quattro bisognerà lavorare sodo e non adagiarsi sugli allori; se il Patron De Laurentiis ha finalmente fatto la sua parte, mettendo sotto contratto non solo David Neres ma soprattutto Big Rom, il fenomeno belga che ovunque va fa sfracelli, andando a colmare le gravi lacune offensive che, complice l’addio di Osimhen, attanagliavano il Napoli da Giugno a questa parte, i sostenitori azzurri devono fare la loro, supportando ed incitando la squadra ma al tempo stesso non galvanizzandosi in maniera eccessiva e tenendo i piedi per terra, parlare di scudetto o qualificazione in Champions dopo un decimo posto e due sole giornate del nuovo campionato disputate è follia e fa persino male all’ambiente e al gruppo squadra, i partenopei devono andare cauti nei giudizi senza passare da una disperazione vittimistica ad una esaltazione arrogante, prendendo il prima possibile la consapevolezza che già una qualificazione in Conference League sarebbe oro colato per un club arrivato decimo l’anno prima.
I rossoblù non hanno saputo confermare le buone sensazioni lasciate al Dall’Ara contro l’Udinese, i felsinei dominano nel possesso ma faticano tremendamente a rendersi pericolosi e ad entrare palla al piede in area di rigore, l’intensità dei padroni di casa è molto più alta, così come la rapidità nei movimenti.
Il Bologna non accetta di ripartire e vuole assolutamente il pallino del gioco in mano, servendo su un piatto d’argento la vittoria all’abile Antonio Conte che aveva intuito che tipo di gara avesse intenzione di fare il club di Italiano e si è adattato di conseguenza, spostando il proprio baricentro verso il basso e lasciando sfogare i felsinei, a centrocampo, nel possesso, chiudendo bene però le linee di passaggio, per poi intelligentemente sfruttare i loro errori e ripartire in contropiede e in questo il Napoli è un team fenomenale e uno come Kvaratskhelia a campo aperto si trasforma in un vero e proprio mostro; insomma match preparato con i piedi da Italiano che forse avrebbe dovuto chiedere scusa ai tifosi, una simile umiliazione i felsinei non la subivano da parecchio tempo.
IL RACCONTO: I padroni di casa si affidano ad un 3-4-2-1 con Buongiorno, Di Lorenzo e Rrahmani in difesa, Lobotka, Anguissa, Olivera e Mazzocchi a centrocampo, Politano e Kvaratskhelia sulla trequarti, Raspadori boa centrale; Meret in porta.
Italiano risponde con un solido 4-3-3 con Beukema, Erlic, Posch e Lykogiannis in difesa, Freuler, Moro e Aebischer a centrocampo, Ndoye e Orsolini sulle fasce, Castro punta centrale; il solito Skorupski tra i pali.
Primo tempo in cui a dominare sul piano del possesso è il Bologna ma a colpire è il Napoli, i rossoblù non si rendono quasi mai pericolosi e non riescono, se non rarissime volte, ad entrare nell’area di rigore campana, facendo dormire sonni tranquilli a Meret. Gli azzurri d’altro canto sono ben concentrati e palla al piede creano moltissimi grattacapi alla retroguardia felsinea, il ritmo dei partenopei è decisamente superiore a quello dei bolognesi che sembrano poco motivati a fare propria la gara; nel finale una perla di Kvaratskhelia regala il goal a Di Lorenzo che porta in vantaggio meritatamente il Napoli. Dopo neanche venti minuti di gioco gli ospiti sono costretti a fare già il primo cambio, esce Erlic per Lucumí, infortunio per il calciatore croato ex Sassuolo.
Al primo minuto Raspadori, dalla trequarti, libera la mina; palla fuori, occasione sprecata.
Al minuto 29 Ndoye, dalla trequarti, pesca Castro in area che, a tu per tu con l’estremo difensore avversario, invece di fare il pallonetto che avrebbe sicuramente messo KO il campione d’Europa 2020, mette a referto un tocco morbido e rasoterra che Meret non ha ovviamente problemi a sventare; palla tra le mani del portierone azzurro e occasione Bologna dissipata malamente.
Al minuto 42 Politano, dalla trequarti, crossa in scivolata verso il centro dell’area e pesca sul secondo palo Kvaratskhelia che con la capoccia indirizza la sfera verso la rete, la conclusione è però leggermente mal calibrata e si stampa sulla traversa, ci prova poi un compagno, sulla destra, nei pressi della linea di fondocampo, ma fa la frittata e getta il pallone oltre la linea regolamentare di gioco; occasionissima Napoli.
Al minuto 44 Politano libera la mina in area, sfera deviata e conclusione sventata; niente da fare.
Al minuto 46 Kvaratskhelia con una magia manda Di Lorenzo in area palla al piede a tu per tu con l’estremo difensore avversario, il terzino azzurro stoppa col destro e calcia col mancino insaccando comodamente in rete; è 1 a 0 Napoli, Skorupski KO.
Nel secondo tempo non c’è partita; il Bologna entra in campo volenteroso ma ben presto si deve arrendere, i rossoblù infatti continuano a produrre un fraseggio sterile e inconcludente che non porta da nessuna parte, il Napoli d’altro canto riprende a spingere atleticamente e con il fenomeno georgiano trova il raddoppio; dal 2 a 0 in poi è solo Napoli, i felsinei, stanchi e demoralizzati, non pressano più efficacemente e rinunciano alle verticalizzazioni palla al piede, non hanno più la forza, sono esausti e la voglia per sporgersi in zona offensiva e si limitano esclusivamente ad un lento fraseggio orizzontale per giunta pure spesso impreciso; i rossoblù non sono riusciti a reggere gli alti ritmi e la sopraffina qualità tecnica degli avversari, alzando precocemente bandiera bianca e lasciando spadroneggiare il Napoli nel finale che con tenacia e determinazione segna pure il terzo goal, la rete dell’umiliazione bolognese.
Nella ripresa sponda Napoli entrano Spinazzola, Simeone e David Neres per Mazzocchi, Raspadori e Politano; i felsinei danno una chance a Karlsson, Odgaard, Miranda e Fabbian che rilevano rispettivamente Ndoye, Orsolini, Lykogiannis e Aebischer.
Al minuto 47 Aebischer libera il siluro dalla trequarti, palla fuori di un soffio; occasione Bologna.
Al minuto 58 è Politano ad andare ad un passo dal goal con un tiro, in area, insidiosissimo verso la porta; purtroppo per lui la conclusione è leggermente mal calibrata.
Al minuto 74 Kvaratskhelia libera la mina dalla trequarti che, complice una deviazione fortuita, si insacca comodamente in rete; ancora KO Skorupski e ancora goal Napoli, non c’è storia al Maradona.
Al minuto 93 David Neres, dalla destra, pesca al centro dell’area un non marcato Simeone, inutile dire che il rapace attaccante argentino fa partire il tiro ed insacca tranquillamente in rete; è show Napoli, 3 a 0 secco per gli azzurri.
Al minuto 96 il direttore di gara mette il fischietto in bocca e dichiara concluso il match; larga vittoria dei partenopei al Maradona.
COMMENTI FINALI: Successo meraviglioso del Napoli che si impone contro un Bologna quest’oggi orripilante; il tre a zero dei campani contro i felsinei è frutto della grande tenacia, determinazione, qualità tecnica ma soprattutto straripanza fisica che hanno condotto gli azzurri allenati da Antonio Conte a mettere rapidamente e facilmente al tappeto un Bologna dalle idee di gioco confuse e con una manovra lenta, sterile e ripetitiva; ai rossoblù sono mancati soprattutto i colpi di classe dei propri attaccanti, solo mediante giocate qualitativamente sopraffini il Bologna poteva scardinare l’ordinata e compatta retroguardia avversaria e portarsi a casa la partita, invece le frecce offensive bolognesi non hanno mai inciso a livello tecnico, limitandosi a fare il compitino senza ricercare il colpo balistico eccezionale, la giocata sublime che potesse mandare al bar uno o più difensori avversari, il tocco raffinato che avrebbe mandato a tu per tu con il portiere avversario un proprio compagno, l’estro tecnico che avrebbe creato buchi nella ben unita e rapida difesa campana, in poche parole al Bologna è mancato quel leader che potesse con raffinatezza tecnica portare superiorità numerica in area o direttamente insaccare la palla in rete con un missile dalla distanza, lo Zirkzee dell’anno scorso per intenderci o il Kvaratskhelia del Napoli per rimanere nel contesto; altra soluzione per sbancare il Maradona sarebbe stata quella di approcciare il match in maniera difensivista, lasciando il pallino del gioco in mano ai padroni di casa, chiudendosi in difesa con accortezza e prudenza per poi ripartire rapidamente in contropiede e colpire i partenopei a campo aperto; purtroppo i felsinei sono incappati in una giornata nera e hanno lasciato strada libera alla vittoria del Napoli.
Successo per i campani targato Antonio Conte in primis e Kvaratskhelia in secundis; ipoteca che dà morale e rilancia le ambizioni del popolo napoletano che ora, con l’arrivo di Lukaku, può godersi un tridente da sogno: Kvara, Big Rom e David Neres.
Gli azzurri, senza esaltarsi troppo, in mano ad Antonio Conte potrebbero davvero spiccare il volo e raggiungere traguardi ad oggi inimmaginabili, l’assenza dalle coppe europee sarà inoltre un ulteriore vantaggio per il team guidato dal coach salentino che potrà così concentrarsi esclusivamente sul campionato, non dovendo dosare e gestire le forze e potendo sfruttare quasi esclusivamente i propri titolari. Un plauso ad Aurelio De Laurentiis che finalmente è riuscito a sbloccare la situazione sostituto Osimhen andando a prendere di forza Lukaku, ottimi anche gli arrivi, ancora da ufficializzare, di McTominay e di Arthur che rinforzano vistosamente il centrocampo partenopeo, ultimo punto debole rimasto degli azzurri che il Presidente è andato una volta per tutte a sistemare. Prossima sfida dei campani Sabato, al Maradona, contro il Parma, il diktat è uno solo vincere e convincere, Conte non vuole sentire scuse, i suoi ragazzi dovranno sputare l’anima e annichilire i gialloblù, in caso di sconfitta o pareggio ricomincerebbero i mal di pancia dei tifosi e le proteste della piazza contro i giocatori, lo staff tecnico, il Presidente e questo il coach ex Inter e Juve sa di non poterselo permettere, per tornare in Champions è necessario che tutto l’ambiente, esterno e interno, intorno al Napoli Calcio remi dalla stessa parte, altrimenti a Maggio si piangerà un’altra volta, non c’è Lukaku che tenga!
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