CUTRONE FA FELICE FÀBREGAS; PRIMO PUNTO PER IL COMO!!!

INTRODUZIONE: Di Lunedì sera, specialmente se il match è programmato per le 18:30, non siamo abituati a vedere partite spettacolari, entusiasmanti, al cardiopalma, ad esser inserite in quell’orario di quel dato giorno sono di solito gare, di Serie A, in cui si affrontano due piccole squadre, ne nasce una sfida fra club che pensano prima a non prenderle piuttosto che a darle, che cercano di ottenere a tutti i costi almeno un punticino, che adottano una strategia speculativa volta a sfruttare gli errori dell’avversario e ripartire in contropiede, che non si scoprono e fanno dell’accortezza e compattezza la propria arma vincente, che fanno tanta legna in mezzo al campo per colmare le proprie lacune in marcatura, andando a creare una partita confusionaria, dai ritmi lenti e spezzettati, con poco calcio e tante perdite di tempo, con un tempo di gioco misero, con pochissime e per giunta fortunose, occasioni da goal e quindi conseguentemente, seppur combattuta, tremendamente noiosa. Tutto questo, nonostante ad affrontarsi anche stavolta fossero due umili club, non si può però dire del posticipo settimanale, giocatosi appunto Lunedì alle 18:30, tra Cagliari e Como, gara terminata sul punteggio di 1 a 1 ma ricca di occasioni da goal, in cui ambedue le squadre si sono affrontate a viso aperto e si sono ripetutamente spinte in zona offensiva per cercare il bandolo della matassa che mettesse KO la compagine avversaria, ritmi discretamente buoni, perdite di tempo ridotte al minimo e anche qualche sprazzo di buon calcio; termina in pareggio il bell’incontro dell’Unipol Domus, né vincitori, né vinti in quel di Cagliari.

Buon punto per il Como che, dopo la debacle di Torino, si riscatta e gioca alla pari del buon Cagliari di Davide Nicola, i rossoblù approfittando delle mura amiche cercano di spaventare gli ospiti con un’alta intensità e un grandissimo agonismo, spingendosi di forza in zona offensiva, tuttavia i lariani non cascano nella trappola, non si scompongono, non si abbattano e aspettano il momento adatto per rispondere, replicando colpo su colpo alle offensive sarde; nella prima frazione di gioco la gara è equilibratissima e il pareggio sarebbe senz’altro il risultato più giusto, nella ripresa è il Como a partire forte, per tutti i secondi quarantacinque minuti sono i lombardi ad esser più aggressivi, più rapidi palla al piede e maggiormente pericolosi, tuttavia la buona fase difensiva dei rossoblù e la scarsa precisione dell’attacco lariano consente al Cagliari di salvarsi e ad entrambe di portare a casa un punto che male non fa; un plauso ad entrambi gli allenatori che si confermano dei professionisti magistrali, Cesc Fàbregas e Davide Nicola.

IL RACCONTO: I padroni di casa schierano un 3-5-2 con Luperto, Mina e Zappa in difesa, capitan Deiola, Marin, Prati, Azzi e Augello a centrocampo, Piccoli e Luvumbo in attacco; Scuffet fra i pali.

Gli ospiti si affidano ad un 4-4-2 con Barba, Dossena, Iovine e Moreno in difesa, Mazzitelli, Braunoder, Strefezza e De Cunha a centrocampo, Cutrone e Belotti boe offensive centrali; Reina in porta.

Tanto agonismo, buona intensità, grande studio ed estremo equilibrio, è questo lo spartito riassuntivo dopo la prima frazione di gioco; bel match in Sardegna, i padroni di casa si portano in vantaggio, nel finale, ma occhio al secondo tempo che potrebbe riservare parecchie sorprese.

Al minuto 13 Luvumbo entra di forza in area palla al piede, cerca la mattonella giusta e, defilato sulla destra, fa partire la mina, Reina attento dice no.

Al minuto 32 Strefezza prova l’eurogol dalla trequarti, Scuffet in tuffo sventa con nonchalance.

Al minuto 43 Prati, dalla trequarti, con una magia regala palla a Luperto, in area, il quale colpisce di testa e serve perfettamente al centro Piccoli che afferra con la capoccia e mette KO Reina; è 1 a 0 Cagliari il parziale.

Nella ripresa è il Como a partire fortissimo, dopo il goal del pareggio la sfida torna sui binari dell’equilibrio tuttavia la sensazione è che i lariani sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista fisico ne abbiano di più, gli ospiti vanno più volte ad un passo dall’1 a 2 ma non riescono ad esser precisi e si divorano goal che semplici è dire poco, i sardi faticano a reggere il ritmo e a tener testa alle giocate eccezionali dei lombardi e soffrono più del dovuto, qualche piccola occasione la creano ma non tale da impensierire effettivamente la retroguardia avversaria; al termine dei novanta minuti il verdetto dichiara che al di là della prestazione messa a referto, più o meno buona per entrambe le compagini, le squadre meritano un punto a testa, è solo pareggio infatti all’Unipol Domus.

Nel Como entrano Perrone, Paz, Cerri, Sergi Roberto e Goldaniga per Braunoder, Da Cunha, Belotti, Mazzitelli e Dossena; i padroni di casa danno una chance a Adopo, Palomino, Lapadula, Obert e Pavoletti, in panchina Prati, Mina, Luvumbo, Augello e Piccoli.

Al minuto 53 Strefezza si appresta a battere un corner dalla destra del campo: cross al centro, Dossena intercetta di testa e serve perfettamente Cutrone, ad un passo dalla porta, che infila comodamente in rete; pareggio meritato del Como, 1 a 1 il parziale all’Unipol Domus.

Al minuto 59 Azzi, dalla fascia destra, crossa verso il centro dell’area, si fa trovare pronto Deiola sul secondo palo che colpisce di testa, Reina esce e fa sua la sfera, impedendo per giunta ad un rapace Piccoli di segnare su ribattuta.

Al minuto 70 Strefezza batte un corner dalla sinistra del campo, ci prova Paz al volo, sventa con maestria Scuffet.

Al minuto 77 Lapadula libera la bomba in area, Reina con non poca difficoltà riesce a porre fine al pericolo, facendo sua la sfera.

Al minuto 91 Cutrone, dalla destra, crossa verso il centro dell’area e prova a pescare Sergi Roberto, trova invece Cerri, alle spalle del neo centrocampista ex Barcellona, alla sua sinistra, che libera il siluro verso la porta; occasione sprecata, tiro decisamente mal calibrato.

Al minuto 93 uno strepitoso Nico Paz, neo trequartista del Como ed ex Real Madrid, supera e manda al bar Palomino e, dalla sinistra, crossa verso il centro dell’area, si fa trovare pronto Cerri sul secondo palo che aggancia la sfera ma il tiro è bizzarro ed estremamente errato.

Al minuto 97 il direttore di gara fischia tre volte e dichiara concluso il match; è 1 a 1 all’Unipol Domus.

COMMENTI FINALI: Pareggio che tutto sommato non dispiace a nessuna delle due compagini, il Como conquista il suo primo punto e si riscatta egregiamente, dopo la batosta della scorsa settimana contro la Juventus all’Allianz Stadium, tenendo ampiamente testa alla squadra sarda, i rossoblù d’altro canto, dopo l’estenuante gara di Domenica scorsa, che ha visto gli isolani affrontare e metter in forte difficoltà la Roma di De Rossi, riuscendo per giunta a strappare un pareggio d’oro, mettono in cascina un altro punto e riescono a placare la furia demoniaca dei lariani arrabbiati per esser stati malamente sopraffatti dal club di Thiago Motta, impedendo al tempo stesso di esser sorpassati in classifica da una competitor, per la salvezza, quale è il Como.

Se nella prima frazione di gioco i due team si sono dimostrati più o meno equiparabili in termini di qualità tecnica complessiva, i cambi di Fàbregas nella ripresa hanno evidenziato come i lariani abbiano una rosa nettamente più forte degli isolani, infatti il campione del mondo 2010 nel secondo tempo ha inserito importanti frecce al proprio arco che hanno messo alle corde e iniziato a sovrastare la squadra cagliaritana, stiamo ovviamente parlando di Perrone, Nico Paz e Sergi Roberto, tre assi da novanta che la proprietà indonesiana del Como ha prelevato rispettivamente dal Manchester City, dal Real Madrid e, da svincolato però, dal Barcellona e che sono andati a rinforzare vistosamente la rosa lombarda che ora è tranquillamente da salvezza; colpi in entrata a cui nelle ultime ore si aggiungono anche Kempf, difensore centrale ex Hertha Berlino e Van der Brempt, giovane terzino destro ex Salisburgo. Come si può osservare il Como in questo mercato non ha badato a spese, investendo fior di milioni per rinforzare una rosa già probabilmente buona ad inizio Giugno, tuttavia la salvezza non si ottiene di diritto per i soldi spesi o per le tante pedine messe sotto contratto, per arrivare a quaranta punti e mettere in cassaforte l’obiettivo stagionale sarà necessario che tutto il gruppo remi dalla stessa parte e lavori con umiltà e in maniera volenterosa, in questo dovrà esser bravissimo Fàbregas, spetterà a lui dare le giuste motivazioni e trasmettere la cultura del sacrificio e del lavoro ai propri allievi, noi crediamo in lui.

Il Cagliari di Nicola è totalmente rigenerato, se nella scorsa stagione faticava costantemente e dava l’impressione di esser poco motivato e male allenato, quest’anno è partito in quarta, mettendo a referto due prestazioni discrete e giocando di squadra, senza individualismi, egoismi o personalismi; il lavoro di Nicola sta già dando i suoi frutti, gli isolani corrono forte, aggrediscono fin da subito gli avversari e la partita in sé e con coraggio e tanta tenacia provano a sopperire alle evidenti carenze tecniche, riuscendo per giunta a non cadere ancora al tappeto dopo ben centottanta minuti di gioco; in attesa della trasferta complicata di Lecce, i tifosi possono godersi una piacevole settimana consapevoli che la musica in quel di Sardegna è finalmente cambiata!


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