
INTRODUZIONE: Vittoria in scioltezza dell’Inter campione d’Italia che doma e sottomette senza alcuna difficoltà un modestissimo Lecce. Termina 2 a 0 per i meneghini l’anticipo di Sabato sera giocatosi alle 20:45 allo stadio San Siro di Milano, tra Inter e Lecce.
Dopo l’amaro pareggio ottenuto in quel di Genova, i nerazzurri, all’esordio casalingo, riescono a conquistare i loro primi tre punti stagionali; sono Darmian prima e Calhanoglu poi a trascinare i meneghini. Se la scorsa settimana la squadra di Inzaghi non aveva brillato, con i salentini, pur lasciando intravedere una scadente condizione fisica, quantomeno mette in evidenza una concentrazione sul piano mentale assoluta che unita alla voglia di affermarsi per la prima volta nel nuovo campionato e all’alto tasso tecnico di tutti i calciatori della rosa interista permette di schiantare di forza il club guidato dal buon Luca Gotti. Tre punti di platino per l’Inter che non perde di vista la Juventus e scavalca tutte le altre Big.
Il Lecce approccia discretamente bene il match e la grinta e la fame di imporsi non sono mai mancate, tuttavia la qualità collettiva della squadra è misera e i salentini non sono mai effettivamente riusciti ad impensierire la retroguardia avversaria; il coach dei giallorossi è un bravissimo leader tecnico, la rosa al contrario lascia a desiderare, il calendario è stato sfavorevole ma non siamo sicuri che i pugliesi avrebbero vinto con club di pari livello, i salentini non riescono infatti ad esser pericolosi in fase offensiva, il reparto d’attacco è troppo fragile e fumoso, in questo l’arrivo di Rebic può aiutare, la difesa è un altro grande problema e la perdita di Gendrey complica le cose, i tifosi giallorossi devono fortemente sperare che le scommesse pescate da Corvino sul mercato si rivelino vincenti, altrimenti quest’anno saranno volatili per diabetici, come direbbe il grande Lino Banfi!
IL RACCONTO: I campioni d’Italia si affidano al solito 3-5-2 con Bastoni, Pavard e Acerbi in difesa, Barella, Mkhitaryan, Calhanoglu, Darmian e Dimarco a centrocampo,Taremi e Thuram in attacco; Sommer a difendere la porta.
Gli ospiti schierano un 4-2-3-1 con Gaspar, Baschirotto, Gendrey e Gallo in difesa, Pierret e Ramadani sulla mediana, Banda e Dorgu sulle fasce, Rafia sulla trequarti, Krstovic boa centrale; Falcone tra i pali.
Nella prima frazione di gioco l’Inter parte a mille e segna subito, poi si limita a gestire e prova talvolta a sferrare il colpo decisivo in ripartenza, il Lecce fatica ad arrivare in zona offensiva e non si rende praticamente mai pericoloso; l’1 a 0 dei nerazzurri all’intervallo è più che meritato.
Al minuto 4 Dimarco crossa dalla sinistra verso il centro dell’area, Taremi afferra di testa, la sfera carambola sulla capoccia di Darmian, al fianco del neo-attaccante meneghino, defilato sulla destra, il quale indirizza verso la porta e segna comodamente in rete; tutto troppo facile, è 1 a 0 Inter.
Al minuto 13 Barella, in area, libera il siluro, Falcone dice no e sventa.
Al minuto 46 è Rafia a provare il tiro, in area, defilato sulla destra, palla fuori; niente da fare.
Nella seconda frazione di gioco il Lecce cresce e prova a tener testa agli avversari, molteplici i tiri verso la porta nerazzurra dei giallorossi, la retroguardia meneghina però protegge bene e non entra mai particolarmente in crisi. L’Inter nella ripresa prova a gestire con ancor più calma, riesce anche talvolta a sporgersi in zona offensiva, creando pesanti grattacapi alla difesa salentina; raddoppiano i padroni di casa su rigore e nel finale lasciano sfogare gli ospiti, ben sapendo di aver la qualità tale per poterli tranquillamente contenere senza particolari problemi. Termina 2 a 0 per i meneghini la sfida.
Nella ripresa Inzaghi dà spazio a Carlos Augusto, Frattesi, Dumfries, Arnautovic e Asslani, togliendo dal campo Dimarco, Barella, Darmian, Thuram e Calhanoglu; i giallorossi danno una chance a Pierotti, Tete Morente, Berisha e Coulibaly che rilevano Rafia, Banda, Pierret e Krstovic.
Al minuto 48 Barella con una magia pesca Thuram in area da ultimo uomo che calcia al volo col mancino; conclusione mal calibrata e palla fuori.
Al minuto 52 i nerazzurri vanno ad un passo dal goal mediante una tripla occasione in area, ci prova prima Taremi, poi Dimarco ed infine Thuram, la retroguardia avversaria tuttavia miracolosamente sventa.
Al minuto 67 Thuram viene trattenuto lievemente in area da un avversario, per il direttore di gara è rigore, molto generoso a nostro avviso; Calhanoglu prende la rincorsa dagli undici metri e distrugge la porta, tutto troppo semplice per l’Inter, è 2 a 0 per i padroni di casa.
Al minuto 76 Calhanoglu batte un calcio di punizione dalla destra del campo, crossa al centro, si fa trovare pronto Arnautovic sul secondo palo che afferra con la capoccia, palla alta; occasione sprecata.
Al minuto 92 Berisha libera la mina dalla distanza, Sommer sventa tranquillamente in corner.
Al minuto 96 l’arbitro fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia; vittoria netta dell’Inter ai danni di un fumoso e poco consistente Lecce.
COMMENTI FINALI: Buona la prima casalinga per i meneghini che mettono comodamente al tappeto la squadra di Luca Gotti; i nerazzurri hanno disputato una gara perfetta da un punto di vista dell’attenzione e dell’applicazione mentale, le qualità tecnico-balistiche eccelse del club milanese le conosciamo, quindi è inutile sottolinearle. Il prossimo match sarà un test fondamentale per capire se effettivamente l’Inter è ancora la squadra più forte o se al contrario i nerazzurri non sono più la grande corazzata che un anno fa, in campionato, ha fatto fuoco e fiamme, distruggendo ogni singolo avversario e seminando già ad inverno inoltrato tutte le altre concorrenti, imporsi contro la Dea di Gasperini infatti vorrebbe dire che i meneghini in Italia possono nuovamente battere tutto e tutti e non debbano temere nessuno, certo è che in ogni caso per l’Inter rivincere lo scudetto non sarà affatto facile, Marotta e Ausilio infatti puntano a fare un bel percorso in Champions e possibilmente a vincere la Supercoppa italiana e la Coppa Italia, conseguentemente i nerazzurri avranno molte sfide da disputare che porteranno via parecchie energie e che incideranno sull’andamento in campionato, la scorsa stagione con l’uscita prematura dalle coppe il club milanese ha avuto un’autostrada davanti per conquistare la seconda stella, quest’anno la musica è cambiata, la dirigenza nerazzurra guarda all’Europa, lo scudetto non interessa più molto, l’obiettivo seconda stella è già stato messo in cassaforte e la Juve è irraggiungibile nel numero di tricolori conquistati, meglio puntare alla vittoria della quarta Champions della storia nerazzurra!
Il Lecce di Luca Gotti dopo la pessima prestazione casalinga contro l’Atalanta, prova a reagire e a mettere in difficoltà l’Inter, tuttavia i giallorossi pur con tutta la grinta e la voglia del mondo non sono affatto riusciti a soddisfare il loro intento, mettendo in evidenza come la rosa salentina sia poverissima tecnicamente. Gara obbrobriosa di tutta la difesa, orripilante il centrocampo, insufficiente l’attacco; ora i pugliesi sono ultimi in classifica a quota 0 punti, vincere contro il Cagliari la prossima settimana vorrebbe dire rialzare prepotentemente la testa e far capire a tutta Italia che il Lecce non è una squadra già spacciata e condannata alla serie cadetta, al contrario un insuccesso metterebbe alla gogna il mister dei pugliesi costretto, come tutti i suoi colleghi, a fare da parafulmine e ad esser il capro espiatorio del fallimento salentino, nascondendo le colpe, quelle vere, dirigenziali, non si può infatti ogni anno vendere e ricomprare, talvolta bisogna confermare e mandare avanti il progetto evolutivo del club, altrimenti al primo mercato sbagliato si va dritti in Serie B e a piangere sarebbero come sempre i poveri, mal capitati tifosi!
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