
INTRODUZIONE: Partenza orripilante del Milan di Paulo Fonseca, in campionato, che dopo il pareggio agguantato in extremis a San Siro contro il Torino di Vanoli, affonda malamente al Tardini di Parma.
Un punto in due partite è un misero bottino che evidenzia come le partite di precampionato dei rossoneri abbiano solamente contribuito ad illudere i tifosi ed offuscare le problematiche di un club che da anni a questa parte alterna ripetutamente a momenti bui, momenti di splendore. Da tempo i meneghini stanno vivendo una fase di crisi, una delle tante negli ultimi dieci anni e complice l’addio, dello scorso Giugno, comunque comprensibile poiché era chiaro come fosse finito il ciclo e come il mister parmense non avesse più leadership all’interno dello spogliatoio, del buon coach Stefano Pioli, la situazione è peggiorata improvvisamente, riportando prepotentemente alla luce tutte le lacune della dirigenza amministrante il Milan.
Paulo Fonseca ha le sue grosse colpe per questo nefasto KO ma ancor più responsabilità le ha la proprietà che non ha investito abbastanza per andare a colmare il gap con l’Inter e anzi è riuscita in un paio d’anni a disgregare lo splendido gruppo, giocatori e staff, che ha conquistato con le unghie e con i denti lo scudetto 2021/2022; Moncada, Furlani e Ibrahimovic stanno facendo un buon mercato se l’obiettivo è arrivare tra le prime cinque, ma non se il fine è quello di lottare per il tricolore e il nocciolo del problema gestionale dei rossoneri sta tutto qui, manca l’ambizione, manca la progettualità e mancano la lungimiranza e la scaltrezza per far tornare il Milan sul tetto d’Italia prima e d’Europa poi.
Fonseca prepara malissimo la sfida, non facendo i conti con la spregiudicatezza, con la rapidità a campo aperto e con il carattere funambolico del club parmigiano, che ha aspettato con pazienza, fin da subito, gli ospiti nella propria area di rigore per poi sfruttare i loro errori e ripartire violentemente in contropiede, sferrando solo due colpi letali ma potenzialmente potendone sferrare almeno quattro o cinque. Troppo offensiva e sbilanciata in avanti la squadra rossonera ed eccessivamente lenta nel tornare in zona difensiva, mancanza di filtro tra difesa e attacco, con reparti completamente sfilacciati tra loro e tanti errori banali che sono costati cari ai milanesi; insomma una prestazione vergognosa dei meneghini che se ne tornano a casa con le pive nel sacco.
Partita perfetta del Parma di Fabio Pecchia che sfrutta le sue doti migliori e stende con arroganza, perseveranza e tanta determinazione la squadra allenata da Paulo Fonseca; partenza fortissima degli emiliani che in soli due match di campionato disputati hanno raccolto ben quattro punti su sei, fermando la Fiorentina di Palladino e mettendo al tappeto il Milan. I gialloblù hanno una discreta rosa considerato l’umile obiettivo della società, la salvezza, gli arrivi in estate di Suzuki, Cancellieri, Almqvist e Valeri sono stati ottimi colpi andati a rinforzare una già bella buona base di partenza; il gioiellino numero uno del Parma è però Dennis Man, l’ala destra, in forza nel team emiliano dal 2021, sta completamente esplodendo, è lui il miglior calciatore di giornata, per la seconda volta consecutiva, sponda gialloblù, è lui che si è mangiato il campo e ha letteralmente messo sottosopra la retroguardia meneghina avversaria, notevoli le sue sgroppate in ripartenza, straordinarie le sue continue giocate tecnico-balistiche, se i crociati hanno messo in cascina già quattro punti grandissima parte del merito è sua; il rumeno sta diventando un calciatore eccezionale e i tifosi ducali sono pronti a goderselo a pieni polmoni.
IL RACCONTO: I padroni di casa schierano un 4-2-3-1 con Balogh, Circati, Coulibaly e Valeri in difesa, Estévez e Bernabé sulla mediana, Mihaila e Man sulle fasce, Sohm sulla trequarti, Bonny punta centrale; in porta Suzuki.
Gli ospiti rispondono con lo stesso modulo affidandosi a Pavlovic, Tomori, Calabria e Theo Hernandez in difesa, Musah e Reijnders sulla mediana, Leao e Pulisic sulle fasce, Loftus-Cheek in zona trequarti, Okafor boa centrale; Maignan tra i pali.
Neanche il tempo di cominciare la sfida che i ducali passano in vantaggio, è di nuovo Man a timbrare il cartellino; i rossoneri si sbilanciano costantemente con vigore in avanti, lasciando ampie praterie agli avversari ogni volta che questi ultimi conquistano palla, in questo modo si trovano costretti frequentemente a dover rientrare in fretta e furia, affrontando talvolta anche situazioni di estrema inferiorità numerica, i meneghini faticano a difendere con ordine per via della troppa frenesia di segnare; in fase offensiva gli ospiti sono troppo flemmatici e sbagliano ripetutamente la scelta dell’ultimo passaggio. Nel finale di tempo i crociati vanno ripetutamente ad un passo dal 2 a 0, i rossoneri commettono svariati errori che mandano i parmigiani più volte a campo aperto. Termina 1 a 0 per i ducali la prima parte di gara.
Al primo minuto Valeri, dalla fascia sinistra, pesca perfettamente Man, in area, dalla parte opposta del campo, il rumeno libera il mancino e insacca in rete; 1 a 0 Parma e Maignan già KO, clamoroso al Tardini.
Al minuto 30 Pulisic, dalla fascia sinistra, crossa verso il centro dell’area, Pavlovic afferra con la capoccia, Suzuki si supera e dice no.
Al minuto 31 ci prova Reijnders in area, defilato sulla destra, con un tiro preciso e potente, una vera e propria mina, Suzuki salva ancora.
Al minuto 41 il Parma parte rapidamente in contropiede, Man viene servito in area, appoggia per Sohm alle sue spalle, che libera il tiro, conclusione errata; niente da fare.
Al minuto 43 altra ripartenza Parma, Man corre da centrocampo palla al piede, entra in area, Pavlovic incredibilmente però si immola in scivolata all’ultimo momento e impedisce al rumeno di affondare in rete, la sfera rimane in area, finisce nei piedi di Mihaila che, defilato sulla destra, calcia verso la porta, palla fuori misura.
Al minuto 47 è ancora contropiede per i gialloblù, Mihaila viene servito da ultimo uomo da Bonny, a centrocampo e inizia a correre come un furetto verso la porta, consapevole di avere un’autostrada davanti a sé, entra in area e giunge a tu per tu con l’estremo difensore avversario, rallenta il passo, rientra Tomori su di lui, fa partire il tiro, Maignan sventa in scioltezza il pericolo.
Nella seconda frazione di gioco, inizialmente, il Milan crea maggiori preoccupazioni alla retroguardia avversaria, la scelte di gioco sono più rapide e anche i movimenti senza palla avvengono più velocemente, i rossoneri cominciano la seconda parte di gara benissimo, dimostrandosi più attenti, compatti e maggiormente reattivi, nel finale però la stanchezza si fa sentire e i reparti tornano a sfilacciarsi, così come la manovra di gioco subisce nuovamente un rallentamento e gli errori si intensificano, l’aspetto psicologico non aiuta dato che dopo il 2 a 1 dei parmensi l’ansia dei meneghini sale a livelli estremi e la voglia di recuperare la sfida porta maggiore frenesia, foga ma anche distrazione e scarso ordine in campo, il Milan torna a spingersi arrogantemente in avanti, lasciando enormi buchi nelle retrovie e permettendo ai gialloblù di andare ad un passo dal 3 a 1. Pulisic riesce a rimettere in piedi la gara, i meneghini sembrano rinati nella seconda parte di match, poi però una ripartenza fulminea improvvisa dei crociati porta questi ultimi sul raddoppio, i rossoneri distrutti da un punto di vista fisico e fortemente amareggiati per l’ennesima ripartenza beffarda subìta, non hanno la forza per recuperare la sfida e se ne tornano a casa con la coda fra le gambe. Termina 2 a 1 per i padroni di casa la sfida del Tardini.
Nella ripresa i padroni di casa fanno entrare Cancellieri, Delprato, Cyprien e Almqvist per Sohm, Mihaila, Estévez e Man; nel Milan Emerson Royal, Fofana, Jovic e Chukwueze rilevano Calabria, Musah, Okafor e Pulisic.
Al minuto 46 Reijnders prova la bomba dalla distanza, la sfera si stampa sulla traversa e rientra in campo; occasionissima Milan.
Al minuto 49 gli ospiti hanno una doppia occasione in area di rigore, ci prova Pulisic prima e Leao poi, Suzuki e la scarsa precisione impediscono ai rossoneri di pareggiare.
Al minuto 61 altro contropiede Parma, Bonny serve Man in area, da ultimo uomo, il rumeno, defilato sulla sinistra, fa sua la sfera, rientra sul destro e libera la mina, palla a centimetri dalla rete.
Al minuto 65 Leao, defilato sulla sinistra, riceve palla in area e serve al centro Pulisic che, non marcato, davanti alla porta infila facilmente in rete; è 1 a 1 al Tardini, il Milan di forza l’ha ripresa.
Al minuto 76 i rossoneri sbagliano e i ducali riconquistano palla e avviano una pericolosissima ripartenza, l’ennesima, Almqvist dal limite pesca Cancellieri in area da ultimo uomo, che agguanta e infila con un colpo da biliardo la sfera direttamente nell’angolino sinistro della rete; è 2 a 1 Parma al Tardini, i gialloblù tornano avanti.
Al minuto 95 Sacchi fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia; termina 2 a 1 per il Parma, la sfida del Tardini.
COMMENTI FINALI: Sconfitta dolorosissima per il Milan che cade meritatamente in quel di Parma.
I meneghini dopo un primo tempo orrendo, rientrano in campo, nella seconda parte di gara, affamati e ben concentrati, mettendo alle corde per almeno una ventina di minuti la retroguardia difensiva dei ducali, riescono a pareggiare e sembrano avere in pugno il match, tuttavia la rete improvvisa del raddoppio dei crociati è una vera e propria doccia fredda per i rossoneri, che crollano psicologicamente ancor prima che fisicamente.
Fonseca ci va giù pesante in conferenza stampa e attacca i suoi giocatori, il problema è che molte responsabilità del KO le ha lui, la sfida è infatti stata preparata malissimo e la squadra meneghina, già nota per avere delle carenze in termini di equilibrio nella rosa, è apparsa troppo sbilanciata in avanti, il mister portoghese avrebbe dovuto lavorare maggiormente sulla compattezza tra reparti e sull’accortezza, qualità fondamentali per pensare di poter vincere al Tardini, inoltre la manovra di gioco in troppe fasi della gara è stata lenta e piena di errori dando l’impressione di esser scarsamente affinata; insomma al posto di prendersela con i suoi calciatori, specialmente con i difensori, il mister portoghese dovrebbe darsi da fare per colmare al più presto tutte quelle gravi lacune che ancora a fine Agosto attanagliano la squadra rossonera. La società dovrebbe poi a nostro avviso intervenire sul mercato per regalare almeno un altro centrocampista, dai piedi buoni, a Fonseca, Fofana non basta; prossima sfida con la Lazio all’Olimpico, il diktat è vietato sbagliare, un altro passo falso alimenterebbe le tensioni di una piazza già in fermento contro la dirigenza e il leader tecnico.
Il Parma può e deve festeggiare, prestazione perfetta dei crociati che approcciano la sfida con umiltà, stando bassi, difendendosi con ordine e ripartendo rapidamente in contropiede, i gialloblù hanno sfruttato le caratteristiche migliori del proprio reparto d’attacco per sferrare molteplici velenosissimi colpi agli ospiti, bravissimo Pecchia a preparare e leggere, in corso d’opera, ottimamente l’incontro, aiutato, per onor di cronaca, dagli avversari che hanno contribuito ad indirizzare la gara lungo i binari più congeniali ai parmensi. La prossima settimana i ducali affronteranno il Napoli di Conte al Maradona, il canovaccio tattico della partita potrebbe esser molto simile a quello della sfida appena giocatasi contro il Milan, gli azzurri vorranno sicuramente avere in mano il pallino del gioco e attaccheranno con molti uomini in zona offensiva, i gialloblù dovranno esser nuovamente bravi a sfruttare a proprio vantaggio gli errori in possesso degli avversari e ripartire come degli avidi rapaci verso la loro area di rigore, in questo Man, Sohm e Mihaila, ma anche Almqvist e Cancellieri sono veramente abili e sarà su di loro che Pecchia si aggrapperà per sbancare il Maradona. Nel frattempo inizia una settimana di estasi per la città di Parma che riassapora il gusto meraviglioso di vincere in Serie A dopo quasi tre anni e mezzo.
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