LA DEA SPLENDE NEL SALENTO!!!

INTRODUZIONE: Poker da sogno quello che l’Atalanta ha inflitto al Lecce nel posticipo serale giocatosi Lunedì 19 Agosto alle 18:30, allo stadio Via Del Mare di Lecce.

Comincia perfettamente il campionato 2024/2025 della Dea, che dopo aver sfiorato il trionfo in Supercoppa Europea, vittoria per 2 a 0 dei Blancos ma ottimi cinquanta minuti abbondanti da parte della squadra bergamasca, costretta ad alzare bandiera bianca solo nell’ultima mezz’ora di gioco, riparte da Lecce e disputa una gara spettacolare tramutatasi in una larga vittoria ai danni dei poveri, inermi giallorossi.

Gian Piero Gasperini, alla sua nona stagione sulla panchina nerazzurra, dopo il meraviglioso trionfo in Europa League dello scorso Maggio, non vuole porsi più limiti e, considerando anche il mercato in entrata sontuoso effettuato dalla società questa estate, ha deciso di puntare in alto, ha intenzione di portarsi a casa lo scudetto.

Parliamoci chiaro, il tricolore bergamasco non è affatto utopia, la rosa nerazzurra è fortissima, inoltre il mister piemontese è ormai una vera e propria bandiera del club atalantino, un Alex Ferguson 2.0 e questo aspetto non è da sottovalutare, tutto l’ambiente bergamasco infatti attualmente pende dalle sue labbra e nessuno osa mettere in dubbio il suo carisma, la sua bravura, la sua professionalità, nonché le sue metodologie di allenamento e il suo stile di gioco, il buon tecnico dei lombardi è riuscito negli anni, con le sue regole, pratiche, procedure e rigide norme, a creare un vero e proprio ingranaggio differenziante lo stesso club atalantino da tutti gli altri, meccanismo che è entrato ormai a far parte della cultura stessa del team amministrato e diretto da Percassi, sistema encomiabile che ha permesso ad ogni singolo calciatore nerazzurro, da nove anni a questa parte, di esprimersi al meglio, mettendo in mostra tutte le proprie potenzialità, così come di legare in maniera cameratesca l’intero gruppo squadra che di Domenica in Domenica, dall’ormai 2016, scende in campo dando l’anima e gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo, correndo più degli altri e producendo calcio, quello vero.

Proprio l’estrema valentia di Gasperini ha permesso alla Dea di diventare grande, di accomodarsi su palcoscenici europei e perfino di mettere in cascina uno storico trofeo UEFA; affidandosi al mago di Grugliasco l’Atalanta in questi anni si è costantemente rinnovata, sostituendo giocatori non più motivati, spesso poi andati a fare figure barbine altrove, con nuovi calciatori dall’ottimo potenziale ma ancora sconosciuti ai più, avendo ancora tutto da dimostrare o con altrettanti che sono famosi ma si devono rilanciare, vedasi Zaniolo, Scamacca o De Ketelaere, ma potremmo citarne molti altri ed è inutile dire che il buon Gasp molte di queste scommesse le è riuscite a vincere, liberandosi in fretta e furia di quelle poche perse per non inquinare l’ambiente; insomma un grandissimo plauso deve esser fatto al coach atalantino che non solo ha portato con tanto affetto e dedizione il club bergamasco ad alti livelli, ma ha anche rifiutato numerose offerte che, esclusivamente per natura economica, lo avrebbero allontanato da Bergamo, ma al cuor non si comanda, lui ama l’Atalanta e la città lombarda ama lui, un connubio stupendo che dura da ben nove anni e ora il tecnico piemontese sogna il tricolore, sarebbe il regalo più grande che potrebbe fare a sé stesso, prima ancora che ai meravigliosi tifosi che lo sostengono e lo supportano ogni Domenica e che lo consacrerebbe come uno degli allenatori italiani migliori di sempre. Grande merito ovviamente va dato anche alla società che negli anni, aggrappandosi alla lungimiranza e competenza di Sartori prima e D’Amico poi, ha sempre aiutato Gasperini nel difficile compito di far confermare l’Atalanta ad altissimi livelli, creando ogni estate una rosa più forte che ad oggi è addirittura da scudetto: i colpi Samardzic, Brescianini, Retegui, in attesa che rientri Scamacca, Zaniolo, Bellanova e Godfrey sono formidabili e mettono nelle mani di Gasperini una Ferrari e se rimane anche Lookman allora gli avversari dovranno tremare, perché oltre ad aver una qualità eccezionale, la squadra lombarda ha un gioco raffinato e ben collaudato e una fame di tricolore immensa!

Il Lecce riparte da Gotti, benissimo la conferma e dal maestro Corvino; ottimo l’acquisto di Coulibaly dalla Salernitana, interessanti le altre pescate del DS salentino che però sono tuttora delle semplici scommesse; dispiace per la cessione di Pongracic e per il mancato acquisto di Almqvist, tuttavia la rosa giallorossa ha tutte le carte in regola per salvarsi, match di Lunedì che però deve esser dimenticato in fretta!

IL RACCONTO: Il Lecce schiera un 4-2-3-1 con Baschirotto, Gaspar, Gendrey e Gallo in difesa, Ramadani e Pierret al centro di centrocampo, Dorgu e Tete Morente sulle fasce, Rafia sulla trequarti, Krstovic punta centrale; in porta Falcone.

La Dea risponde con un 3-4-1-2 con Hien, De Roon e Djimsiti in difesa, Ederson, Pasalic, Ruggeri e Zappacosta a centrocampo, Brescianini sulla trequarti, Retegui e De Ketelaere boe centrali; Musso tra i pali.

Nella prima mezz’ora di gioco partono benissimo i leccesi che con una grinta agonistica eccezionale e con una rapidità estrema nella corsa spingono di forza in difesa gli ospiti, poco male, la Dea ha imparato da tempo a saper leggere e gestire le varie fasi della sfida, dopo aver fatto sfogare il Lecce infatti, i bergamaschi, dal minuto 25 in poi, iniziano a crescere vertiginosamente, alzando il ritmo e sporgendosi massicciamente in zona offensiva, i giallorossi cominciano a soffrire e subiscono prima un goal e poi un altro, dopo soli dieci minuti, nel finale di tempo i padroni di casa sembrano già stanchi fisicamente e abbattuti psicologicamente, i goal di Brescianini prima e di Retegui poi esasperano la squadra salentina che comprende ben presto che contro questa Atalanta, in giornata di grazia, c’è poco da fare.

Al minuto 23 Ederson crossa, dalla fascia sinistra, verso il centro dell’area, afferra di testa De Ketelaere e direziona verso la porta, Falcone sventa, la sfera rimane in area, ci riprova l’ex Milan, stavolta, in scivolata, col mancino, palla fuori; occasione sprecata.

Al minuto 35 Zappacosta, dalla fascia destra, crossa verso il centro dell’area, Retegui si fa trovare pronto e colpisce con la capoccia, Falcone dice no, la palla rimane in area, la agguanta Brescianini che libera la mina che si insacca nell’angolino destro della rete; è 1 a 0 Atalanta al Via Del Mare.

Al minuto 44 Ruggeri, dalla fascia sinistra, crossa verso il centro dell’area e pesca perfettamente la testa di Retegui che, in salto, colpisce verso la rete e segna; conclusione perfetta del neo-acquisto atalantino; raddoppio Dea.

Nel secondo tempo c’è solo una squadra in campo, l’Atalanta, i padroni di casa infatti non combinano nulla di rilevante e soffrono costantemente le ripetute offensive avversarie; al termine dei novanta minuti è addirittura poker Dea.

Nella ripresa sponda Lecce entrano Coulibaly, Banda, Pierotti, Marchwinski e Berisha per Pierret, Morente, Krstovic, Ramadani e Rafia; il buon Gasp dà una chance a Godfrey, Bakker, Cassa, Sulemana e Palestra che rilevano rispettivamente Zappacosta, De Ketelaere, Retegui, Pasalic e Brescianini.

Al minuto 53 Retegui viene steso in area da Coulibaly, il direttore di gara lascia proseguire, ci prova Ederson dalla trequarti, Falcone sventa in corner; qualche istante dopo l’arbitro viene richiamato dal VAR e va al monitor, clamorosamente cambia idea e opta per il penalty in favore della Dea. Retegui prende la rincorsa dagli undici metri, calcia centralmente ed insacca comodamente; è tris per gli ospiti.

Al minuto 65 Brescianini riceve palla sulla trequarti e scatta in velocità verso l’area di rigore, si accentra leggermente e libera il tiro mirando il secondo palo ed è rete, è 4 a 0 Dea, palla dritta nell’angolino destro, Falcone ancora KO; dopo un check del VAR il goal ovviamente sarà confermato.

Al minuto 77 Banda riceve la palla in area, supera di forza il suo marcatore e giunge a tu per tu con l’estremo difensore avversario, calcia con cattiveria; Musso dice no e sventa in corner.

Al minuto 78 Gallo, dalla fascia destra, crossa verso il centro dell’area, si avventa sulla sfera Baschirotto e prova a segnare, palla alta, niente da fare; occasione sprecata.

Al minuto 92 il direttore di gara fischia e dice che basta così; si conclude con un sonoro 0 a 4 la sfida tra Atalante e Lecce, allo stadio Via Del Mare.

COMMENTI FINALI: Partita perfetta della Dea che annichilisce il povero mal capitato Lecce; la squadra di Gasperini, anche se è solo l’inizio di campionato, è già tremendamente in forma e per l’ennesima volta giganteggia in campo, mandando in tilt con giocate magistrali anche il piccolo Lecce, che, a parte una prima buona mezz’ora, non è quasi mai riuscito ad impensierire l’Atalanta.

Poker che testimonia come i nerazzurri quest’anno siano una macchina letale difficilmente battibile, competitor avvisate; sarà fondamentale per i bergamaschi vincere anche il prossimo incontro, contro il Torino fuori casa, un successo anche nel prossimo weekend, in un osticissimo campo, contro comunque un’ottima squadra, manderebbe un segnale fortissimo alle avversarie, sarebbe anche il modo perfetto di arrivare alla sfida, della terza giornata di campionato, contro l’Inter in casa, affrontare i campioni d’Italia a punteggio pieno darebbe una spinta motivazionale ulteriore a Retegui e compagni. In ogni caso Gasperini può sorridere e con il rientro di Lookman e l’arrivo di Bellanova le frecce dell’arco lombardo aumentano e le ambizioni dei tifosi pure!

Lecce che comincia malissimo il suo campionato, dimostrando di essere una squadra da salvezza e nulla più; dopo il bel campionato dell’anno scorso i salentini dovranno ripetersi e non sarà facile, Luca Gotti dovrà lavorare giorno e notte per condurre i giallorossi, a fine stagione, almeno a quota 37 punti, anche solo un punto in meno e probabilmente sarà Serie B!


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