
INTRODUZIONE: Pareggio, acciuffato in extremis, per il Milan di Paulo Fonseca che al minuto 95 con una perla di Okafor fissa sul punteggio di parità, 2 a 2, il match del Meazza tra i rossoneri e il Toro di Paolo Vanoli; sfida giocatasi Sabato 17 Agosto alle 20:45.
Il Torino sogna in grande e, messa alle spalle la parentesi Juric, si affida all’esperto Paolo Vanoli per raggiungere l’Europa, obiettivo che il team piemontese meriterebbe ampiamente, sia per la meravigliosa tifoseria che ha, sempre presente e fortemente calorosa allo stadio, sia per l’importanza storica del club sette volte scudettato, un tempo denominato Grande Torino.
Il Milan, salutato Stefano Pioli, riparte dal pacato e tranquillo Paulo Fonseca che però in conferenza stampa è stato categorico, i rossoneri devono vincere lo scudetto, l’obiettivo seconda stella deve esser raggiunto senza se e senza ma; il portoghese ha quindi dichiarato apertamente guerra all’Inter, esternando palesemente come desideri scucire il tricolore sul petto dei nerazzurri più di ogni altra cosa!
Bellissima partita quella tra i meneghini e i piemontesi, che vede entrambe le compagini sfidarsi a viso aperto e creare numerosissime palle goal, dando vita a un susseguirsi di emozioni che lasceranno in costante stato d’ansia, preoccupazione ed eccitazione l’intero pubblico, di casa e ospite, accorso allo stadio.
Vanoli prepara perfettamente la gara e il Toro dimostra di essere in forma fisicamente e mentalmente, fortemente rilevante l’estremo cinismo dei granata che mette alle corde gli avversari; Zapata migliore in campo per distacco, sponda Toro. Per i meneghini è un punto d’oro, considerando come è arrivato; la squadra di Fonseca, pur essendo estremamente forte, deve ancora entrare in forma fisicamente, riadattandosi al ritmo partita e mentalmente; fondamentale sarà assimilare rapidamente i meccanismi di gioco del mister portoghese ex Roma. Entrambe le rose si sono però rinforzate rispetto all’anno scorso e crediamo fortemente che ambedue i club riusciranno a togliersi enormi soddisfazioni nel corso dell’anno.
IL RACCONTO: Primo tempo spettacolare, con occasioni da una parte e dall’altra; a passare in vantaggio è il Toro, granata vicini al raddoppio, Milan più volte ad un passo dal pareggio; la prima frazione di gioco premia il maggior cinismo degli ospiti.
Fonseca schiera un 4-2-3-1 con Tomori, Thiaw, Calabria e Saelemaekers in difesa, Loftus-Cheek e Bennacer in mediana, Leao e Chukwueze sulla fascia, in zona offensiva, Pulisic sulla trequarti e Jovic boa centrale, Maignan in porta; Vanoli risponde con un 3-5-2 con in difesa Masina, Vojvoda e Coco, a centrocampo Ilic, Linetty, Ricci, Bellanova e Lazaro, Sanabria e Zapata in attacco; Milinkovic Savic tra i pali.
Al minuto 5 Leao, in area, defilato sulla sinistra, fa partire il tiro verso la porta, conclusione errata e palla fuori.
Al minuto 6 Masina respinge un velenosissimo colpo di testa di Thiaw, sfera che rimane in area e carambola sui piedi di Leao che calcia con arroganza, palla alta; niente da fare.
Al minuto 14 Zapata libera la bomba dal limite, pallone fuori; conclusione mal calibrata.
Al minuto 29 Zapata, dal limite, defilato sulla sinistra, crossa verso la parte opposta e pesca Bellanova, in area, sulla destra, il quale si avventa sul pallone, colpisce di testa e stampa la sfera sul secondo palo, la palla carambola poi sui piedi di Thiaw che impacciatamente fa un clamoroso autogoal; il Toro passa in vantaggio alla mezz’ora.
Al minuto 37 il Toro batte un corner dalla sinistra del campo: cross al centro, Zapata si avventa e colpisce con la capoccia la sfera, indirizzandola verso la porta, Maignan dice no e sventa.
Al minuto 40 Leao, approfittando di un meraviglioso contropiede, brucia tutti gli avversari palla al piede ed entra di forza in area da ultimo uomo, fa partire il tiro, Milinkovic si supera e respinge efficacemente la sfera.
Al minuto 44 Ilic tira la bomba dal limite, Maignan incredibilmente respinge; occasionissima Toro sfumata.
Al minuto 45 Chukwueze libera la mina dalla trequarti; conclusione fuori misura, niente da fare.
Nel secondo tempo la sfida si incanala sugli stessi binari della prima frazione di gioco; il Milan spinge in avanti e crea molteplici, velenosissime, palle goal, il Toro risponde di contropiede, provocando enormi grattacapi alla retroguardia di casa. La squadra di Vanoli riesce comunque a non abbassarsi mai troppo, cercando di gestire per quanto possibile il vantaggio; alla metà di tempo i granata raddoppiano, tuttavia nel finale il Milan infila per ben due volte la palla in rete, fissando il punteggio sul definitivo 2 a 2; tristezza grande per i tifosi piemontesi che avevano assaporato con gusto l’odore del colpaccio; beffa amara che però non va a modificare quelli che sono i giudizi sulla prestazione del Toro, senza dubbio di alto livello.
Nella seconda frazione di gioco entrano, sponda Milan, Reijnders, Morata, Hernandez, Musah e Okafor per Bennacer, Jovic, Chukwueze, Pulisic e Calabria; lato Torino Adams, Tamèze, Karamoh, Dembélé e Sazonov rilevano Sanabria, Ilic, Zapata, Bellanova e Lazaro.
Al minuto 47 gli ospiti perdono palla nella propria area di rigore, Pulisic si avventa sulla sfera, supera anche il portiere e, defilato sulla destra, calcia verso la porta; conclusione imprecisa e palla fuori.
Al minuto 62 il direttore di gara, Maresca, fischia un penalty in favore del Milan per fallo di Coco su Morata, interviene però il VAR che richiama l’arbitro al monitor, il rigore viene giustamente annullato, Coco prende prima la palla e solo dopo l’uomo; grande rischio però per i granata.
Al minuto 67 Lazaro entra in area palla al piede e, defilato sulla sinistra, crossa verso il centro, sfera perfettamente calibrata per la testa di Zapata che deve solo saltare e insaccare e così fa; incredibilmente è 2 a 0 Toro a San Siro.
Al minuto 72 Pulisic prova il tiro a giro dagli undici metri, palla fuori di centimetri; occasione Milan sfumata.
Al minuto 88 Morata, in area, devia la conclusione sbilenca, dalla trequarti, di Reijnders e clamorosamente infila in rete; il Milan l’ha riaperta, Milinkovic Savic KO e 1 a 2 il parziale a San Siro.
Al minuto 95 Musah crossa, dalla fascia destra, verso il centro dell’area, Okafor aggancia al volo e calcia di prima intenzione spaccando la rete; è 2 a 2 al Meazza, il Milan l’ha pareggiata di forza.
Al minuto 98 l’arbitro dice che basta così e manda tutti sotto la doccia; termina con un rocambolesco 2 a 2 il match del Meazza.
COMMENTI FINALI: Pareggio che mette il sorriso a tutti i sostenitori di fede rossonera che vedono i propri beniamini raddrizzare, nel recupero, una sfida apparentemente già buttata alle ortiche; rete di Okafor pesantissima che salva Fonseca da un, altrimenti, esordio obbrobrioso. Il Milan ha fatto un bel mercato, Morata, Emerson Royal, Fofana e Pavlovic sono tutte pedine che a questa squadra mancavano come il pane e che porteranno vasti benefici alla causa rossonera, inoltre Fonseca è un ottimo allenatore, forse addirittura l’uomo giusto al momento giusto per portare il Milan nuovamente sul tetto d’Italia, il pareggio di oggi fa ben sperare, quando riesci a recuperare una partita che stai per perdere, salvandoti immeritatamente dal KO, allora significa che quello potrebbe essere il tuo anno; chi vivrà vedrà!
Il Toro si è rinforzato rispetto all’anno scorso, inoltre Vanoli è un mister preparatissimo ed estremamente abile che potrebbe condurre i granata verso mete decisamente ambiziose; l’obiettivo Europa non deve esser considerato utopia, la rosa piemontese è infatti attrezzata per provare a raggiungere quantomeno un umile settimo/ottavo posto. Mercato estivo sufficiente per i granata che, nonostante la perdita di Buongiorno, pescano dall’estero interessantissimi giocatori come Coco, Adams e Sosa, formando nel complesso, a nostro parere, una rosa di ancor più qualità rispetto a quella dell’anno appena trascorso.
Pareggio che, a freddo, tutto sommato non dispiace né al Toro che strappa un punto contro una imponente corazzata in un campo osticissimo, né al Milan che soffre e rischia di andare al tappeto, ma che al contrario riesce a rialzare la testa nel finale, rimettendo in piedi una sfida data ormai per persa; insomma tutto è bene quel che finisce bene!
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