SERIE A RÉTRO

LUNEDÌ 13 SETTEMBRE 1999

INTRODUZIONE: Siamo solo alla seconda giornata e il campionato di calcio più bello al mondo è già entrato nel vivo; con il pareggio serale, nel posticipo di ieri sera, tra Roma e Inter allo stadio Olimpico, la classifica, dopo soli centottanta minuti di gioco disputati dalle diciotto squadre, non vede nessun club a punteggio pieno, tutti hanno subito una frenatona, tutti hanno perso almeno due punti, particolare testimoniante come, apparentemente, la Serie A 1999/2000 sarà una delle più combattute ed equilibrate di sempre!

In attesa dell’avvio, in settimana, delle competizione europee, Champions League e Coppa Uefa, che vedranno coinvolte ben otto squadre del nostro campionato, in questo weekend sono andati in scena i nove match valevoli per la seconda giornata di Serie A.

A trionfare però sono solo due delle sette sorelle, Milan e Juventus, che domando rispettivamente Perugia e Cagliari agguantano quota quattro punti, posizionandosi ambedue al vertice della classifica; a piangere sono soprattutto Inter e Fiorentina, i meneghini per la prestazione oscena in quel di Roma, i toscani per la papera di Toldo nel finale, che beffa i viola e consacra gli amaranto come squadra rivelazione dell’anno; per fortuna la squadra di Trapattoni avrà la possibilità di riscattarsi già domani, al Franchi contro l’Arsenal alle 20:45, vincere il primo match del girone di Champions League significherebbe iniziare col piede giusto, mettendo in cascina già un quarto di qualificazione, inoltre sarebbe anche la spinta motivazionale perfetta per riaccendere gli animi dei calciatori fiorentini che, dopo la beffa amara della stagione passata, sono ancora fortemente avviliti, demotivati e amareggiati.

Sfide cruciali in settimana anche per Milan, Lazio e Bologna: i rossoneri sfideranno, a Stamford Bridge, il Chelsea di Gianluca Vialli; i capitolini voleranno in Germania e affronteranno il Bayer Leverkusen; i felsinei, in Coppa Uefa, dovranno cercar di metter KO lo Zenit San Pietroburgo all’interno delle sue mura amiche, impresa non semplice.

Fortemente più agevoli gli incontri di Parma, Roma, Udinese e Juventus, che, in Coppa Uefa, affronteranno rispettivamente: Kryvbas, Victoria Setubal, Alborg BK e Omonia Nicosia; solo la Juve per giunta giocherà in trasferta, ci sono tutti i presupposti per fare bene!

Attesa fremente anche per Lecce e Reggina che Mercoledì sera, alle 20:30, si giocheranno l’accesso al secondo turno di Coppa Italia: entrambe dovranno vincere, fuori casa, rispettivamente con Ternana e Gualdo per andare avanti nella competizione e se per gli amaranto fare propria la sfida non è particolarmente arduo, i salentini non devono affatto sottovalutare la partita, la Ternana si giocherà il passaggio del turno con le unghie e con i denti.

Buona fortuna a tutte le italiane in Europa e a Lecce e Reggina in Coppa Italia; noi crediamo in voi, non deludeteci!

IL RACCONTO: Si conclude con un rocambolesco 2 a 2 l’anticipo settimanale, giocatosi Sabato alle 15:00 a Reggio Calabria, tra Reggina e Fiorentina.

Gli amaranto, alla prima partita casalinga in Serie A, dopo lo scherzetto ad Ancelotti di due settimane fa, ci riprovano e beffano anche Trapattoni; il mister lombardo la prende bene, vede il bicchiere mezzo pieno ma la realtà è che i due punti persi nel finale dalla viola, peseranno tantissimo nel corso della stagione, una vittoria in Calabria avrebbe significato punteggio pieno, autostima rigenerata e fiducia e speranza per il prosieguo del campionato, invece Toldo fa la frittata, che però, al termine dell’incontro, risulterà estremamente indigesta per i tifosi toscani.

La Reggina parte fortissimo e nei primi venti minuti crea il panico tra le fila dei calciatori fiorentini, abbattendo rapidamente le presuntuose convinzioni, di vittoria facile, degli ospiti; Kallon fa quello che vuole e tra il primo e il settimo minuto costringe Toldo a superarsi per sventare le due velenosissime saette liberate dall’attaccante sierraleonese, poi al diciassettesimo minuto è lo stesso Kallon che segna dagli undici metri, fallo netto in area su Possanzini; al trentunesimo minuto Brevi fallisce clamorosamente un meritatissimo raddoppio e la Fiorentina aggrappandosi al detto goal sbagliato, goal subito, beffa i calabresi, due minuti dopo, pareggiando il conto con Firicano, su assist di Heinrich, gli amaranto subiscono il colpo e al quarantunesimo minuto crollano, Chiesa crossa in area e serve Heinrich che agguanta e, col sinistro, distrugge la rete; è 1 a 2 il parziale. Nel secondo tempo la Reggina non demorde e riprende ad attaccare a testa bassa, la viola d’altro canto si crogiola sul vantaggio di misura limitandosi a chiudere tutti i varchi e gestire comodamente il possesso palla ma Toldo all’86 minuto si riscopre Babbo Natale e regala palla a Reggi che insacca e fa esplodere di gioia lo stadio. Non ci saranno più reti, solo tanta goduria da una parte e amara tristezza dall’altra ma anche questo è il calcio.

L’Udinese di De Canio domina e distrugge il Piacenza per 3 a 0, nella sfida di Sabato alle 20:30. I bianconeri, dopo il non soddisfacente pareggio contro il Venezia la scorsa settimana, danno vita a una bella prova che mette rapidamente alle corde la squadra di Gigi Simoni; al nono minuto i bianconeri conquistato un penalty e, con Poggi, passano in vantaggio, poi faticano a trovare il colpo del KO ma non corrono particolari rischi difensivi, al settantacinquesimo minuto Locatelli raddoppia e all’ottantunesimo Muzzi libera la perla dal limite e insacca la sfera nell’angolino destro; si chiude con tre goal di scarto il passivo dei piacentini; per i friulani la prova è stata ampiamente superata.

Pareggio deludente per la Lazio in quel di Bari, nonostante ben cinque punte alternate nel corso della gara dal condottiero Sven Goran Eriksson. I biancocelesti, senza Veron, Stankovic e Couto, schierano il solito 4-4-2 e si affidano, inizialmente, a Salas e Simone Inzaghi, in attacco, per trovare il goal del vantaggio, Fascetti schiera a sorpresa un garibaldino 4-3-3, con un tridente di peso: Masinga, Olivares, Osmanovski. La strategia del vecchio volpone viareggino è chiara, barricarsi in difesa e ripartire rapidamente in contropiede, sfruttando la qualità dei tre beniamini offensivi baresi per beffare gli ospiti.

La sfida inizialmente si presenta equilibrata, i capitolini si rendono pericolosi fin da subito ma i pugliesi grazie alla loro grinta, compattezza, tenacia, aggressività e spirito di sacrificio riescono a sopperire all’evidente divario tecnico. I biancocelesti, nella prima frazione di gioco, ci provano ripetutamente con Salas, Lombardo e Inzaghi e al trentottesimo minuto l’attaccante cileno della Lazio riesce anche a segnare sfruttando una punizione mal calciata dall’estremo difensore avversario, l’arbitro Treossi però inspiegabilmente annulla.

Nel secondo tempo il Bari cala mentalmente e soprattutto fisicamente, i romani al contrario crescono enormemente e assediano la metà campo avversaria; Fascetti rinuncia al tridente e probabilmente arretra ingenuamente in maniera eccessiva la squadra barese. La Lazio per tutta la seconda frazione di gioco prende a pallonate i padroni di casa, senza farli mai uscire dalla difesa; i più reattivi sono Salas, Boksic, Mancini, Andersson e Mihajlovic; gran lavorone a centrocampo da parte di Simeone e Almeyda, più in ombra Nedved.

I capitolini tuttavia non riescono a concretizzare e rischiano addirittura la beffa al quarantatreesimo minuto ad opera di Masinga, che va a centimetri dal goal, sventa Marchegiani in uscita. Al fischio finale la sensazione è che senza Vieri la squadra romana sia eccessivamente sprecona e poco cinica; lascia perplessi inoltre la lentezza dei biancocelesti nella manovra di gioco, specialmente nel primo tempo, il coach svedese dovrà lavorare tanto per affinare il gioco di squadra, se manca la sintonia corale, avere una squadra piena zeppa di campioni risulta inutile. Si conclude a reti bianche il match tra Bari e Lazio di Sabato sera.

Vittoria pesantissima dell’Hellas Verona di Cesare Prandelli che, dopo la disastrosa sconfitta a San Siro, si riscatta e mette al tappeto con un secco 2 a 0 il Lecce di Cavasin, nella prima delle cinque partite, che vi andremo a raccontare, giocatesi Domenica alle 15:00.

Prandelli cambia modulo e schiera un compatto 4-4-2, a sorpresa a Cammarata affianca Aglietti, Adaílton in panchina, entrerà nel secondo tempo. Il Verona parte forte e mette in seria difficoltà la retroguardia salentina, al diciassettesimo minuto Marasco libera il siluro dal limite e insacca comodamente in rete, l’Hellas è in vantaggio; i salentini provano a rispondere ma non ci credono abbastanza, trascorsa la mezz’ora di gioco il direttore di gara non si accorge di un clamoroso penalty leccese per fallo di mano dei padroni di casa; al quarantatreesimo minuto Aglietti affonda di testa, su cross di Melis e raddoppia; 2 a 0 Verona. Nella ripresa il Lecce aumenta i giri del motore e crea molteplici palle goal, purtroppo i salentini si dimostrano estremamente imprecisi e per giunta pure sfortunati, nel finale è Adaílton che si mangia il goal del 3 a 0 graziando gli ospiti, passivo che sarebbe divenuto eccessivo per quanto visto in campo; si conclude 2 a 0 il match.

L’esperto Mondonico sconfigge il novellino Spalletti; termina 2 a 1 per il Torino il match salvezza, casalingo, contro il Venezia.

Per i granata è un successo monumentale, che conduce i piemontesi già a quattro punti, per i veneti è una batosta, in quanto dopo l’ottimo primo tempo non prendere nemmeno un punto è doloroso e perfino umiliante; purtroppo la squadra di Spalletti sconta l’eccessivo agonismo e l’estrema aggressività che, per la seconda volta consecutiva, costringe i veneti a chiudere la partita con un uomo in meno.

Nella prima frazione di gioco il Venezia sovrasta il piccolo Torino e il vantaggio di Valtolina è ampiamente meritato, nel secondo tempo però Mondonico mescola le carte e, facendo entrare Ivic al posto di Cruz e Sommese al posto di Lentini, riequilibra il match, sfruttando anche la doppia ammonizione di un ingenuo Brioschi, che al cinquantunesimo se ne va dritto sotto la doccia. Al sessantacinquesimo minuto è proprio Ivic che fornisce l’assist vincente per Ferrante che insacca e ringrazia, il Toro però non si accontenta e approfittando della stanchezza fisica e mentale degli avversari continua a spingere alla ricerca dell’insperato goal della vittoria, rete che arriva all’ottantottesimo minuto: Ferrante crossa in area per Artisti che, in scivolata, insacca e fa festa con i tifosi di casa; goal pesantissimo, la scelta di Mondonico di affrontare gli ultimi dieci minuti di gara con cinque calciatori offensivi ha pagato; Toro vittorioso, Venezia vinto.

Secondo pareggio consecutivo per Parma e Bologna, che nel derby emiliano non si fanno male e si dividono il bottino.

Ai punti avrebbero vinto i rossoblù, apparsi più freschi, determinati e con un gioco di squadra propositivo e ben collaudato, i gialloblù al contrario hanno dato vita a una prova insufficiente che li ha visti soffrire dal primo all’ultimo minuto contro un discreto, tecnicamente, Bologna, il quale però ha sopperito alla minor qualità tecnica con una grande prestanza fisica e buone idee di gioco, qualità che hanno permesso ai felsinei di sovrastare i parmensi. L’1 a 1 è estremamente stretto per il Bologna, che apre le marcature con Signori al quarantasettesimo minuto e prova ripetutamente a raddoppiare, un pizzico di sfortuna e uno scarso cinismo non consentono però ai rossoblù di affondare nuovamente, chiudendo la partita. All’ottantatreesimo minuto Ingesson sbaglia porta e batte Pagliuca, che osserva inerme depositarsi il pallone del pareggio alle sue spalle. Negli ultimi dieci minuti il Bologna assedia il Parma ma la sfida si concluderà sull’1 a 1; occasione sprecata per i felsinei, Parma rimandato.

Bel Milan quello che affronta e distrugge il mal capitato Perugia; Zaccheroni schiera il tridente Bierhoff, Shevchenko e Weah, Mazzone si difende con un difensivo 4-5-1, con unica punta Melli.

Il match è vivace ed entusiasmante: i rossoneri si impadroniscono del pallino del gioco e creano parecchi grattacapi alla retroguardia avversaria, i perugini d’altro canto non stanno a guardare e puntano sui contropiedi e sulle palle inattive.

Al ventottesimo minuto gli ospiti regalano palla a Bierhoff che, in area, a tu per tu con il portiere avversario, non può e non deve sbagliare e infatti non sbaglia; è il tedesco ad aprire le marcature.

Al quarantesimo minuto il Perugia risponde di forza: Nakata, in area, supera, palla al piede, tre avversari e serve centralmente Materazzi, che non sbaglia e trafigge Abbiati.

Tuttavia nel secondo tempo il Milan raddoppia con Shevchenko di testa, su assist spettacolare di Serginho e sigilla la sfida al settantadueesimo minuto con Leonardo che distrugge la porta, battendo un calcio di punizione dalla distanza. Il Perugia non può nulla di fronte a questo Milan, che dopo un inizio di stagione non particolarmente brillante, sembra esser finalmente entrato nel pieno della forma fisica e mentale, ottima vittoria.

Partita equilibrata quella tra Cagliari e Juve, al Sant’Elia, che vede i bianconeri imporsi di misura, 1 a 0. La squadra di Ancelotti, dopo la frenata iniziale con la Reggina, torna a vincere sbancando un campo estremamente ostico.

Il Cagliari riscatta la prestazione di Roma disputando un discreto match che rende la vita difficile ai piemontesi; il primo tempo vede occasioni sia da una parte che dall’altra, tuttavia si chiude a reti inviolate. Nella ripresa il Cagliari si abbassa e aumenta l’aggressività, sacrificando la propositività, al sessantatreesimo minuto però i sardi subiscono goal, è Conte ad afferrare di testa la sfera, su corner di Del Piero e a depositarla in rete. Al fischio finale dell’arbitro è la Juve ad esultare, gli isolani al contrario possono solo recriminare qualche evidente errore arbitrale ma a Tabárez sta bene così, di conseguenza contento lui, contenti tutti.

Termina a reti bianche il big match di giornata, giocatosi Domenica alle 20:30, tra Roma e Inter, allo stadio Olimpico di Roma.

I giallorossi nei primi quarantacinque minuti prendono a pallonate i nerazzurri, chiudendoli letteralmente nella loro area di rigore; i romanisti creano costantemente occasioni velenosissime che impensieriscono fortemente Peruzzi, i più reattivi della Roma sono Totti, strepitoso e Montella, ottima prestazione anche di Candela, Assuncao e Cafu, male Delvecchio, difesa mai coinvolta; i nerazzurri disputano una frazione di gioco oscena, conclusa senza alcun tiro in porta, Ronaldo obbrobrioso, Zamorano insufficiente.

Nei secondi quarantacinque minuti la musica cambia: l’ingresso al cinquantottesimo minuto di Vieri, al posto dell’inqualificabile Ronaldo, anima il match, i nerazzurri si rendono finalmente pericolosi e, aggrappandosi al Bobo nazionale, cercano un clamoroso e immeritato vantaggio; i capitolini continuano a spingere forte sull’acceleratore, costruendo numerosissime palle goal, andando molteplici volte a un passo dall’1 a 0; nel secondo tempo la crescita nerazzurra è parsa evidente, tuttavia ai punti avrebbero, anche nella seconda frazione di gioco, avuto la meglio i giallorossi,che hanno continuato a predominare per lunghi tratti.

Il pareggio finale lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa, meneghini al contrario soddisfatti, un punto non meritato ma guadagnato, che catapulta i nerazzurri in testa alla classifica; giallorossi ancora senza vittorie.

COMMENTI FINALI: Classifica corta e serratissima quella della seconda giornata di Serie A, 1999/2000. In questo campionato, ancora in fase embrionale, individuare la favorita per lo scudetto è una vera e propria incognita.

La Fiorentina del Trap versione 1999/2000 non convince, i viola, dopo aver sofferto e vinto di misura in casa col Bari, vengono fermati bruscamente; doccia amara quella dei toscani che a cinque minuti dalla fine già pregustavano la vetta solitaria della classifica, invece Toldo pasticcia e sono inutili le scuse successive, l’errore è pesante e per un portiere che ambisce ad essere il titolare della Nazionale italiana è gravissimo. D’altro canto la colpa più grossa dei viola è stata quella di accontentarsi, non spingendosi in avanti per trovare il colpo del KO, lasciando, al contrario, in vita la pimpante e sempre in agguato squadra amaranto; preoccupa la scarsa prolificità offensiva. La Reggina si conferma mina vagante del campionato, il club guidato da Colomba palesa ottime trame di gioco e una discreta qualità offensiva, salvarsi non sarà un problema.

L’Udinese è una bella squadra, i bianconeri hanno tutte le carte in regola per qualificarsi almeno alla Coppa Intertoto; i friulani di De Canio distruggono senza troppi fronzoli un piccolo, piccolo Piacenza; Muzzi, Fiore e Pizarro acquisti eccezionali, l’assenza di Amoroso tarda a farsi sentire. Il Piacenza farà estrema fatica a salvarsi, la rosa di Gigi Simoni è una tra le più scarse del nostro campionato; prestazione oscena degli emiliani in quel di Udine.

La Lazio sbatte contro il muro eretto da Fascetti, per i capitolini è un brutto stop, con una prestazione del genere vincere di misura era il minimo, invece i biancocelesti soffrono il mini turnover avviato dal mago svedese in panchina e, non potendosi aggrappare ai colpi di Veron e all’equilibrio tattico di soldatino Stankovic, sprecano innumerevoli, potenzialmente letali, occasioni e soffrono particolarmente le rapide ripartenze degli avversari; non bene. Per il Bari buon punto che fa morale e classifica, Fascetti sa il fatto suo e riesce sorprendentemente a incartare il match al buon Sven.

Prandelli si riscatta ottimamente e attraverso scelte coraggiose conduce i veronesi alla prima vittoria del campionato. I veneti realizzano nel complesso una discreta partita, mettendo nel primo tempo alle corde uno spento Lecce, nella seconda frazione di gioco la musica cambia e i salentini si risvegliano dal torpore, schiacciando in difesa i padroni i casa, tuttavia la scarsa precisione e un pizzico di sfortuna impediscono ai pugliesi di riaprire il match, condotto dai veneti per due reti a zero, tornandosene conseguentemente nel Salento con le pive nel sacco; vittoria fondamentali per il Verona che mette in cascina i primi tre punti del campionato, il Lecce rimane fermo a quota uno.

Il Toro di Mondonico riprende e capovolge una sfida, apparentemente, già andata alle ortiche dopo soli quarantacinque minuti. Il Venezia di Spalletti domina nel primo tempo e con un gioco corale eccelso lascia interdetti e amareggiati i tifosi di casa, nella ripresa però i veneti ci ricascano e rimangono in dieci, il Toro inizia a prendere fiducia e grazie a una grande forza di volontà, un considerevole spirito di sacrificio e un’enorme tenacia e perseveranza, senza dimenticare i perfetti cambi di Mondonico, infila in rete la palla non una ma ben due volte, portandosi a casa la partita. I granata dopo due giornate sono ancora imbattuti, il club sette volte scudettato nonostante una rosa di infimo livello ha già messo in cascina una vittoria e un pareggio, niente male. Venezia ingenuo e stolto, l’espulsione di Brioschi ha deturpato una prestazione fino a quel momento impeccabile dei veneziani, che purtroppo invece perdono, in poco meno di mezz’ora, tre preziosi punti.

Il Parma è in crisi: la squadra di Malesani dopo l’anonimo pareggio con il Perugia, frena anche con il Bologna, questa volta addirittura in casa.

I gialloblù hanno perso pedine importanti questa estate: Veron, Chiesa, Fiore, Sensini, Balbo, sono tutte assenze pesantissime che si stanno sentendo enormemente in queste prime giornate. Di Vaio e Ortega, i neo-acquisti, non stanno certo sfigurando, tuttavia la sensazione è che non siano allo stesso livello dei loro predecessori. In generale tutta la rosa parmense è fuori condizione e il pareggio casalingo con i felsinei è totalmente immeritato. Il Bologna è in forma e si vede: i rossoblù giocano un buon derby e mettono molteplici volte alle corde i padroni di casa, purtroppo la squadra di Buso non è particolarmente fortunata e non riesce a vincere una sfida che sarebbe stato importantissimo fare propria; la sterilità offensiva dei felsinei deve preoccupare, non si può giocare così bene e non vincere. Per il Parma la corsa scudetto non è certo compromessa dopo solo due giornate, tuttavia il sentore è che Malesani avrà una bella gatta da pelare; per il Bologna l’obiettivo minimo deve esser quello di qualificarsi alla Coppa Intertoto.

I campioni d’Italia tornano a vincere: dopo la parentesi amara di Lecce e un Agosto da incubo, i rossoneri iniziano l’autunno meteorologico con un bel successo, mettendo al tappeto un coriaceo Perugia. La squadra di Mazzone, dopo aver fermato il Parma, prova a consacrarsi Big sbancando il Meazza, tuttavia i meneghini sfruttano la maggiore qualità tecnica collettiva per impartire una lezione di calcio agli Umbri; il match viene dominato costantemente dai diavoli rossoneri che vanno più volte a un passo dalla goleada, il Perugia prova a rendersi pericoloso in contropiede ma la retroguardia avversaria è attenta. Questo Milan può e deve provare a vincere il secondo scudetto consecutivo, la squadra è estremamente forte e l’attacco Shevchenko, Bierhoff, Weah è qualitativamente straordinario; Serginho acquisto top. Il club guidato da Mazzone gioca bene e ha i giocatori per salvarsi tranquillamente, tuttavia non crediamo possa ambire a più del decimo posto.

Il Cagliari è l’unica squadra ancora a 0 punti: i rossoblù, capitanati da mister Tabárez, sprecano una ghiotta occasione per fermare il club più importante d’Italia; la prestazione c’è stata, i sardi impensieriscono molteplici volte Van der Sar, tuttavia soffrono eccessivamente in fase difensiva, rischiando parecchie volte di affondare per mano nemica; ottimo l’ingresso di Oliveira che, andando a sostituire Mayélé, porta qualità e pericolosità in fase offensiva, il goal annullato per fuorigioco è chiaramente un errore del guardalinee e dispiace perché ai punti gli isolani non avrebbero meritato di perdere.

La Juve vince di misura e si catapulta a quattro punti, la rosa bianconera è forte e il proprio arco è ricco di frecce potenzialmente letali; Ancelotti schiera il tridente pesante Del Piero, Inzaghi, Zidane al Sant’Elia, affidando a Davids, Tacchinardi, Pessotto e Conte le chiavi del centrocampo, in difesa Montero e Iuliano affiancano Ferrara. Il buon Carletto studia il match perfettamente, la Juve è, offensivamente, tremendamente temibile e crea numerose palle goal, specialmente nel primo tempo, tuttavia Pinturicchio, che non si è ancora ripreso al 100% dal gravissimo infortunio dell’anno passato, spreca malamente, più volte, delle occasioni a dir poco agevoli; buona prova nel complesso di Pippo Inzaghi che però non vede la porta quasi mai. La sfida la vince Ancelotti nel secondo tempo con i puntuali e azzeccati cambi: al vantaggio casuale di Conte, il coach emiliano arretra il baricentro, sostituendo Zidane con Zambrotta e, nel finale, Del Piero per dare spazio al neo-acquisto Oliseh. Tre punti d’oro per i piemontesi che si posizionano nell’apice della classifica e vedono il primato; sardi ancora a bottino vuoto, nonché ultimi in classifica.

Sfida al cardiopalma quella tra Roma e Inter che vede prevalere nella prestazione nettamente i romani ma che sorprendentemente termina senza né vincitori, né vinti. I capitolini guidati dal neo-mister Capello, dopo la sbandata Piacenza, sono protagonisti di una prestazione stupenda, che vede loro dominare e sottomettere prepotentemente i rivali nerazzurri. Nel primo tempo non c’è storia ed è un vero e proprio stupro ai danni dei meneghini, nella seconda frazione di gioco i giallorossi trascinati da un fantasmagorico Francesco Totti e da un grandioso Montella continuano a rendersi fortemente insidiosi, l’Inter invece si aggrappa esclusivamente al povero Vieri, che purtroppo non riesce a reggere la baracca da solo e si arrende precocemente. Evidentemente i nerazzurri hanno un santo in paradiso perché il punto ottenuto all’Olimpico è frutto di un autentico miracolo, al pari della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che ci sia lo zampino di Fraizzoli? Chi lo sa, intanto pace all’anima sua.

La Roma è da scudetto, Capello è categorico in conferenza stampa, la squadra capitolina giallorossa ha l’onere di conquistare il tricolore 1999/2000 ed effettivamente la prestazione dei romani di ieri sera è stata sublime, i capitolini hanno diretto la settima sinfonia di Beethoven, annichilendo in tutto e per tutto il mal capitato avversario; ciò che è mancata è stata la ciliegina sulla torta, il goal vittoria, tuttavia, con una prestazione del genere, i romani si candidano automaticamente ad essere la favorita numero uno per lo scudetto.

L’Inter soffre terribilmente il mal di trasferta, la squadra di Lippi dopo aver frantumato il Verona viene affossata violentemente per mano dei capitolini, rimanendo inerme a sperare nel miracolo, poi avvenuto, per tutti e novanta i minuti; Vieri l’unico convincente di ieri tra le fila nerazzurre, escludendo il monumentale Peruzzi, estremo difensore del quale forse la Juve si è fortemente pentita di aver ceduto con nonchalance ai rivali dell’Inter, questa estate; malissimo Ronaldo che cammina, più che correre, in campo, rimandato Zamorano. La rosa dell’Inter sulla carta sarebbe fortissima, qualitativamente sublime: Vieri, Ronaldo, Zamorano, Baggio, Recoba, Georgatoes, Zanetti, Di Biagio, Sousa, Panucci, Blanc, Peruzzi, sono tutte pedine tecnicamente e professionalmente di caratura elevatissima che potrebbero spiccare in qualsiasi squadra, tuttavia i vari top player nerazzurri faticano estremamente a trovare una sinergia tra loro, costringendo il buon Lippi a fare gli straordinari per cercar di creare una parvenza di squadra, purtroppo i calciatori meneghini ad oggi, ma non è novità di quest’anno, appaiono disuniti e fortemente individualisti ed egoisti, come un branco di soldatini andati a combattere in guerra per la patria ma in realtà desiderosi di salvaguardare esclusivamente il proprio orticello e in questo modo non si vince alcun titolo, non c’è Vieri che tenga! L’Inter, senza coppe europee, affronterà la prossima settimana il Parma in campionato, altro test cruciale per capire se effettivamente i nerazzurri sono da scudetto o se al contrario, come apparentemente sembra, valgono come il due di coppe quando a briscola comanda bastoni.

VOTI ALLE SQUADRE DI SERIE A SECONDA GIORNATA:

REGGINA: 6,5

FIORENTINA: 5,5

UDINESE: 7,75

PIACENZA: 3

BARI: 6

LAZIO: 5,5

VERONA: 7,25

LECCE: 5

TORINO: 6

VENEZIA: 5,25

PARMA: 4,25

BOLOGNA: 7

MILAN: 8,5

PERUGIA: 6

CAGLIARI: 6,5

JUVENTUS: 6,25

ROMA: 8,5

INTER: 4

SQUADRE MIGLIORI: MILAN, ROMA

SQUADRA PEGGIORE: PIACENZA

CLASSIFICA SERIE A 1999/2000 SECONDA GIORNATA

FIORENTINA: 4

INTER: 4

UDINESE: 4

MILAN: 4

LAZIO: 4

TORINO: 4

JUVENTUS: 4

VERONA: 3

ROMA: 2

REGGINA: 2

PARMA: 2

BOLOGNA: 2

LECCE: 1

PERUGIA: 1

PIACENZA: 1

VENEZIA: 1

BARI: 1

CAGLIARI: 0


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