DOCCIA GELATA PER IL FROSINONE CHE RETROCEDE IN SERIE B!!!

INTRODUZIONE: Il Frosinone perde la partita più importante dell’anno e retrocede meritatamente in Serie B!

Di Francesco fallisce ancora una volta, il mister pescarese affonda il club ciociaro e si culla in un mare di lacrime, pianto amaro quello del coach ex Roma, che purtroppo non riesce a togliersi alcuna vera soddisfazione professionale da anni.

Sono lontani i tempi in cui Eusebio dava vita a una straordinaria rimonta, al timone della sua magica Roma, nei quarti di Champions League contro il Barcellona, catapultando i capitolini in semifinale contro il Liverpool, purtroppo la storia bella di Di Francesco allenatore si è conclusa quel giorno, in quella pazza serata del 10 Aprile 2018; da allora solo fallimenti: con la stessa Roma l’anno dopo, con la Sampdoria, a Cagliari, a Verona ed infine a Frosinone, una marea di squadre allenate condotte in fondo al precipizio, nel baratro, all’interno del buco nero più burrascoso.

Il problema dell’allenatore ex Roma è la scarsa flessibilità mentale, l’eccessiva ostinazione nel sostenere e perseguire ciecamente le proprie idee, le proprie convinzioni, i propri paradigmi, senza mai mettere in dubbio le proprie conoscenze, capacità, competenze e visioni di pensiero e, conseguentemente, il voler sempre aver ragione e imporsi a discapito di tutto e tutti; Eusebio soffre palesemente della Sindrome di Aristotele.

Il testardo tecnico pescarese, pur di non rinnegare le sue concezioni calcistiche più intime, i suoi credo di allenatore, è stato disposto a morire in battaglia, a sacrificare la propria vita, a soccombere in difesa delle proprie idee e se Socrate sarebbe sicuramente fiero dell’ormai ex mister ciociaro, meno orgogliosi di lui saranno i tifosi frusinati che, a causa della sua irragionevole e fortemente sconveniente testardaggine, saranno costretti a rivedere il loro club del cuore, per l’ennesima volta, in Serie B, l’anno prossimo.

Di Francesco avrebbe dovuto prendere atto che nel campionato italiano, per salvarsi, giocare un calcio propositivo, moderno, stilisticamente incantevole, prevalentemente offensivo ed estremamente coraggioso è fortemente controproducente, al contrario paga maggiormente, garantendo quasi certamente la salvezza, uno stile di gioco speculativo, ultra difensivo, aggressivo, falloso, flemmatico e prudente; in questo sport è più importante non prenderle che darle e non ci si salva con il calcio liquido ma con la grinta e con lo spirito combattivo ed estremamente aggressivo, la cosiddetta garra uruguaiana o cazzimma napoletana per intenderci; purtroppo Eusebio ha sempre rinnegato il gioco di trapattoniana fattura, preferendo ispirarsi sempre e comunque a Guardiola, senza però avere i giocatori adatti per imitare nell’intensità e nella stilistica il City di Pep e allora Buona Serie B!

L’Udinese ipoteca un successo monumentale; Fabio Cannavaro compie l’impresa e in sole sei giornate disputate mette in cascina ben nove punti, perdendo una sola volta, contro la Roma all’ultimo minuto; bottino conquistato, dal campione del mondo 2006, rivelatosi fondamentale per il raggiungimento di un’eroica salvezza.

Il merito di Cannavaro è stato quello di aver lavorato sulla testa dei calciatori, infondendo loro grinta, combattività, agonismo, aggressività, fiducia, autostima e tenacia, qualità essenziali per raggiungere l’insperato obiettivo.

Così mentre il Frosinone vince il premio bel gioco, l’Udinese conquista un’onorevole salvezza, la ventinovesima consecutiva in Serie A; Chapeau!

Termina con un successo di misura per gli ospiti la sfida programmata per Domenica 26 Maggio alle 20:45, tra Frosinone e Udinese, allo stadio Stirpe di Frosinone.

IL RACCONTO: Partita apertissima nella prima frazione di gioco, con molteplici occasioni da una parte e dall’altra; l’Udinese parte forte e nel primo quarto d’ora mette in seria difficoltà i gialloblù, i ciociari d’altro canto crescono nella seconda fase di primo tempo e vanno più volte a un passo dal vantaggio; i primi quarantacinque minuti si concludono però a reti inviolate. La salvezza per entrambe le squadre è ancora tutta da scrivere!

Al minuto 1 l’Udinese batte un corner dalla destra del campo: palla al centro, agguantata da Kristensen di testa, Cerofolini sventa con le mani, anticipando Lucca, sfera nei piedi di Payero che, in area, defilato a sinistra, calcia in porta, il pallone è mal calibrato, rimedia Brenner che fa suo il possesso, immediatamente di fronte all’estremo difensore avversario, tirando di tacco, di prima intenzione, verso la rete, Cerofolini c’è e blocca; occasione sfumata.

Al minuto 6 i ciociari perdono una sanguinosa palla nella propria metà campo, Brenner agguanta in area e prova a calciare, Cerofolini esce e sventa col corpo; occasione sprecata.

Al minuto 11 Harroui libera il siluro dalla trequarti, palla fuori di centimetri; occasione Frosinone.

Al minuto 17 Zortea libera la bomba dalla trequarti, Okoye si supera e, in tuffo, sventa in corner; pericolo per i bianconeri.

Al minuto 18 il Frosinone batte un corner dalla destra del campo: cross al centro, afferra Okoli con la capoccia e mira la rete, Okoye si riscopre Superman e con la manona destra devia in corner; occasionissima per i ciociari.

Al minuto 39 Soulé batte una punizione dalla trequarti, direttamente verso la porta ed è traversa, il pallone si stampa sul legno più alto; sfortunatissimi i ciociari.

Nel secondo tempo i ritmi si abbassano e il gioco si fa più spezzettato: aumentano i falli, le perdite di tempo, le interruzioni forzate e la vivacità del match viene leggermente meno; il Frosinone sta meglio fisicamente e ci prova con più convinzione, mostrando un ottimo gioco di squadra e una discreta qualità tecnica collettiva, l’Udinese mette in campo una notevole grinta e aggressività, provando inoltre a sfruttare i molteplici contropiedi che i bianconeri riescono a costruirsi; al minuto 76 Davis segna e porta i friulani in vantaggio, i padroni di casa ci proveranno ardentemente fino all’ultimo secondo di gara, purtroppo non riusciranno a segnare; al fischio finale, dell’arbitro Doveri, è festa Udinese e disperazione Frosinone.

Al minuto 46 Soulé, dalla trequarti, serve Brescianini in area, il centrocampista italiano si defila sulla corsia di destra, avanza leggermente e fa partire il tiro, palla sul palo, sinistro, esterno e poi fuori; sfortunatissimi i gialloblù.

Al minuto 58 Zortea libera la mina dal limite, Superman Okoye para anche questa, non si passa; è ancora 0 a 0 il parziale.

Al minuto 75 Kamara, da centrocampo, crossa in area di rigore, si fa trovare pronto Lucca, il quale controlla la sfera di petto, appoggiandola involontariamente per Davis, alle sue spalle, che si immola sul pallone e, col mancino, calcia, distruggendo la rete, è goal Udinese, Cerofolini KO; 0 a 1 il parziale allo Stirpe.

Al minuto 80 Valeri libera il siluro dalla trequarti, Okoye sventa e, con fatica, la retroguardia friulana riesce a spazzare lontano la sfera; occasione sfumata.

Al minuto 94 Valeri ci riprova dalla trequarti e calcia violentemente verso la porta, palla fuori; tentativo buttato alle ortiche.

Al minuto 96 l’arbitro Doveri fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia; è 0 a 1 allo Stirpe, Udinese salvo e Frosinone retrocesso.

COMMENTI FINALI: Il match cardine della trentottesima giornata, la sfida all’ultimo sangue tra le due pretendenti alla salvezza, si conclude 0 a 1; a imporsi è l’Udinese che con Davis trova un vantaggio, nonché un successo fondamentale per blindare la trentesima partecipazione alla massima competizione calcistica nazionale del club friulano.

Lacrime lugubri per Eusebio Di Francesco che fa precipitare i ciociari sul più bello; il Frosinone, dopo un meraviglioso girone d’andata concluso con ben diciannove punti, perde la rotta a Gennaio e non riesce più a ritrovare la strada di casa; i gialloblù infatti attraversano in inverno inoltrato una pesante crisi esistenziale e di risultati che li risucchia, in breve tempo, prepotentemente nella piena lotta salvezza; purtroppo però i calciatori frusinati, dopo una prima parte di campionato entusiasmante, non se lo aspettavano proprio di sudarsi punto per punto la salvezza e sono crollati psicologicamente ancor prima che fisicamente; le due sole vittorie ottenute nel girone di ritorno, con Cagliari e Salernitana, ambedue in casa, sono il segno più lampante del declino irreversibile del club laziale, che ancora una volta fallisce l’obiettivo salvezza.

L’Udinese si salva per il rotto della cuffia: la squadra bianconera attraversa una stagione altalenante, in cui sono decisamente più i momenti bui che quelli di luce; i friulani concludono il campionato con solo sei vittorie, diciannove pareggi e tredici sconfitte, segnando trentasette reti e subendone cinquantatré, numeri che riflettono la buona solidità difensiva ma al tempo stesso la scarsa prolificità dell’attacco, reparto, per onor di cronaca, minato anche a causa di molteplici infortuni sopraggiunti a vari calciatori offensivi bianconeri, nel corso di questa e della scorsa stagione; in primis il grave infortunio di Deulofeu, del novembre 2022, purtroppo ancora non risolto.

I bianconeri dovranno ripartire da Fabio Cannavaro, sarà il campione del mondo 2006 a guidare i friulani per tutta la stagione 2024/2025; ci auguriamo che l’ex pallone d’oro possa consacrarsi definitivamente come ottimo allenatore, raggiungendo con largo anticipo la trentesima salvezza consecutiva dei bianconeri in Serie A, ma questa è un’altra storia; i tifosi udinesi ora devono godersi il momento e festeggiare, Giampaolo Pozzo ha compiuto l’ennesimo miracolo della storia del club!


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