
INTRODUZIONE: L’Atalanta, neo-vincitrice dell’Europa League 2023/2024, annichilisce per 3 a 0 il Torino, centrando la sesta vittoria consecutiva in campionato.
La Dea, al contrario di quello che tutti ipotizzavano, non fa sconti e sigilla un altro match, scavalcando il Bologna e inserendosi momentaneamente al quarto posto, in attesa di recuperare la ventinovesima giornata di campionato, in casa contro la Fiorentina, programmata per Domenica 2 Giugno alle 18:00.
Gasperini, dopo aver incartato ottimamente Xabi Alonso e ipotecato il primo trofeo UEFA della società bergamasca, dà una vera e propria lezione di calcio all’allievo Juric, che non può far altro che osservare la sua squadra inerme di fronte alla tempestosità demoniaca degli avversari, i quali non si limitano a sconfiggerlo il club granata ma lo fanno completamente a polpettine, sferrandogli tre colpi dolorosissimi e potentissimi.
In sintesi nella sfida andata in scena Domenica 26 Maggio alle 18:00 al Gewiss Stadium di Bergamo, la Dea prende a pallonate il Toro, sfruttando un gioco corale eccelso, ben calibrato e modellato a seconda delle fasi della partita; i bergamaschi infatti sono una squadra che ha raggiunto la piena maturità e che ha imparato a leggere e interpretare correttamente i momenti della sfida, riuscendo a captare gli istanti in cui colpire e quelli in cui, al contrario, è d’obbligo difendersi con le unghie e con i denti; il risultato che ne è uscito da tale prestazione interpretativamente al limite della perfezione è stato un triplo vantaggio, raccolto sfruttando soprattutto le rapide ripartenze che i granata, alla ricerca del successo, servivano ripetutamente su un piatto d’argento, spingendosi vigorosamente in avanti e così a Juric va il premio possesso palla sterile e inconcludente, al mago Gasp, al contrario, la goduria di un ennesimo successo e il raggiungimento del quarto posto, con la conseguente possibilità di provare a conquistare la terza posizione, ipotecando pure l’ultima sfida stagionale.
I bergamaschi vincendo infrangono le speranze romaniste di Champions League per l’anno venturo; d’altro canto i granata, con il pareggio casalingo dei partenopei, possono ancora credere nella qualificazione in Conference League!
IL RACCONTO: Il Toro parte forte e il match nel primo quarto d’ora sembra molto equilibrato, la Dea però alza i giri del motore intorno al ventesimo minuto e gradualmente mette sempre più in difficoltà la squadra di Juric; al ventiseiesimo minuto Scamacca sblocca il risultato con una prodezza tecnica degna di un vero campione quale è, Lookman raddoppia al quarantaduesimo minuto, approfittando di una papera dell’estremo difensore avversario. Al termine della prima frazione di gioco i padroni di casa dirigono per 2 a 0 la sfida.
Al minuto 9 Bellanova crossa dalla fascia destra, in zona trequarti campo, verso il centro dell’area: Zapata anticipa tutti e già in volo afferra la sfera di testa, palla alle stelle, occasione sciupata.
Al minuto 23 Scamacca appoggia, dalla trequarti, in area per De Ketelaere, il belga si defila leggermente sulla sinistra per trovare lo spazio per il tiro, calcia col mancino, palla fuori di un soffio.
Al minuto 25 De Ketelaere riceve palla sulla trequarti, controlla la sfera e, con una piroetta, serve Scamacca che, dal limite, si gira di scatto e libera la bomba, è goal, giocata magistrale del bomber ex Sassuolo che infila il pallone all’angolino destro della rete; è 1 a 0 al Gewiss Stadium.
Al minuto 42 De Ketelaere, in area, defilato sulla destra, trova un corridoio centrale e serve Pasalic che calcia d’istinto, Gemello vede e ferma la sfera ma incredibilmente non riesce a bloccarla, il pallone giunge nei piedi di Lookman che, a due metri dalla porta, infila senza esitazione; è già raddoppio Dea, 2 a 0 al Gewiss Stadium.
Nel secondo tempo la Dea è prevalentemente rinunciataria, i nerazzurri infatti lasciano il pallino del gioco ai granata e sfruttano le enormi praterie a disposizione, una volta intercettata palla, i piemontesi cascano nella trappola con tutte le scarpe e subiscono altre quattro reti, di cui però tre annullate: una per offside, un’altra per fallo in attacco e un’ennesima poiché la sfera era uscita dal campo regolamentare di gioco; i lombardi troveranno, in ogni caso, il terzo goal su rigore. A nulla servono i disperati tentativi offensivi del Toro volti a riaprire il match, l’Atalanta difensivamente è un muro, l’attacco granata una piuma leggera; si conclude con un secco 3 a 0 per i padroni di casa la sfida.
Al minuto 55 Bellanova ci prova dalla distanza e libera la mina dalla trequarti, palla fuori misura, niente da fare.
Al minuto 69 Tameze pesta con arroganza il piede di Lookman in area, l’arbitro non ci pensa due volte, è penalty Atalanta: Pasalic va sul dischetto, prende la rincorsa e insacca, pallone da una parte e portiere dall’altra; è dominio Dea a Bergamo.
Al minuto 89 Lazaro crossa, dalla trequarti, con dolcezza al centro dell’area di rigore, Ilic si immola e con tanto di scivolata aggancia la sfera, Rossi, entrato al posto di Carnesecchi, dice no e sventa con impacciatezza il pallone; occasione Toro sfumata.
Al minuto 92 Ruggeri crossa in area, dalla fascia sinistra e trova Pasalic, il croato colpisce di testa ma Gemello agguanta con la mano destra e spedisce in corner; Dea vicino al poker.
Al minuto 93 l’arbitro fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia; è 3 a 0 Atalanta al Gewiss Stadium.
COMMENTI FINALI: I nerazzurri sigillano un match fondamentale per la rincorsa al terzo posto; i bergamaschi frantumano i desideri e i sogni dei capitolini giallorossi con un successo netto ai danni del Toro.
I granata concludono il campionato al nono posto, risultato discreto ma la qualità della rosa congiunta all’esperto mister in panchina evocavano ben altri, più ambiziosi, scenari, a bocce ferme, ad inizio anno; i piemontesi sono andati incontro ad una stagione altalenante, condita da alti e bassi costantemente oscillanti fra loro.
La difesa è il fiore all’occhiello del club sette volte scudettato, il lavorone di Juric in questo senso è stato estremamente evidente, al contrario lascia perplessa la sterilità offensiva: considerando solo il campionato, i granata segnano addirittura meno goal di due delle tre retrocesse alla serie cadetta, Sassuolo e Frosinone, insomma una sciagura l’attacco dei piemontesi. Adesso il Toro deve sperare nella viola, se la Fiorentina vince la Conference League catapulta i granata in Europa, in caso contrario per Cairo si prospetta l’ennesima occasione persa e un’altra stagione mediocre messa a referto.
L’Atalanta nel girone di ritorno ha messo le ali e ha preso il volo, i nerazzurri hanno già messo in cascina trentanove punti in sole diciotto giornate, polverizzando pure la Fiorentina i bergamaschi raggiungerebbero quota quarantadue punti in diciannove match, una media da scudetto; dispiace conseguentemente il pessimo girone di andata che costringerà i lombardi ad arrivare al massimo al terzo posto ma confidiamo nell’anno prossimo: dopo il primo trofeo UEFA conquistato, la Dea ha l’obbligo di vincere lo scudetto 2024/25, ce la farà? Chi vivrà, vedrà!
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