
INTRODUZIONE: Il Genoa è bellissimo; la squadra rossoblù non smette di stupire e perfino nell’ultima giornata di campionato lascia i suoi tifosi esterrefatti, increduli della stagione formidabile che i propri beniamini hanno messo a referto, guidati da un allenatore monumentale, Alberto Gilardino. Il campione del mondo 2006 è un tecnico strepitoso, un coach eccezionale che ha preso in mano la creatura ligure un anno e mezzo fa e l’ha condotta da un anonimo quinto posto in Serie B ad un grandioso piazzamento nella massima serie, permettendo al Grifone di siglare il proprio personale record di punti da squadra neopromossa.
L’umile Alberto Gilardino, fresco di rinnovo biennale con il club genovese, distrugge il tanto decantato Thiago Motta, il coach che ha nutrito la creatura felsinea per ben due anni, abbandonandola però, una volta maggiorenne, al suo destino, non avendo riconoscenza nei confronti di una società che lo ha scelto, lo ha difeso costantemente, lo ha arricchito di denaro e lo ha messo sotto l’onda dei riflettori; per giunta non avendo nemmeno il coraggio di presentarsi all’ultima conferenza stampa stagionale pre-partita, scappando da vigliacco, con la coda fra le gambe, in cerca di un nuovo eden.
Il match vede una sola squadra in campo, il Genoa; i liguri disputano una partita stupenda, dominando dall’inizio alla fine e lasciando ai felsinei uno sterile e inutile possesso palla; il Bologna mette a referto una prestazione orrenda, i calciatori emiliani, probabilmente scossi dalla notizia dell’addio del loro condottiero, scendono in campo molli, spenti, disattenti, impacciati, lenti, quiescenti e con una grosse dose di menefreghismo; ciò che stupisce è la flemmaticità e la fragilità nei contrasti che facilita la via del successo ai padroni di casa, al contrario ottimamente in forma, fisicamente e mentalmente.
Il Bologna conclude la stagione con sessantotto punti ma, lascatecelo dire, saluta i propri tifosi in quel di Genova in maniera indecorosa.
Il Genoa si incanala nel bel mezzo della classifica e dona un grandissimo regalo ai propri tifosi, che al termine della sfida festeggiano la leggendaria stagione realizzata dai propri beniamini.
Termina con un secco 2 a 0 il match fra Genoa e Bologna, allo stadio Ferraris di Genova, disputatosi Venerdì 24 Maggio alle 20:45.
IL RACCONTO: Primo tempo che vede il Genoa dominare in tutto e per tutto: i rossoblù liguri trovano un goal magnifico al tredicesimo minuto, poi lasciano sfogare il Bologna, tuttavia gli emiliani sono completante fuori dalla gara e, escluso un palo di Fabbian, non creano affatto occasioni velenose; i genoani d’altro canto cercano con più convinzione il raddoppio. Al termine dei primi quarantacinque minuti, il vantaggio di misura, 1 a 0, è meritato e forse pure stretto.
Al 13 minuto Thorsby trova un corridoio affascinante per servire Frendrup sulla trequarti, dalla fascia destra di centrocampo, il danese allunga per Martín che aggancia dal limite sinistro dell’area, lo spagnolo arriva sul fondo poi a sorpresa pesca all’indietro, un solo, Malinovskyi che entra in area, libera la saetta ed è palo e goal, passa in vantaggio il Genoa; è 1 a 0 al Ferraris.
Al minuto 25 Moro crossa, dalla fascia destra, verso il centro dell’area: Fabbian, sul secondo palo, si immola e afferra di testa la sfera, è palo Bologna, sfortunatissimo il centrocampista ex Inter che stampa la sfera sul legno destro della porta.
Nel secondo tempo il Genoa raddoppia: la difesa felsinea sbaglia e i liguri ne approfittano. Il Bologna, durante tutta la ripresa, si limita a tenere palla senza mai rendersi pericoloso; nel finale i genoani andranno a centimetri dal terzo goal. Termina 2 a 0 per i padroni di casa l’incontro.
Al minuto 48 Lykogiannis, dalla trequarti, fa partire la bomba verso la porta, un difensore ligure salva, sfera che giunge nei piedi di Fabbian che, dal limite, libera la mina; la palla è fuori misura, niente da fare.
Al minuto 51 Lucumí riceve palla sulla trequarti, arriva al limite, tira, pallone deviato dalla retroguardia avversaria, aggancia Fabbian dalla trequarti, libera nuovamente la mina, conclusione centrale, Leali blocca con nonchalance.
Al minuto 58 Gudmundsson recupera palla da centrocampo, errore difensivo grave dei felsinei, l’islandese inizia a correre palla al piede come fosse una lince, sulla trequarti appoggia per Vítinha scattato in area, l’attaccante ligure agguanta e, a tu per tu con l’estremo difensore avversario, libera lo scavetto e segna il raddoppio, chiudendo definitivamente i giochi. Sfera all’angolino sinistro e 2 a 0 Genoa.
Al minuto 90 Ekuban scatta in profondità e ottiene palla sulla fascia sinistra di centrocampo, inizia a correre palla al piede accentrandosi gradualmente, entra in area, punta il marcatore avversario, con una finta inganna Beukema e trova lo spazio per il tiro, ci prova, Ravaglia sventa ma non blocca, la sfera finisce nei piedi di, un solo, Gudmundsson che, al centro dell’area, a porta spalancata tira la bomba, pallone alle stelle, goal letteralmente mangiato dal fenomeno islandese.
Al minuto 94 Gudmundsson ci riprova con una punizione sulla trequarti: prende la rincorsa e tira verso la porta col destro, palla fuori di un soffio, sfortunato il Grifone.
Qualche istante dopo il direttore di gara mette il fischietto in bocca, fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia; vittoria netta dei padroni di casa.
COMMENTI FINALI: Il Genoa vince e convince; la squadra di Alberto Gilardino conclude la stagione con un bottino di ben 49 punti, i liguri mettono a referto un campionato eccezionale che li ha visti dodici volte vittoriosi, tredici volte pareggiare e solo tredici volte venire sconfitti. Nota di merito per la retroguardia genoana che conclude l’annata con soli quarantacinque goal subiti, meno soddisfacente è il numero di reti effettuate, le quali però sono in parte indice del gioco spesso difensivo del campione del mondo 2006. Grandi lodi vanno anche al direttore sportivo Marco Ottolini che ha costruito, in soli due anni, una rosa estremamente forte, andando a pescare sul mercato giocatori qualitativamente eccelsi come Gudmundsson, Malinovskyi, Vítinha, Retegui, Frendrup, Thorsby, De Winter e Martínez, senza contare Dragusin ceduto a Gennaio. In sintesi la società Genoa è in forte crescita, la proprietà è estremamente ambiziosa e i ruoli chiave per far andare a gonfie vele il club sono rivestiti da professionisti esemplari che svolgono splendidamente ed efficacemente il loro lavoro. L’obiettivo per la prossima stagione deve essere quello di migliorarsi, puntando almeno alla Conference League, il Genoa deve tornare ad essere una big del calcio nazionale già l’anno prossimo e la cordata americana possedente il team ne ha i mezzi e soprattutto la volontà per farlo; per la piazza ligure il sogno è appena iniziato!
Il Bologna conclude la stagione in un modo pessimo: dopo la rimontona subita la scorsa settimana, i felsinei affrontano l’ultimo match stagionale con menefreghismo e superficialità, scendendo in campo tanto per farlo, tuttavia sarebbe stato molto più onorevole non presentarsi direttamente, accettando la sconfitta a tavolino, senz’altro avrebbero risparmiato tempo e soldi i tifosi bolognesi giunti allo stadio a seguire il proprio club del cuore per l’ultima volta, in campionato, almeno fino ad Agosto.
Thiago Motta saluta in malo modo i sostenitori felsinei, preparando in maniera orrenda un’importante partita da vincere per sigillare in bellezza il campionato.
Adesso gli emiliani potranno godersi le meritate vacanze, tuttavia il futuro, apparentemente, non è roseo: la perdita di Thiago Motta è pesante e, seppur Sartori pescherà come sempre ottimi giocatori sul mercato, le tre competizioni che attendono i rossoblù durante l’anno venturo e che porteranno a un inevitabile calo di rendimento, unite a una rosa che probabilmente verrà ridimensionata, il tutto congiunto a un nuovo coach che difficilmente saprà ricreare la prelibatezza cucinata e servita in tavola dal mister italo-brasiliano, purtroppo evocano all’orizzonte una stagione, 2024/25, tutt’altro che magnifica, rendendo vane le speranze della piazza di tornare a essere stabilmente una big; ovviamente speriamo di sbagliarci, Bologna, per la sua gloriosa storia, merita di occupare l’olimpo del calcio italiano ed europeo!
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