DIO ESISTE E SI CHIAMA MARCO BARONI, HELLAS SALVO!!!

INTRODUZIONE: L’Hellas Verona è finalmente salvo; Marco Baroni porta a compimento l’eroica impresa, consistente nel riconfermare in Serie A, anche per l’anno venturo, la squadra scaligera. Il merito del raggiungimento di tale traguardo è soprattutto del mister fiorentino e dei giocatori, non certo della proprietà che a Gennaio ha smantellato una rosa, già estremamente carente, a causa di gravi problematiche finanziare, costringendo il tecnico toscano a fare le nozze coi fichi secchi; coach che però, al posto di lamentarsi mettendo le mani avanti, invece che dare le dimissioni immediate, ha scelto la via del silenzio, la strada del lavoro sodo, della fatica, della costanza, della forza di volontà, dello spirito combattivo, della perseveranza. Una volta decisa la scelta di non belligeranza, Marco Baroni ha studiato una strategia volta ad isolare la squadra dall’ambiente circostante tossico riuscendo conseguentemente a creare una bolla unente giocatori e allenatore, affettivamente e negli intenti prefissatisi, non facendo permeare alcuna notizia destabilizzante proveniente dall’esterno.

In questo modo il mister veronese è riuscito a trovare il bandolo della matassa che ha condotto gli scaligeri alla conquista di ben 23 punti in 18 giornate. Grandi meriti della risalita gialloblù, per onor di cronaca, vanno anche dati al direttore sportivo Sean Sogliano che ha pescato dal mercato estero calciatori giovani e al tempo stesso interessantissimi, che hanno contribuito a far volare nel girone di ritorno il Verona.

Il match disputato Lunedì 20 Maggio, tra Salernitana e Hellas, alle 18:30, allo Stadio Arechi di Salerno, vede gli scaligeri imporsi nettamente nel gioco ma solo di misura nel risultato, tuttavia è tanto che basta per catapultare i gialloblù a una storica grandiosa salvezza; termina 1 a 2 l’incontro.

Il Verona potrà ripartire, salvo cessioni o addii, da una rosa discreta e soprattutto da un coach fenomenale, in estate tuttavia la proprietà dovrà dimostrare di essere maturata intervenendo per colmare le, comunque, grosse lacune che permangono nella squadra; in caso contrario l’anno prossimo sarà ancora più ostico non retrocedere, infatti Parma, Como e probabilmente Venezia, ovvero le società promosse al prossimo campionato di Serie A, sono club con alle spalle proprietari ricchi e volenterosi di rafforzare vistosamente le squadre per farle affermare stabilmente nella massima categoria; tuttavia questa è un’altra storia e nell’attesa, CHAPEAU HELLAS!

La Salernitana è una squadra piccola, piccola; i campani confermano per l’ennesima volta come la Serie B sia meritatissima mettendo in mostra una prestazione oscena, condita da ben zero tiri in porta nella prima frazione di gioco e uno solo nel secondo tempo, la squadra di Colantuono corre tanto e corre male, non si rende mai pericolosa e si limita a un possesso palla sterile e lento, il goal siglato nei minuti conclusivi non rende giustizia alla partita che ha visto i meridionali essere letteralmente annichiliti, stuprati, abusati dai veneti; il risultato doveva essere tennistico, non certo di misura.

Per la Salernitana inizia una nuova stagione, quella della serie cadetta e forse è giusto così, dispiace dirlo ma ci sono proprietà, ben più affidabili, lungimiranti, competenti e soprattutto umili, che meritano maggiormente la Serie A di quella campana, arrogante, saccente e incompetente; di conseguenza buona Serie B!

IL RACCONTO: Nel primo tempo è solo Verona, la Salernitana non scende in campo, gli scaligeri dominano con ben 12 tiri verso lo specchio della porta, il match si sostanzia sullo 0 a 2 ma lo scarto meriterebbe di essere maggiore.

Al minuto 15 Suslov si appresta a battere una punizione dalla trequarti destra del campo: prende la rincorsa e con il mancino libera la mina diretta verso la porta, Fiorillo risponde con le manone, occasione Hellas.

Al minuto 21 la Salernitana perde palla nella propria metà campo, recupera Suslov che allunga per un compagno sulla trequarti, il quale di testa serve orizzontalmente, nuovamente, il centrocampista slovacco che controlla la sfera con i piedi e dal limite calcia la saetta col mancino ed è goal, palla all’angolino sinistro, battuto Fiorillo, 1 a 0 Hellas.

Al minuto 46 Folorunsho viene servito in profondità, sulla fascia sinistra, in zona ultra offensiva, entra in area agguantando la sfera, punta il marcatore avversario, si accentra leggermente e trova spazio per il tiro, Fiorillo respinge e la retroguardia difensiva avversaria recupera.

Al minuto 47 la Salernitana perde palla in una zona velenosissima del campo, la trequarti avversaria, un giocatore dell’Hellas recupera, allunga per Noslin che dal limite appoggia in area per Lazovic, defilato sulla destra, il quale serve, un solo, Folorunsho al centro, scattato da posizione regolare, che imbuca, a un metro dalla porta, col mancino nell’angolino sinistro, tap in vincente per l’Hellas, Fiorillo KO nuovamente e 2 a 0 Verona all’intervallo.

Nella seconda frazione di gioco l’Hellas continua ad imporsi, tuttavia Candreva porta una ventata di aria fresca e aumenta, leggermente, la pericolosità dei campani; da segnalare la buona prestazione del giovane Fusco, all’esordio. Nel finale la Salernitana ridurrà lo svantaggio ma il goal sarà inutile; i meridionali portano a casa la venticinquesima sconfitta stagionale.

Al minuto 47 Suslov viene servito, da un compagno, a centrocampo, consapevole di avere un’autostrada davanti corre come una lince palla al piede, giunto sulla trequarti serve Noslin in area che avanza leggermente e, da posizione defilata, sulla destra, calcia mirando la porta, conclusione errata, palla fuori.

Al minuto 54 Cabal da centrocampo allunga per Lazovic sulla fascia sinistra, in zona ultra offensiva, il centrocampista serbo crossa al centro dell’area, trova sul secondo palo Noslin che si avventa di testa, colpisce, Fiorillo da terra compie il miracolo e salva, palla allontanata.

Al minuto 59 Basic si accentra palla al piede, dalla fascia sinistra, appoggia orizzontalmente per Candreva che, dalla trequarti, libera il siluro, occasione sfumata, palla alta.

Al minuto 79 dopo uno scambio di palla tra Lazovic e Serdar, quest’ultimo decide di servire orizzontalmente Folorunsho che da centrocampo avanza, arriva sulla trequarti e lancia la mina, la sfera incredibilmente si stampa sul palo sinistro e torna in campo, spazzata poi fuori dall’area dalla retroguardia avversaria.

Al minuto 89 Candreva si appresta a battere un corner dalla destra del campo: cross verso il centro dell’area, si crea una mischia enorme, un calciatore della Salernitana riesce a servire, grazie a una deviazione fortuita, Fusco, leggermente defilato a sinistra, che, dopo aver controllato il pallone, lo appoggia a Pierozzi, alle sue spalle, il difensore campano in prestito dalla Fiorentina libera la bomba, la palla si stampa sul palo sinistro e giunge nei piedi di Maggiore, defilato sulla destra, che a due passi dalla porta e con l’estremo difensore già battuto insacca con violenza, tap in vincente Salernitana e 1 a 2 il parziale all’Arechi.

Dopo pochi minuti l’arbitro fischia tre volte e manda tutti sotto la doccia, il Verona è matematicamente salvo, la Salernitana è sempre più ultima.

COMMENTI FINALI: Assedio totale del Verona che disintegra un’impresentabile Salernitana; il risultato finale non deve trarre in inganno, gli scaligeri hanno dominato dal primo all’ultimo minuto riducendo in poltiglia la squadra di Colantuono; non c’è paragone neanche sul piano dell’aggressività: i gialloblù hanno approcciato estremamente meglio il match, dimostrandosi più volenterosi di portarsi a casa tutta la posta in palio.

I campani sono in crisi identitaria e non sanno più dove andare a sbattere per far finire questo strazio; la venticinquesima sconfitta stagionale, i 78 goal subiti, i soli 8 punti guadagnati all’interno delle proprie mura amiche testimoniano il totale fiasco del club meridionale, nonché il pieno fallimento del progetto avviato dal Patron Iervolino. Oggi è Serie B, tra 12 mesi, con un presidente del genere, purtroppo potrebbe essere Serie C, noi vi abbiamo avvisati, chi vivrà, vedrà.

La città di Verona è, come è giusto che sia, in festa; i gialloblù hanno compiuto un miracolo al pari della vittoria, monumentale, del campionato 1985 e Marco Barone verrà di diritto inserito tra le leggende del calcio veronese.

Con questa eroica salvezza il toscano esterna la sua straordinaria valentia da coach: è semplice vincere con i grandi campioni, fortemente complesso è non far affogare una squadra disastrata, allo sbando, distrutta, povera tecnicamente e depressa mentalmente e Marco Baroni è riuscito a farlo, per giunta con soli 5 mesi di tempo a disposizione. Ora per il tecnico fiorentino si apriranno le porte delle grandi Big del calcio ma a noi romanticamente piacerebbe tantissimo che lui restasse tutta la carriera a Verona e ne facesse del club la sua fede, la sua essenza di vita, la sua causa persa per poi tra qualche anno condurlo, perché no, alla conquista del secondo storico scudetto!!!


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