STAGIONE FALLIMENTARE DELLA LAZIO, CHE AFFONDA DEFINITIVAMENTE A SAN SIRO!!!

INTRODUZIONE: Si conclude senza né vincitori né vinti la sfida programmata per Domenica 19 Maggio alle 18:00, tra Inter e Lazio, allo stadio Meazza di Milano.

Per i neo-campioni d’Italia la partita valeva come il due di coppe quando a briscola comanda bastoni, meno di zero; i nerazzurri scendono in campo con ciabatte e costume e iniziano a gustarsi una bella giornata di sole, d’altro canto l’ozio dei meneghini è totalmente meritato considerando i nove mesi precedenti in cui hanno predominato in ogni dove e in ogni quando, distruggendo ogni bersaglio capitato a tiro e umiliando sonoramente i cugini, eterni rivali.

Simone Inzaghi ha compiuto un lavoro magistrale, il ciclo triennale dell’allenatore di fede laziale ha condotto, infatti, alla conquista di molteplici trofei, dal 2021 i nerazzurri si sono accaparrati: tre Supercoppe Italiane, due Coppe Italia e lo scudetto della seconda stella, arrivando inoltre in finale di Champions nella stagione 2022/23; d’altro canto il coach piacentino è stato certamente aiutato dal Direttore Sportivo più bravo d’Italia, Beppe Marotta, colui che ha guidato la Juve verso la conquista di ben sette scudetti consecutivi e ha fatto tornare grande l’Inter, un fenomeno vero.

Per i meneghini il pareggio di Domenica contro la Lazio ha consentito loro di andare a più diciannove dal Milan, secondo; i nerazzurri, nonostante la palese sbornia post-scudetto con conseguente assenza totale di motivazioni e impegno sul piano fisico e mentale ridotto al minimo, mettono i bastoni tra le ruote alla Lazio, estromettendola matematicamente dalla corsa Champions, dimostrandosi ancora una volta squadra velenosissima da affrontare.

La Lazio affonda in Europa League, i capitolini perdono anche l’ultimo treno per l’Europa che conta e falliscono tutti gli obiettivi stagionali, la scossa che la piazza tanto auspicava con l’arrivo del sergente di ferro Igor Tudor purtroppo non c’è stata, il croato in soli due mesi da coach della Lazio ha dissipato non solo la qualificazione alla Coppa dalle Grandi Orecchie ma anche la vittoria della Coppia Italia e il successo, fondamentale per i tifosi, nel derby, contro i cugini; insomma un disastro dietro l’altro e se è vero che Sarri in sette mesi ha fatto pietà, l’ex calciatore juventino non ha sicuramente saputo risollevare il giocattolo capitolino, distrutto a monte da Lotito.

IL RACCONTO: Nel primo tempo la partita scorre sui binari dell’equilibrio, l’Inter prende in mano il pallino del gioco e attraverso un gioco corale ben affinato si rende pericolosa più volte, la Lazio riparte spesso in contropiede e manifesta una maggiore aggressività; a decidere la prima parte di gara sarà una prelibatezza di Kamada dalla distanza.

Al minuto 2 l’Inter padroneggia con maestria in mezzo al campo: Mkhitaryan allunga per Di Marco, sulla fascia sinistra, il terzino con un tocco serve alla sua destra Lautaro Martínez che accarezza la sfera quel tanto che basta per servire Thuram in area, il francese, partito da posizione regolare, scatta, agguanta la sfera e arriva a tu per tu con il portiere, calcia, Provedel dice no e devia con il piede sinistro in corner.

Al minuto 3 Kamada da centrocampo serve in profondità Castellanos, sulla fascia sinistra, in zona trequarti, il bomber argentino entra in area, punta Acerbi, si accentra rapidamente e trova un varco per il tiro ed è goal, 1 a 0 Lazio, sfera all’angolino destro e Sommer battuto; tuttavia poco dopo clamorosamente interviene il VAR, rete annullata per offside, sfortunatissimi i biancocelesti.

Al minuto 13 Kamada, da centrocampo, serve Castellanos in area, l’attaccante afferra e, seppur defilato sulla destra, calcia in porta, Sommer respinge, niente da fare.

Al minuto 27 Mkhitaryan, da centrocampo, trova un corridoio magnifico per servire Di Marco in area, che agguanta, la sposta sul destro e libera la mina, Provedel, in tuffo, salva i biancocelesti.

Sempre al minuto 27 i nerazzurri ci riprovano: Barella, dalla trequarti, appoggia orizzontalmente, alla sua sinistra, per Di Marco che calcia in porta con il mancino, Provedel sventa ancora.

Al minuto 32 Rovella corre palla al piede da centrocampo, sulla trequarti allunga per Kamada, di fronte a lui, il giapponese avanza leggermente e libera il missile e stavolta è goal, rete strepitosa, spumeggiante, eccezionale del centrocampista capitolino che insacca all’angolino sinistro, là dove Sommer non può arrivare; è 0 a 1 a San Siro.

Nella seconda frazione di gioco l’Inter alza leggermente i giri del motore, una sconfitta nel giorno della festa scudetto non se la perdonerebbe, la Lazio d’altro canto si abbassa ancor di più e prova, talvolta, a rendersi pericolosa in contropiede, nel finale i meneghini pareggeranno e porteranno a casa un punto, beffa tremenda per i capitolini che vedranno definitivamente sfumare la qualificazione alla prossima Champions League.

Al minuto 57 la palla passa rapidamente tra i piedi di: Pavard, Mkhitaryan e Darmian, quest’ultimo agguanta in area, defilato sulla destra e crossa al centro, il pallone, complice una deviazione fortuita, finisce sulla testa di Barella che, già in volo, calibra la direzione della sfera, Provedel salva ancora, partita da 8 in pagella del portiere biancoceleste.

Al minuto 58 Di Marco batte un corner dalla sinistra, palla al centro per la testa di Lautaro Martínez, l’argentino colpisce e stampa la sfera sul secondo palo, poi spinta in corner dalla retroguardia avversaria, occasione sfumata.

Al minuto 61 Gila trova un corridoio centrale per servire Vecino sulla trequarti, il quale con un numero prova a scardinare la difesa avversaria e mandare Castellanos a tu per tu con l’estremo difensore, la retroguardia nerazzurra tuttavia non si fa cogliere impreparata, il pallone torna nei piedi dell’uruguaiano che, defilato sulla sinistra, entra in area e tira col mancino, la palla esce di centimetri.

Al minuto 87 Sanchez si appresta a battere un calcio di punizione dall’estrema destra, in zona trequarti campo: crossa dolcemente sul secondo palo, Dumfries salta come un canguro e colpisce, con la capoccia, verso la porta ed è goal, pareggio Inter, sfera all’angolino sinistro e Provedel, finalmente, battuto; è 1 a 1 il parziale a San Siro.

Al minuto 94 Felipe Anderson sgattaiola palla al piede, sulla trequarti, alla ricerca di un compagno da servire in profondità; si accentra, va sull’esterno per provare a seminare Sanchez giunto a marcarlo, non trova nessun compagno libero e allora pensa al tiro dalla distanza, libera la saetta ma Barella si avventa su di lui sporcandogli immediatamente la traiettoria del tiro, la sfera viene recuperata facilmente dalla difesa nerazzurra, occasione sventata.

Qualche istante dopo il direttore di gara manda tutti sotto la doccia, è 1 a 1 al Meazza.

COMMENTI FINALI: Al termine dell’incontro il pareggio si può dire che sia probabilmente il risultato più giusto: l’Inter palesa un gioco di squadra raffinato e ben collaudato, inoltre mantiene costantemente il pallino del gioco costringendo gli avversari a rinchiudersi nella propria metà campo per gran parte del tempo, tuttavia i nerazzurri sono chiaramente in relax e la scarsa motivazione di imporsi ha permesso ai biancocelesti di passare in vantaggio e di andare a centimetri dal successo; il giro palla dei meneghini è stato eccessivamente lento per tutti e novanta i minuti e la voglia di affondare il colpo e segnare non si è mai resa evidente, insomma tanta pigrizia e braccino corto da parte dei meneghini che forse hanno la pancia troppo piena. I capitolini fanno una gara discreta: l’intensità, l’aggressività e le occasioni da goal non sono affatto mancate, tuttavia i biancocelesti non sono mai riusciti a prendere il sopravvento sui nerazzurri, rimanendo in balia delle costanti azioni pericolose avversarie, nonché ancorati a un uno a zero troppo striminzito per sperare di mettere al tappeto i padroni di casa, i due punti persi fanno malissimo ma la vittoria sarebbe stata poco meritata.

La Lazio riparte, per l’ennesima volta, dall’Europa League, la stagione dei biancocelesti è stata fallimentare in tutto e per tutto; il presidente Lotito conferma la sua inettitudine nel gestire efficacemente un club di Serie A, dopo una stupenda qualificazione in Champions e un ottimo secondo posto, ottenuti nella scorsa stagione, infatti, manda tutto in fumo vendendo il miglior giocatore della rosa e non rinforzando a dovere la squadra in estate.

Quest’anno i capitolini avevano l’onere di puntare allo scudetto ed era necessario intervenire massicciamente sul mercato, anche a costo di spendere vagonate di milioni e invece, al posto di portare a Roma top player affermati, l’attuale Senatore ha ben pensato di accontentarsi, limitandosi all’acquisto di qualche scommessina e a farne le spese è stato prima Sarri e adesso Tudor; insomma il male della società Lazio è il suo presidente stesso, che in vent’anni ha distrutto la passione e le ambizioni di tutto il popolo Laziale!


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