PAREGGIO INUTILE PER IL NAPOLI AL FRANCHI!!!

INTRODUZIONE: Si inchioda in pareggio il match apripista della trentasettesima, nonché penultima, giornata di Serie A.

A scendere in campo al Franchi di Firenze, Venerdì 17 Maggio alle ore 20:45, sono state Fiorentina e Napoli.

La sfida risulta estremamente equilibrata, le due squadre sembrano equivalersi e se dalla viola l’ottava posizione in classifica ce la si può, tranquillamente, aspettare, per i partenopei risulta apparentemente enigmatico comprendere cosa possa essere accaduto, nel giro di un solo anno solare, di così grave da condurre gli azzurri a un vertiginoso tracollo, passando da dominare in lungo e in largo l’umile campionato calcistico italiano a tribolare per raggiungere una misera e poco dignitosa, qualificazione in Conference League. Tanti attribuiranno la colpa all’addio di Giuntoli e Spalletti, sicuramente i due ex comandanti hanno a referto un contributo essenziale per il completamento perfetto del ciclo biennale, avviato da De Laurentiis nel 2021, conclusosi appunto con un bel tricolore, tuttavia a nostro parere tali assenze e sostituzioni non sono state le esclusive responsabili del deturpamento del club azzurro; riteniamo, infatti, che sia venuta a mancare la fame di vincere e di confermarsi nuovamente ad altissimi livelli da parte dei calciatori parimenti con una forte spaccatura di quella che era la vigorosa unione, lo strettissimo rapporto cameratesco legante tutti i tesserati del team campano tre volte scudettato; il responsabile principale di queste situazioni creatasi è il Patron Aurelio De Laurentiis che, come un padre padrone, ha innanzitutto voluto arroccare su di sé tutti i meriti e le conseguenti lodi del capolavoro compiuto l’anno scorso, in secondo luogo è subentrata in lui una forma limitante di accontentamento correlata a una ricerca assidua di risparmio economico che ha condotto: alla cessione di un pezzo pregiato, alla realizzazione di un mercato estivo, in entrata, economicamente e qualitativamente misero, alla concretizzazione di un mercato di riparazione invernale a zampa di gallina, al mancato rinnovo dei contratti di calciatori essenziali alla causa partenopea ed infine alla ricerca esasperata, invano, di un allenatore in cui le basse pretese economiche e l’alta capacità dialogica, mediatica e diplomatica potessero coesistere con una modernità nelle idee di gioco, una ferrata capacità motivazionale e in sintesi un’efficienza e competenza elevata nel ruolo incaricatogli, questi fattori hanno sfiduciato, disunito, demotivato e incattivito non solo la rosa in sé ma tutto l’ambiente interno dando vita a una frattura insanabile, inutile dire che i continui cambi di coach non hanno fatto altro che peggiorare la situazione di tale disastro.

La Fiorentina è in forma fisicamente e psicologicamente, il successo in semifinale di Conference ha fornito alla squadra di Italiano un benessere e una convinzione nei propri mezzi davvero rilevanti, permettendo ai viola di giocare con la testa sgombra da preoccupazioni, ansie, deliri e paure; il risultato si è visto in campo, i toscani hanno messo in difficoltà i partenopei, andando più volte vicini al successo e dimostrando di non essere affatto inferiori ai campani. Vincenzo Italiano in questi tre anni ha compiuto un lavorone, portando i fiorentini due volte in finale di Conference e una in finale di Coppa Italia, valorizzando qualitativamente la rosa e rimpolpando costantemente l’autostima, spesso carente, dei sostenitori toscani. Mercoledì i viola si giocheranno il tutto per tutto in finale contro l’Olympiakos, in caso di vittoria voleranno in Europa League e, paradossalmente, faranno un gigante regalone al Napoli che potrà così, Torino permettendo, calcare per l’ennesima volta un campo europeo internazionale, durante la prossima stagione. Come è scontato che sia, noi non possiamo che fare il tifo per il calcio italiano augurandoci che la Fiorentina compia l’impresona. Buona Fortuna!

IL RACCONTO: La prima frazione di gioco si dimostra letteralmente pazza, i campani partono forte e si impossessano del match fin dai primi minuti, la viola esce fuori alla distanza e rifila due reti agli azzurri attraverso un gioco corale eccelso.

Al minuto 7 Politano si appresta a battere un corner, dalla sinistra, verso il centro: cross morbido e testa di Rrahmani trovata, l’albanese, anticipando tutti, indirizza verso l’angolino sinistro della rete e centra il bersaglio, incredibilmente è già goal, è 0 a 1 al Franchi.

Al minuto 39 Biraghi è voglioso di battere una punizione, guadagnata sulla trequarti destra del campo, calcia, traversa e goal, punizione eccelsa del terzino italiano, la pareggia clamorosamente la Fiorentina.

Al minuto 41 Meret rinvia corto e appoggia per Rrahmani, alla sinistra del campo, l’albanese allarga per Politano, leggermente più avanzato, sull’estremità mancina, il campione d’Europa la regala a Nzola, alle sue spalle, la punta toscana entra in area, si accentra leggermente e, triplicato, calcia senza esitazione mirando l’angolino destro della porta, è rete, goal affascinante, è 1 a 1 al Franchi.

La seconda frazione di gioco vede una viola più reattiva ma i partenopei non demordono e con grinta e spirito di sacrificio agguantano, un meritato, pareggio.

Al minuto 47 Beltrán corre palla al piede sulla fascia destra di centrocampo, appoggia per Dodo, a un metro da lui, il brasiliano avanza, in zona offensiva, accentrandosi gradualmente, giunge sulla prossimità destra del limite dell’area, finge di crossare, sterza, rientra e appoggia posteriormente per Nico Gonzalez, sulla trequarti campo, l’argentino crossa direttamente verso la porta, Meret con le manone dice no.

Al minuto 56 Kvaratskhelia si incarica di battere una punizione dalla trequarti sinistra del campo, prende la rincorsa e la fionda direttamente sul sette, lato mancino, goal spettacolare, sublime, fantasmagorico del georgiano che spacca la porta e mette KO l’incolpevole Terracciano, è 2 a 2 a Firenze.

Al minuto 62 Mazzocchi corre palla al piede sulla fascia destra, in zona offensiva trova un fantastico corridoio orizzontale e lo sfrutta, Kvaratskhelia compie la seconda magia di giornata e con un velo, dal limite destro dell’area, fa proseguire l’avanzata funambolica del pallone, sfera al centro dell’area agguantata da Politano che calcia di prima intenzione col mancino, palo destro pieno, palla di nuovo in campo l’ala georgiana prova ad agganciare, niente da fare, occasione sprecata.

Al minuto 75 Terracciano si riscopre Babbo Natale e regala la sfera a Politano che, in zona ultra offensiva, inizia a correre palla al piede, sulla fascia destra; si accentra gradualmente ed entra in area attraverso una serie di finte, simula di andare esternamente, al suo marcatore, decide al contrario improvvisamente di tirare, seppur defilato a destra, fa partire il mancino, Terracciano dice no e devia in corner.

Al minuto 76 Raspadori batte un angolo, dalla destra, verso il centro: Rrahmani agguanta, indirizza ma non coclude efficacemente, sfera troppo alta e sbilenca.

Al minuto 79 Nico Gonzalez, dalla fascia destra, improvvisamente si accentra palla al piede, trova un corridoio verticale e prova a servire Belotti, il gallo prima di afferrare cade a terra, l’arbitro fischia e concede il penalty, richiamato dal VAR va al monitor a visionare a rallentatore l’azione, cambia idea, rigore annullato, si resta sul 2 a 2.

Al minuto 93 Rrahmani crossa, dalla difesa, in profondità, Bonaventura liscia in pieno, la sfera avanza e viene guadagnata da Anguissa, che si avventa palla al piede, dal limite destro dell’area, vede Raspadori, al centro dell’area, avvicinarsi, lo serve, il campione d’Europa si defila leggermente e tira all’improvviso, il pallone attraversa, nel mezzo, le gambe del marcatore avversario ed esce, mancando il palo sinistro per pochi centimetri.

Al minuto 96 l’arbitro fischia tre volte e manda tutti negli spogliatoi, è parità al Franchi di Firenze, 2 a 2.

COMMENTI FINALI: Il pareggio non accontenta nessuno: la viola doveva e poteva vincere per qualificarsi matematicamente, almeno, alla terza competizione europea per ordine di importanza, per il Napoli era essenziale vincere per rilanciarsi e provare a credere all’ottavo posto, il risultato di parità crea, invece, un limbo particolarmente curioso in cui ad approfittarne è il Torino che a sorpresa, Atalanta permettendo, potrebbe addirittura chiudere la maratona calcistica più importante d’Italia davanti alle due compagini protagoniste della sfida citata, piazzamento prezioso per i granata che sperano ancora di qualificarsi ad una coppa europea.

La squadra di Italiano complessivamente è riuscita ad affrontare la partita con uno spirito e una forza di volontà maggiore, la viola ha più volte messo sotto assedio il Napoli. I partenopei hanno, al contrario, alternato sprazzi di tecnica sopraffina e agonismo elevato a cali preoccupanti di concentrazione, non è uno scandalo, di conseguenza, affermare che Italiano ha sopraffatto Calzona, mister che si sta rivelando ampiamente inadeguato per il club azzurro.

I partenopei chiuderanno il campionato in casa con il Lecce e presumibilmente, considerando lo stato vacanziero dei salentini, a 55 punti, ovvero a 35 punti in meno rispetto all’anno scorso, peggio di così siamo convinti che neanche nei peggiori incubi, dei tifosi campani, sarebbe potuta andare la stagione successiva a quella del tricolore; la Conference League sembra a questo punto molto ostica da raggiungere sul campo per i partenopei, i quali devono quindi aggrapparsi alla vittoria della Fiorentina contro L’Olympiakos che garantirebbe loro, Torino permettendo, di accedere all’Europa; tuttavia sarebbe la dimostrazione che De Laurentiis ha dei santi in paradiso, che gli permettono, immeritatamente, di cadere sempre in piedi.

La Fiorentina è in ottima forma e al Franchi esterna tutta la sua grinta e qualità sopraffina; la finalissima di Mercoledì sarà fondamentale, vinta quella potrebbe anche decidere di scendere in campo in ciabatte nelle ultime due sfide di campionato rimanenti, in caso di sconfitta invece la situazione si complica e rischierebbe fortemente di subire la beffa greca e piemontese/campana in un colpo solo vedendosi sfuggire in poco più di 270 minuti ben due competizioni europee per l’anno venturo, trasformando la stagione da discretamente buona a tremendamente disastrosa!


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