
INTRODUZIONE: La Dea continua la sua cavalcata inarrestabile sbancando anche lo stadio Via Del Mare di Lecce.
Il match a cui facciamo riferimento è, ovviamente, quello andato in scena Sabato 18 Maggio alle 18:00, tra Lecce e Atalanta.
La squadra di Gasperini cucina e intavola un’altra prestazione da incorniciare: i nerazzurri partono in realtà, apparentemente, con il freno a mano tirato, tuttavia escono ottimamente alla distanza, prendendo le misure a un modesto e scarsamente affamato Lecce e se nel primo tempo i salentini si sono resi pericolosi con qualche contropiede di troppo, nella seconda frazione di gioco Scamacca e compagni hanno bloccato ogni tipo di ripartenza e, una volta trovati i due goal della vittoria, sono riusciti a gestire e a tenere totalmente sotto controllo il match, dosando l’agonismo, la qualità tecnica e la rapidità di palleggio a seconda delle fasi della sfida. I nerazzurri si aggrappano nuovamente a De Ketelaere, l’ex Milan infatti avvia un contropiede sopraffino e insaccando toglie, per la seconda volta consecutiva in campionato, le castagne dal fuoco a Gasperini e Percassi.
Il Lecce è ormai senza obiettivi, dopo aver donato tre punti d’oro all’Udinese, fa lo stesso con la Dea; la squadra di Gotti a onor del vero mette in atto un atteggiamento, uno spirito di sacrificio migliore rispetto al match indecente di Lunedì scorso, i salentini, soprattutto nel primo tempo, provano più volte a ripartire rapidamente mettendo KO Musso, tuttavia l’estrema tranquillità e spensieratezza con cui i giallorossi sono scesi in campo li ha condotti, in seguito al primo goal subito, ad alzare precocemente bandiera bianca e ad arrendersi senza lottare, da qui ne nasce un sonoro e meritatissimo 2 a 0.
I Bergamaschi con questa ipoteca sono matematicamente in Champions League, stagione da incorniciare quella di Pasalic e compagni che, nel giro di sei giorni, scalvacano, salutano e seminano la competitor Roma e addirittura mettono nel mirino un ipotetico terzo posto.
Mercoledì i lombardi avranno il piatto grosso da giocarsi, la finale di Europa League e in caso di vittoria si andrà a chiudere un cerchio meraviglioso iniziato in quell’anonimo 2016/17 e durato, addirittura, 8 anni; percorso che ha visto la Dea affermarsi come Big italiana ed europea, dominando sul piano del gioco prima ancora di quello dei risultati; in caso di sconfitta, al contrario, rimarremo tutti nella consapevolezza, già attuale, che la spettacolarità del ciclo bergamasco sia superflua, effimera e vana, la dura legge dello sport più bello del mondo dice che l’importante è vincere trofei, non far bagnare gli amanti del calcio champagne!
IL RACCONTO: Nei primi quarantacinque minuti la Dea prova più volte a concludere e centrare la rete, d’altro canto il Lecce sfrutta a proprio favore l’eccessiva foga dei bergamaschi e avvia dei velenosissimi contropiedi, il match tuttavia non si schioda dallo 0 a 0.
Al minuto 6 Scamacca dalla trequarti appoggia per Toure alla sua destra, leggermente avanzato, l’attaccante nerazzurro procede in avanti palla al piede, si accentra, finge il tiro dal limite, trova invece un sentiero stretto, stretto per servire Pasalic, difesa fregata, grazie a una finta di un compagno bergamasco alle spalle del centrocampista atalantino numero 8 e sfera nei piedi di quest’ultimo, a due metri dalla porta, il quale calcia ma un ravveduto Falcone esce, si immola sul pallone e devia, occasione sventata.
Al minuto 8 Gallo, dalla fascia sinistra di centrocampo, fa partire un cross morbido verso l’area, un rapace Piccoli si avventa e libera la saetta di prima intenzione, Musso blocca in due tempi.
Al minuto 9 Krstovic dalla fascia sinistra di centrocampo vede un corridoio e lo sfrutta per servire, in area, un funambolico Piccoli, l’attaccante giallorosso si fionda, riceve e calcia, Musso dice no, un’altra volta.
Al minuto 17 Pasalic, da centrocampo, serve sulla trequarti Mirancuk, il russo appoggia orizzontalmente per Scamacca che libera il siluro, Falcone respinge, palla spazzata via dalla difesa.
Al minuto 38 Scamacca, dalla trequarti destra del campo, cambia gioco e serve Zappacosta sulla fascia sinistra offensiva, l’ex Toro si accentra puntando il suo marcatore, entra in area, va sull’esterno e prova a calciare, tiro respinto in scivolata dall’avversario giallorosso in marcatura, sfera di nuovo nei suoi piedi, decide quindi di liberare la bomba, palla deviata che si alza ed esce fuori dal campo.
Nella seconda frazione di gioco la Dea appare ancora più convinta e motivata; riesce, in maniera fortuita, a trovare il goal del vantaggio, raddoppia poco dopo, in seguito addormenterà il risultato e porterà a casa l’intera pagnotta.
Al minuto 46 González, dalla fascia destra di centrocampo, serve in profondità la sfera per Piccoli, che agguanta sulla trequarti destra, l’attaccante italiano corre palla al piede entrando in area, vede al centro Krstovic, riesce a trovare un corridoio e gli mette la palla nei piedi, il montenegrino calcia alle stelle, occasione sprecata.
Al minuto 47 Venuti, dalla fascia destra, crossa al centro dell’area, ingolfata di calciatori giallorossi, Scalvini però intercetta e spazza con violenza, sfera recuperata da Scamacca all’estrema sinistra del campo, il nazionale azzurro la controlla e la indirizza nei pressi del centrocampo, pescando un rapace De Ketelaere che si avventa, partendo da posizione regolare, da ultimo uomo, sul pallone e inizia a correre palla al piede, Gallo lo insegue ma non lo ostacola efficacemente, il belga entra in area e libera il pallonetto, Falcone, uscito, tocca ma non sventa, la sfera si insacca in rete, è 0 a 1 al Via Del Mare.
Al minuto 52 la Dea batte un corner dalla destra: cross morbido verso il centro, Scamacca anticipa Falcone di testa e, dopo due rimbalzi, la palla entra in rete, è raddoppio per i bergamaschi.
Al minuto 55 altro angolo dalla destra per i nerazzurri e di nuovo palla morbida al centro dell’area, Hien salta in volo con forza, anticipa tutti e direziona verso la porta, conclusione fuori misura.
Al minuto 85 Piccoli si appresta a battere una punizione dalla trequarti campo, parte con il destro ed è palo sinistro pieno, sfera che torna in campo e vien spazzata via, vicinissimo il Lecce al goal della bandiera.
Terminato il recupero concordato, l’arbitro fischia tre volte e dice che basta così, si conclude 0 a 2 a Lecce.
COMMENTI FINALI: La Dea vince con pieno merito, i tre punti erano fondamentali per riprendersi dalla batosta di Roma, contro la Juventus e per spegnere definitivamente le, ormai fioche, speranze di 5 posto, da parte dei due club capitolini inseguitrici. Il Lecce perde ma la salvezza è già raggiunta, nota di merito per Piccoli che fa il diavolo a quattro, mettendo più volte in difficoltà la retroguardia lombarda.
Per la squadra di Gotti, già in relax, sarebbe stato opportuno concludere l’ultima sfida casalinga con un successo, tuttavia i giallorossi hanno palesato in tutto e per tutto come per loro bastasse la riconferma in Serie A e nulla più; i salentini a tratti sono stati anche pericolosi ma la verve è comunque sembrata insufficiente e la fragilità mentale pure, in poche parole ci si aspettava una risposta dai giallorossi, dopo l’ultima debacle casalinga, che purtroppo non è arrivata.
I nerazzurri in campionato sanno solo vincere e convincere; mettendo in cascina la quinta vittoria consecutiva prendono il pass Champions League 2024/25 ed esternano completamente la loro possanza e grandiosità, i giganti di Bergamo li dovremmo chiamare. La finale di Dublino vedrà scontrarsi due tra le squadre europee più in forma di questo periodo: noi siamo convinti che la Dea ha la qualità tecnica e lo straripamento fisico tale per disintegrare, una volta per tutte, quegli arroganti calciatori del Bayer Leverkusen; GOOD LUCK!
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