
INTRODUZIONE: Partita emozionante quella che ha contrapposto l’Atalanta fiabesca alla Roma schiaccia tutto, andata in scena Domenica 12 Maggio alle 20:45, al Gewiss Stadium di Bergamo.
La squadra di Gasperini ipoteca una vittoria di platino che consente ai nerazzurri di continuare a volare, la Dea infatti non si sta fermando più, l’unica parola che conosce è vincere e lo fa ogni domenica, su ogni campo, in campionato. I bergamaschi mostrano una prestanza fisica eccellente e un benessere psicologico magistrale, il match domenicale casalingo è stato dominato in tutto e per tutto da Scamacca e compagni, che hanno preso a pallonate un’infausta Roma o meglio rometta, in quanto i giallorossi sono stati strapazzati senza se e senza ma dai mostri lombardi, subendo una pesante umiliazione. La Champions per i nerazzurri è ormai molto vicina, la partita contro la Fiorentina da recuperare il 2 Giugno potrebbe addirittura essere inutile ai fini della matematica certezza, di conseguenza solo i complimenti vanno fatti a un club che, nato provinciale, per l’ennesima volta si palesa una grande big del calcio, nostrano, nazionale ed europeo. D’altronde il lavoro eccelso fatto da Gasperini in questi anni lo conosciamo, quello che invece è meno noto è l’apporto significativo del direttore sportivo precedente, Giovanni Sartori ma soprattutto di quello attuale, Tony D’Amico che, dopo aver costruito le fondamenta di un bellissimo Hellas Verona, è riuscito a ristrutturare la Dea, sommamente in pericolo dopo l’abbandono, ingeneroso ma, per onor di cronaca va detto, di comune accordo con la proprietà, dell’attuale Ds del Bologna. Insomma l’Atalanta è tanto bella quanto forte e continua per l’ottavo anno consecutivo a far innamorare un’intera, meravigliosa, città.
La Roma sta vertiginosamente crollando, i giallorossi dopo la sconfitta di andata contro il Bayer Leverkusen sono caduti in un vortice burrascoso e soprattutto tremendamente preoccupante, De Rossi non sembra più avere il pieno controllo della squadra e i calciatori hanno ripreso la loro spocchia e il rilevante nervosismo, caratteristiche tipiche, caratterizzanti la gestione mourinhana. Il match affrontato dai capitolini è parso mal preparato dal tecnico campione del mondo 2006 e la squadra mostra evidenti segni di stanchezza e flessione mentale; i romani hanno alternato, nel corso della sfida, momenti di genialità assoluta contornati da giocate eccezionali, a fasi di spossatezza e scarsa concentrazione, pecca ancor più grave la rosa sembra dipendere totalmente da Dybala, la sua assenza inficia negativamente le prestazioni e i risultati del club capitolino, conducendolo inesorabilmente, ogni volta, alla sconfitta e purtroppo su questo non c’è De Rossi, Mourinho o Superman che tengano.
Ci auspichiamo che questa estate la proprietà, in sinergia col prossimo futuro direttore sportivo, crei le basi per aprire un nuovo ciclo, triennale, questa volta però vincente, la città di Roma ha bisogno di tornare sul tetto d’Italia, d’Europa e del mondo e, con un presidente come Lotito sull’altra sponda del Tevere, solo la Roma può far tornare a risplendere, dal lato calcistico, la patria di Romolo e Remo.
IL RACCONTO: Il primo tempo è un dominio bergamasco, i lombardi prendono a pallonate e disintegrano i poveri malcapitati avversari.
Al terzo minuto Koopmeiners batte un corner dalla destra del campo, verso il centro, Lukaku si riscopre nerazzurro e, per giunta con il braccio, cerca l’angolino destro della rete, Svilar per fortuna non si fa fregare e respinge con i pugni, sfera che colpisce il primo palo e si ferma esattamente nella riga di fondo, Scamacca si avventa calcia ma Paredes dice no e butta alle stelle.
Al 17 minuto parte Pasalic palla al piede dalla propria metà campo, allunga per Scamacca, alla sua sinistra, a centrocampo, la punta azzurra vede De Ketelaere e lo serve sulla trequarti sinistra, il belga entra in area, finge di andare sul fondo, rientra con il destro accentrandosi e trovato un varco conclude verso la porta, incredibilmente è goal, 1 a 0 Dea, sfera all’angolino destro della rete, battuto Superman Svilar.
Al 19 minuto Ederson dalla fascia sinistra di centrocampo appoggia leggermente in avanti per Koopmeiners, l’olandese si allea con Scamacca, i due realizzano un meraviglioso triangolo che mette, in area, il primo a tu per tu con l’estremo difensore, il furbo trequartista vede il belga ex-Milan solo al centro dell’area e gliela appoggia con soddisfazione, De Ketelaere tira e raddoppia, è dominio Dea, 2 a 0 al Gewiss Stadium.
Al 36 minuto Hateboer dalla fascia destra di centrocampo appoggia dentro per De Ketelaere, il belga punta Ndicka, prova a saltarlo, non riesce e allora entra in area dall’esterno, arriva sul fondo e con raffinatezza tira, palo interno e palla nuovamente in campo, occasione sprecata.
Al 37 minuto ci prova Ruggeri, dalla fascia sinistra, giunto sul fondo, con un cross morbido in area, Hateboer colpisce con la capoccia, Svilar si tuffa e sventa, ancora occasione Dea.
Al 43 minuto Koopmeiners batte una punizione dalla trequarti, palo destro pieno e palla che rientra nel terreno di gioco, secondo legno per i nerazzurri.
Nel secondo tempo i giallorossi entrano in campo, finalmente, più motivati e aggressivi, l’Atalanta verrà messa sotto ma riuscirà comunque a gestire e ad essere pericolosa attraverso ripartenze offensive.
Al 62 minuto Pasalic dalla trequarti appoggia per Lookman in area, il nigeriano restituisce al croato con un passaggio orizzontale, geometricamente perfetto, quest’ultimo tira la saetta, Svilar respinge e manda in angolo, niente da fare.
Al 63 minuto Lukaku dal limite, servito da un compagno leggermente dietro a lui, fa una magia e, di tacco, manda Abraham a un metro dalla porta, seppur leggermente defilato a destra, l’inglese calcia alle stelle ma viene contemporaneamente falciato da De Roon, calcio di rigore netto. Pellegrini parte con tanto di rincorsa, tira dagli undici metri e distrugge la porta, Carnesecchi la vede, la sente ma non la prende, è 2 a 1 al Gewiss Stadium.
Al 76 minuto Angelino riceve la sfera nei piedi, sulla fascia sinistra, da un compagno alla sua destra che allunga e allarga il gioco, lo spagnolo scova un corridoio orizzontale e regala l’occasione da goal a Pellegrini che, solo, dal limite calcia di piatto, Carnesecchi si tuffa e devia, occasione sfumata.
All’82 minuto El Shaarawy, dalla fascia destra di centrocampo, va dentro e serve Abraham, l’inglese corre palla al piede come se dovesse andare in bagno urgentemente e dalla trequarti cambia gioco e pesca in area, defilato sulla sinistra, Lukaku, la punta belga stoppa il pallone e calcia di forza, Carnesecchi blocca con nonchalance.
Al 92 minuto Koopmeiners si riscopre ladro e ruba palla a un ingenuo e molle Pellegrini, l’olandese inizia a correre palla al piede, a zig zag, da centrocampo, giunto in area allarga per Lookman, sempre in area ma defilato a sinistra, il nigeriano si mette a schernire la difesa giallorossa e, fingendo una conclusione, torna centralmente da Koopmeiners con il mancino, il trequartista bergamasco agguanta e, di prima intenzione, mira la porta con il destro, sfera fuori di un soffio, sfortunatissima la squadra lombarda. Dopo qualche altro minutino, l’arbitro Guida, di Torre Annunziata, dice che basta così e manda tutti sotto la doccia.
COMMENTI FINALI: La Dea si impadronisce del match fin dal primo minuto: il primo tempo è una vera e propria supremazia nerazzurra, i bergamaschi fanno quello che vogliono e sotterrano un’umile Roma. La seconda frazione di gioco si mostra più equilibrata ma i giallorossi, tolto il rigore, non danno mai l’impressione di voler e poter fare goal, Gasperini la prepara alla perfezione, De Rossi al contrario la interpreta erroneamente e i nerazzurri ipotecano la sfida Champions.
Persa la finale di Coppa Italia, per la squadra lombarda rimangono due obiettivi fondamentali da centrare: l’obbligatoria e ormai raggiunta, qualificazione alla Coppa dalle Grandi Orecchie ma soprattutto la vittoria dell’Europa League, i nerazzurri hanno l’onere di impossessarsi di un trofeo, riteniamo sia inammissibile che in otto anni di dominio totale, nel gioco e nei risultati, non siano riusciti a vincere nemmeno la coppa Birra Moretti, il Gasp nazionale deve esternare la sua immensa bravura trionfando nella finale della seconda competizione europea per ordine di importanza, solo se distruggerà quegli arroganti calciatori tedeschi allora potrà beneficiare del rispetto e della stima di tutta Italia, in caso contrario continuerà ad essere un piccolo perdente con la sindrome di napoleone.
La Roma ha bisogno di uno psicologo, i calciatori giallorossi è tutto l’anno che navigano tra alti e bassi e così non va bene, si dava la colpa a Mourinho e fin lì siamo tutti d’accordo, il portoghese era una vera e propria palla al piede, tuttavia anche De Rossi sta iniziando a franare proprio sul più bello, frantumando, nuovamente, i mastodontici desideri di una piazza tanto bella quanto casinista e caciarona. Rimangono due partite per smentire i molteplici detrattori, scettici e gufi che invadono la nostra penisola, due soli match per cambiare il corso del destino, 180 minuti per affiorare e aggrapparsi alla nave Champions League o al contrario per naufragare, affondare, sotterrare e ricominciare, per l’ennesima volta, dal fondo del precipizio, pur in ogni caso con una speranza immutabile nel cuore, legante tesserati e tifosi, quella di ricreare un 17 Giugno 2001!!!
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