
INTRODUZIONE: Clamorosamente la Juve si ferma ancora; no, non è un pesce d’Aprile in forte ritardo ma la dura e cruda realtà, la squadra di Max Allegri viene bloccata per l’ennesima volta, quest’ultima però è più umiliante e vergognosa delle altre, già perché a inchiodare nel pareggio i piemontesi ci hanno pensato i campani di Salerno, gli ultimi classificati. La sfida a cui stiamo facendo riferimento è, ovviamente, quella andata in scena Domenica 12 Maggio alle 18:00, all’Allianz Stadium di Torino.
Salernitana di Colantuono che, una volta ottenuta la retrocessione matematica alla serie cadetta per l’anno venturo, sorprendentemente ha ripreso ad essere una squadra di calcio, incasellando una serie di prestazioni di tutto rispetto, da un punto di vista fisico-agonistico ma soprattutto qualitativamente tecnico e così dopo essere stata ad un passo dal pareggio casalingo contro la Dea la scorsa settimana, in questo weekend va a Torino e fornisce una prova di caratura eccezionale, meritando, ai punti, il pareggio contro il club più importante d’Italia, per giunta nello stadio più ostico del nostro campionato. Colantuono sta facendo un lavoro strepitoso, la squadra campana sulla carta è qualitativamente discreta e vedendo le ultime prestazioni non meriterebbe affatto di retrocedere, purtroppo i due allenatori precedenti, Pippo Inzaghi e Liverani, hanno distrutto fisicamente e psicologicamente una rosa che non meritava affatto la retrocessione, se in più ci aggiungiamo un ex direttore sportivo, Morgan De Sanctis, sostituito a Febbraio, palesemente impreparato e incapace di rivestire efficacemente il ruolo affidatogli e consideriamo l’estrema arroganza, saccenza e presunzione, del Presidente, contornate al tempo stesso da un’elevata ignoranza in termini calcistici e una scarsa e poco lungimirante visione imprenditoriale, il quadro che ne esce è quello di un club guidato e gestito con i piedi, in mano a un proprietario inaffidabile che spesso e volentieri si è circondato di professionisti poco raccomandabili e totalmente incapaci, che hanno condotto a picco la società campana, che dovrà ripartire dalla Serie B.
Per fortuna il ritorno, in questa sessione invernale, di un direttore sportivo coi controfiocchi e con le palle quadrate come Walter Sabatini e la decisione di affidare nuovamente la guida della rosa a un esperto ed estremamente abile Colantuono sta permettendo ai tifosi locali di intravedere qualche piccolo spiraglio di luce all’orizzonte, ancor più suffragato dalle ultime notizie che vedono Iervolino sulla via della cessione; insomma le speranze di riprendere a sognare in quel di Salerno ci sono e azzardiamo a dire che sono grosse, inoltre una bella retrocessione in Serie B non può che fare bene a una piazza non abituata a stazionare ad alti livelli, che rischia altrimenti di montarsi la testa e sopravvalutare quella che è la storia, nonché la dimensione del proprio club del cuore.
La Juve purtroppo è allo sbando: le zebre sono state, in primis, distrutte dalla FIGC, che con i suoi regolamenti e relativi provvedimenti disciplinari pare sempre più meschina, ai limiti del bullismo ma soprattutto profondamente ipocrita; il sistema calcio nazionale ha voluto distruggere la Juve, parliamoci chiaro, un club che vinceva da nove anni consecutivi, tutto e con tutti, dava estremamente fastidio in quanto stava portando a una svalutazione drastica del prodotto Serie A, correlata alla relativa diminuzione, inesorabile, di appeal.
Certamente la società bianconera si è fatta in parte male con le proprie mani: la perdita del miglior direttore sportivo italiano, Beppe Marotta, unita a un acquisto, Cristiano Ronaldo, estremamente sproporzionato e sconveniente, considerando il rapporto costi/benefici, il tutto contornato dalla fine inevitabile di un ciclo che ha condotto verso la via d’uscita molteplici senatori fondamentali, ancor prima che in campo, per trasmettere con autorevolezza i valori e i principi del team più vincente del nostro campionato e a tutto questo aggiungiamo e mettiamo a referto gli errorini societari consistenti in plusvalenze aggiustate ad hoc e falso in bilancio, a nostro parere non così gravi da far compromettere, con l’esclusione dalle coppe europee, un’intera stagione al club più importante d’Italia, come invece purtroppo è stato, si forma un quadro che esplica pienamente il lento declino dei bianconeri; infine ultimo fattore rilevante non citato che ha condotto al disastro è stato il ritorno di Max Allegri, allenatore a nostro parere sottovalutato da una gran parte di individui che, per invidia, non riconoscono i suoi grandissimi meriti di coach, ben espressi con la conquista di 6 scudetti, due finali di Champions League, una semifinale di Europa League e molteplici Coppe Italia e Supercoppe Italiane ma che, essendo una minestra riscaldata e soprattutto avendo tutto da perdere e nulla da guadagnare, non avrebbe senz’altro fatto bene anzi avrebbe giganticamente toppato.
Mancano solo due match al termine della stagione e ora, dopo qualche critica meritata, anche per i bianconeri è il momento delle lodi, già perché la squadra di Max, che andrà via a Giugno probabilmente, è riuscita a centrare una clamorosa qualificazione in Champions, un bellissimo traguardo se consideriamo i tanti giovani interessanti, Yildiz in primis, lanciati dall’allenatore livornese amante dei cavalli. Quindi Chapeau Juve per la tredicesima qualificazione in Champions consecutiva, sul campo.
IL RACCONTO: La partita sorprendentemente prende un binario di totale imprevedibilità, la Salernitana gioca e vuole, addirittura, vincere.
Al 7 minuto è subito Juve: Cambiaso corre palla al piede dalla fascia destra di centrocampo, accentrandosi gradualmente, sulla trequarti appoggia per Vlahovic, alla sua sinistra, di fianco a lui, il serbo senza pensarci due volte sgancia la bomba, conclusione clamorosamente non entrata, l’estremo difensore ci arriva con la punta delle dita, poi traversa piena, riga e rientro in campo della sfera, sventata immediatamente in corner; sfortunatissimi i bianconeri sotto la pioggia battente di Torino.
Al 26 minuto la Salernitana si scopre squadra di calcio: corner dalla destra battuto sul primo palo, sfera agguantata da Pierozzi che di testa mira l’angolino destro della rete e incredibilmente riesce nell’intento, è 0 a 1 allo Stadium, inutile il tentativo di respinta, tardivo, del portiere polacco, il pallone è entrato tutto.
Al 31 minuto Sambia si appresta a battere una punizione sulla trequarti campo: tiro centrale, agguantato con nonchalance da Szczesny, occasione sprecata.
Al 35 minuto viene avviato un bellissimo e rapidissimo contropiede da parte dei campani, Ikwuemesi viene servito, da un compagno sulla fascia destra in zona offensiva, sulla trequarti campo e inizia a correre funambolicamente palla al piede verso la porta, entra in area e a tu per tu con il portiere, uscito per sventare, allunga la sfera per provare a smarcare anche l’estremo difensore e raddoppiare, Szczesny però compie il miracolo e intercetta il pallone, prima di frenare sulla punta nigeriana, è corner, monumentale il portiere ex Roma.
Al 42 minuto Locatelli, da centrocampo, appoggia per Cambiaso sulla trequarti, l’ex Bologna fa partire la mina, palo esterno e palla fuori. Termina senza più brio la prima frazione di gioco.
Il secondo tempo vede una Juve aggressiva alla ricerca del pareggio, tuttavia la squadra campana ha proprio voglia di metter i bastoni tra le ruote al club trentotto volte, sul campo, campione d’Italia e dà l’anima per sventare le occasioni avversarie e trovare il goal del raddoppio.
Al 58 minuto un flemmatico Coulibaly perde l’attimo per tirare in rete dalla trequarti, venendo di conseguenza immediatamente triplicato, Rabiot ottiene il possesso e dà avvio a uno strepitoso contropiede Juve, servendo Chiesa, anteriormente a lui di un metro, che scatta rapidamente come fosse una lepre e avesse intravisto alle sue spalle un cacciatore armato di fucile, il campione d’Europa semina tutto e tutti e, superata la metà di centrocampo, serve in profondità Vlahovic, partito in posizione regolare, il serbo anticipa il suo marcatore, agguanta la sfera in area e calcia alla sinistra dell’estremo difensore, uscito per sventare, mirando l’angolino sinistro della rete, il pallone esce di un soffio ma la Juve c’è e vuole riaprire il match.
Al 79 minuto Yildiz dalla trequarti inizia a correre palla al piede, entra in area, sterza, rientra sul destro e, defilato all’estrema sinistra, crossa al centro per la capoccia di Milik che afferra ed indirizza in porta, Fiorello c’è e respinge in angolo.
All’87 minuto Miretti ruba palla a centrocampo a un avversario e pone fine al contropiede, potenzialmente letale, avviato, avanza lentamente, finge di servire in area un compagno ma al contrario si accentra, sulla trequarti e fa partire la bomba, incredibilmente il pallone si stampa nuovamente sulla traversa, poi sulla riga ed infine rientra in campo; respinta di un avversario, dagli undici metri, di testa e assist regalo, sempre in area, per Federico Chiesa che, defilato sulla destra, controlla con il petto la sfera allungandola in avanti, prova ad agganciare e mandare al bar il marcatore avversario con una bella sterzata a rientrare ma il tentativo va a vuoto e la palla viene depositata in corner, niente da fare, terzo legno per la squadra bianconera, che iella.
Al 91 minuto Iling-Junior batte un corner, dalla sinistra, verso il primo palo, Locatelli si riscopre mago e con una prodezza celestiale, tacco di prima intenzione, dirige la sfera verso il secondo palo, Rabiot si immola, con tanto di scivolata e mette, finalmente, in rete, è il pareggio più meritato della storia, è 1 a 1 allo Stadium.
Al 95 minuto Rabiot, in zona ultra offensiva, fa partire, dalla fascia sinistra, il cross morbido al centro dell’area piccola, pallone sventato di testa e sfera che giunge sui piedi di Miretti, sulla trequarti, che sgancia senza pietà la mina, conclusione decisamente fuori misura.
Al 97 minuto la Juve è, erroneamente, troppo in avanti, alla ricerca del raddoppio, la Salernitana ne approfitta e riparte con un velenosissimo contropiede, Kastanos inizia a correre palla al piede, sulla fascia sinistra, accentrandosi gradualmente, dalla trequarti serve Basic in area, l’ex Lazio, tutto solo, rientra sul mancino e prova il tiro a giro verso il sette, palla alta sopra la traversa di centimetri, occasionissima Salernitana. Terminata questa azione l’arbitro metterà il fischietto in bocca e manderà tutti sotto la doccia, è pareggio all’Allianz Stadium di Torino.
COMMENTI FINALI: Pareggio tutto sommato giusto, la Juve ha dominato per buona parte del secondo tempo e ha centrato ben tre legni, tuttavia la squadra di Allegri ha sofferto la vivacità della squadra campana e ha rischiato più volte di subire il raddoppio prima e poi, sull’1 a 1, il pesante goal, all’ultimo istante, del KO.
Tutto è bene quel che finisce bene, la Juve rimane imbattuta per la sesta volta consecutiva in campionato e la Salernitana può andare in Serie B con la consapevolezza di aver onorato la massima competizione calcistica, nazionale, fino alla fine.
La squadra di Colantuono ha messo l’anima in campo e ha strappato uno storico pareggio in uno stadio che, molto probabilmente, non rivedrà per parecchio tempo, ora testa all’ultima partita casalinga contro il Verona, l’obiettivo deve essere quello di trascinare gli scaligeri nella serie cadetta; ci piacerebbe tanto inoltre che lo stadio fosse tutto esaurito, è facile riempire le tribune quando la squadra vince tutte le domeniche, più ostico è presentarsi ai match e intonare cori a sostegno dei propri beniamini quando il club del cuore è già condannato alla retrocessione, siamo convinti che riempire l’Arechi sarebbe un bellissimo spot per il nostro calcio e un messaggio dimostrativo di come l’amore per il proprio team vada oltre i, superficiali ed effimeri, risultati, perché di fronte alla fede, non c’è retrocessione che tenga.
La Juve in campionato è morta da tempo, da anni ormai; la patata bollente quest’estate passerà tutta nelle mani di Giuntoli che, esonerando Allegri, non avrà più alibi, spetterà a lui, in sinergia con la società, trovare un nuovo allenatore che possa far risorgere dalle ceneri la squadra bianconera, fondamentale sarà anche il mercato estivo: l’individuazione e il tesseramento di ottimi prospetti, possibilmente giovani e a basso prezzo, permetterebbe di creare un gruppo potenzialmente coeso e preparato per andare a vincere nuovamente il tricolore già nell’anno venturo, il vero obiettivo, come è giusto che sia, della squadra più titolata d’Italia.
Fondamentale è entrare nell’ottica che per costruire un team vincente non sono necessari grandi capitali ma un ottimo settore giovanile, un bravissimo direttore sportivo, un allenatore con idee di gioco moderne e soprattutto una società che non abbia paura di fare plusvalenze anzi le ricerchi per poi reinvestire gli introiti guadagnati nel rafforzamento della rosa, vedasi Bologna e Atalanta che con due spicci sono riusciti a costruire due grandissime squadre.
Intanto, questa sera ci sarà la finalissima di Coppa Italia e i bianconeri sono ad un passo dalla vittoria dell’ennesima coppa nazionale e Max è a pochi centimetri dalla conquista di un altro, ulteriore, trofeo in carriera, Atalanta permettendo.
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