IL TORO VINCE E INIZIA A SENTIRE ODORE DI EUROPA!!!

INTRODUZIONE: Torna a vincere dopo più di un mese il Torino nella bella sfida andata in scena Domenica 12 Maggio alle 15:00, tra, appunto, i piemontesi di Juric e l’Hellas di Marco Baroni, allo Stadio Bentegodi di Verona.

I granata mettono in cascina un successo estremamente importante che permette loro di credere nel sogno Europa; la squadra di Juric obiettivamente non meritava la vittoria, il pareggio era probabilmente il risultato più giusto, tuttavia i piemontesi riescono ad imporsi grazie a una grande tenacia e a una perseveranza convinta, messe in mostra nell’ultimo quarto d’ora di partita e in generale alle loro qualità tecniche superiori e a un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Con questa vittoria la Conference League non è più tanto lontana; qualificazione che, in caso fosse raggiunta, sarebbe espressione della grandissima fase difensiva del club granata, a testimonianza dell’estrema competenza, professionalità e bravura del maestro Juric, il duro e puro allenatore croato che, pur di rimanere coerente nei confronti di quelli che sono i suoi valori e i suoi principi costitutivi, non ha problemi ad ammettere che la sfida con gli scaligeri è stata fatta propria grazie a una serie di coincidenze e non è il frutto di una prestazione qualitativamente e quantitativamente, dal punto di vista della grinta, dell’agonismo e dell’impegno, superiore, purtroppo. Non contento Juric pare anche mettere nero su bianco, in conferenza stampa, al termine dell’incontro citato, la sua incompatibilità con la società, tale per cui sarebbe impossibile procedere con una continuazione del rapporto professionale, lasciando con il cerino in mano la grandiosa tifoseria granata, che forse, sotto sotto, sperava in un suo rinnovo per realizzare, nel giro di qualche anno, un drastico cambiamento migliorativo, a livello di risultati. Purtroppo la proprietà del Torino ancora una volta si conferma troppo inesperta, testarda e sprovvista dei mezzi necessari per portare la società sette volte scudettata sul tetto d’Italia e d’Europa, con Cairo presidente il destino dei piemontesi rimarrà ancorato a una metà classifica dal sapore amarognolo, nel mentre, al contrario, il maestro Juric proseguirà il suo percorso evolutivo e continuerà, dando il buon esempio, a impartire insegnamenti a livello umano prima ancora che professionale, i quali ispireranno tutta l’Italia calcistica e non solo.

La sconfitta del Verona fa male, è sanguinosa, una vittoria voleva dire salvezza certa e invece nulla da fare, si resta nel limbo a soffrire, la prestazione però si è vista ed è stata di ottimo livello, se la squadra granata è parsa, per la maggior parte del tempo, demotivata e molle, i gialloblù sono scesi in campo, fin da subito, con un atteggiamento estremamente combattivo e agguerrito, mettendo in evidenza un’ottima fiducia mentale e fisica; insomma di vitale importanza è stato il successo contro la Fiorentina lo scorso weekend, vittoria che ha ridato speranza e autostima a un ambiente distrutto, non certo per colpa di un monumentale Marco Baroni, coach della squadra ma a causa di problematiche interne e di una vera e propria mala gestione societaria, evidenziatasi nella degradante operazione di svendita massiccia di tesserati gialloblù, durante il mercato invernale.

A far fronte al disastro societario e a salvare dall’annegamento un club storico del nostro calcio ci hanno pensato il bravo direttore sportivo Sean Sogliano e l’ottimo allenatore Marco Baroni, il risultato è che molto probabilmente gli scaligeri si salveranno e con pieno merito, alla faccia dei numerosissimi gufi che da tempo stanno invadendo la nostra bellissima penisola.

IL RACCONTO: La sfida si mostra equilibrata fin da subito, ma gli scaligeri mettono palesemente più verve e fame di vincere.

Al 24 minuto la prima vera occasione: Noslin viene servito in area da un compagno sulla fascia destra, prova a girarsi per concludere in porta ma si deve arrendere, è completamente murato, allarga per Lazovic, sulla fascia destra nei pressi di fondocampo, il serbo crossa con delicatezza al centro dell’area, Noslin si fa trovare pronto, afferra e colpisce, il portiere blocca facilmente con due mani. Il primo tempo si ancora su un possesso prevalentemente a centrocampo, non ci saranno ulteriori occasioni.

Nella seconda frazione di gioco gli scaligeri partono forte, purtroppo caleranno nel finale e i granata, risvegliandosi improvvisamente, ne approfitteranno.

Al 46 minuto Cabal batte una rimessa laterale, da centrocampo, in profondità a cercare un compagno nell’area piccola, sfera respinta di testa, giunge nuovamente in possesso Verona con Dawidowicz che dalla trequarti allunga di testa in avanti a cercare Serdar, sulla fascia sinistra, il tedesco raffinatamente, di tacco, serve Noslin in area, l’olandese, dall’estrema sinistra, controlla efficacemente la sfera, la difende con forza, si accentra uscendo leggermente dall’area e fa partire la mina, Milinkovic Savic respinge con nonchalance, palla in corner.

Al 66 minuto il Toro sbaglia una rimessa laterale in zona difensiva, palla fatta propria dall’Hellas grazie a un rapace giocatore scaligero che anticipa il collega e avversario granata a cui era destinato il passaggio, il furetto inizia a correre palla al piede sulla fascia sinistra, si accentra leggermente ed entra in area poco prima che termini il campo regolamentare da gioco, appoggia per Swiderski al centro che distrugge la porta, è 1 a 0 Hellas.

Al 72 minuto gli scaligeri ci riprovano: cross morbido sul secondo palo di Centonze a cercare Coppola, Milinkovic Savic capisce ma non agguanta, sfera sulla testa del giovane difensore veronese, che colpisce, fuori di un soffio.

Al 74 minuto l’Hellas riparte in contropiede grazie un recupero miracoloso di Noslin, Suslov ottiene il possesso e corre palla al piede sulla fascia destra accentrandosi gradualmente, arriva sulla trequarti, punta Linetty, consapevole di non riuscire a superarlo si allarga verso sinistra e trova uno spazio per il tiro, prepara il mancino e libera la bomba, Milinkovic Savic salva ma non tiene, colpo di testa Hellas dagli undici metri, troppo debole, l’estremo difensore blocca e ringrazia.

Al 77 minuto Ricci dalla fascia destra, sulla trequarti campo, appoggia in avanti per Lazaro, quest’ultimo giunto sul fondo fa partire il cross morbido verso il centro area, Pellegri salta ma non afferra, Savva al suo fianco, al contrario, agguanta con la gambona sinistra e dirige in rete, incredibilmente e immeritatamente è pareggio Toro; 1 a 1 al Bentegodi.

All’82 minuto Dellavalle, da centrocampo, cambia con forza direzione, crossa in profondità e serve sulla fascia destra offensiva Lazaro, l’austriaco vede Pellegri in area e lo serve, l’italiano, seppur incollato a Coppola e per giunta defilato sulla destra, non ci pensa due volte e mirando il secondo palo tira: palo esterno, palo interno e goal, che sia un vero e proprio colpo da biliardo o semplicemente una botta di fortuna sfacciata, la rete è strepitosa per gli occhi, incredibilmente è 1 a 2 al Bentegodi, il Toro l’ha ribaltata.

All’89 minuto Vinagre in zona offensiva, dalla fascia sinistra, crossa sul secondo palo per Henry, il francese ex-Venezia salta, affondando il marcatore avversario e colpisce di testa, palla incredibilmente in rete, altro goal in questo bel pomeriggio veronese, trafitto Milinkovic Savic sul suo palo, è 2 a 2. Clamorosamente però il direttore di gara viene richiamato dal VAR, è fallo di Henry su Dellavalle, il goal viene annullato. Poco dopo l’arbitro fischierà tre volte, mandando tutti sotto la doccia; non c’è recupero che tenga, il destino ha deciso, questa partita la doveva vincere il Torino e così è stato, è 1 a 2 al Bentegodi.

COMMENTI FINALI: Torino che vince ma non convince: la squadra piemontese rimane quiescente per 75 minuti, poi tre improvvisi lampi di tecnica sopraffina, di Lazaro prima e di Dellavalle e Pellegri poi, trascinano i granata addirittura alla vittoria, tutto sommato però il successo non è affatto meritato, la squadra sette volte scudettata è scesa in campo senza alcuna grinta ed è stata totalmente sovrastata da un bel Verona per almeno 70 minuti; tuttavia quel che contava era vincere e il Toro è riuscito nell’impresa, attualmente la Conference è a 3 punti, inoltre sia la Fiorentina che il Napoli, sue rivali in lotta per l’ultimo gradino qualificante in Europa, sembrano scarsamente motivate e affatto volenterose di raggiungere la terza competizione europea in ordine di importanza, di conseguenza a nostro parere ci sono buone possibilità che siano i granata a strappare l’ultimo pass europeo; tuttavia la perdita in estate di Juric, ormai molto probabile, lascia un deciso amaro in bocca, inoltre sorge un gran punto interrogativo su come i piemontesi possano evolvere, nel futuro prossimo, mancando a livello societario sia un progetto solido e ben definito su cui tracciare e calibrare i propri obiettivi, presenti e futuri, sia un’umile e competente dirigenza alle spalle che possa creare i mezzi necessari per soddisfare le aspettative, di crescita costante e di valorizzazione del club, dei supporter granata. Insomma in poche parole il Torino di Cairo è e rimarrà l’eterna incompiuta della Serie A e per una squadra salita sette volte sul tetto d’Italia ciò è davvero penoso e sicuramente un pessimo modo di onorare il vero, unico e inimitabile Grande Torino.

L’Hellas Verona fa un’ottima partita, la squadra di Marco Baroni scende in campo fin dal primo minuto con l’intenzione di portarsi a casa il match e per buona parte di gara mette letteralmente sotto il Torino attraverso un gioco corale e una grinta agonistica eccezionale, gli scaligeri vanno più volte vicino al raddoppio che avrebbe significato vittoria certa e salvezza raggiunta, ma si sa il calcio è strano e proprio quando l’incontro sembrava in pugno i veronesi subiscono il pareggio, galvanizzando uno, fino a quel momento, spento Toro, da lì in poi la beffa, il raddoppio granata e la sconfitta bruciante.

Effettivamente è un KO che fa malissimo agli scaligeri che ora hanno 180 minuti di tempo per dimostrare a tutta Italia che meritano la categoria, per fortuna il calendario è agevole, la prossima sfida è a Salerno contro una scarsissima Salernitana, insomma Marco Baroni è ad un passo dal miracolo e noi siamo felicissimi per lui e estremamente orgogliosi della magica pagina di storia calcistica che sta per regalare al mondo del pallone, portando alla salvezza un disastrato Hellas Verona, smontato pezzo per pezzo a Gennaio; una favola calcistica che ricorderemo per decenni e forse, chissà, per secoli.


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