
INTRODUZIONE: Il Genoa stupisce tutti per l’ennesima volta: nonostante la salvezza ottenuta ampiamente in anticipo, la squadra di Gilardino non si ferma più, continua a incasellare risultati utili consecutivi e a sorprendere tutta Italia.
Si conclude 2 a 1 per i liguri la sfida programmata per Domenica 12 Maggio alle 15:00, allo Stadio Ferraris di Genova, tra Genoa e Sassuolo.
I rossoblù dimostrano di essere estremamente in forma fisicamente e psicologicamente, la rosa è qualitativamente di livello medio-alto e l’allenatore campione del mondo 2006 sta compiendo uno straordinario lavoro, riuscendo a valorizzare ogni singolo giocatore e creando un gruppo fortemente affiatato. La certezza di permanenza in Serie A per l’anno prossimo, ottenuta da tempo, è meritatissima e sta permettendo ai giocatori liguri di affrontare gli incontri settimanali con la testa libera da ansie e preoccupazioni, mettendo in mostra prestazioni eccezionali.
Il Sassuolo dopo aver domato, per la seconda volta in questo campionato, i nerazzurri neo-campioni d’Italia, torna a precipitare; la prestazione della squadra di Ballardini è stata estremamente buona, le occasioni le ha avute e l’impegno è chiaramente trasparso, quella che è venuta a mancare è stata la precisione sotto porta, così come la massima attenzione in fase difensiva e pure un pizzico di fortuna.
I neroverdi sono a un passo dalla retrocessione nella serie cadetta, alquanto inspiegabile considerata la rosa di medio livello, l’infortunio di Berardi purtroppo rischia di costare caro ai modenesi, così come l’ingrato esonero nei confronti di un ottimo tecnico come Dionisi; comunque vada la proprietà emiliana sta portando avanti un bel progetto e i fondi economici non gli mancano, prevediamo che, in caso di fallimento dell’obiettivo stagionale, la risalita nella massima categoria del nostro campionato sarà rapidissima e la Serie A potrà riabbracciare presto il bellissimo team neroverde.
IL RACCONTO: La partita si prospetta fin da subito combattuta, con molteplici occasioni da una parte e dall’altra.
Al 6 minuto Martín dalla fascia sinistra, nei pressi della trequarti campo, libera un cross velenoso in area, Consigli sventa con le manone, tuttavia la sfera viene respinta poco lontano, rimane in area, cade nei piedi di Matheus Henrique, posto frontalmente all’estremo difensore, il quale istintivamente, frenato dalla paura, non se la sente di girarsi, cerca quindi di spazzare il pallone in corner mirando il fondo campo, conclusione calibrata malissimo e palla che viene appoggiata direttamente sulla testa di Thorsby, a un metro dalla porta, il norvegese ringrazia, scarta il pacchetto regalo e conclude in rete, è 1 a 0 Genoa. Clamorosamente interviene il VAR, goal annullato per fallo di mano dei liguri, tutto da rifare per la squadra rossoblù.
Al 27 minuto Lauriente inizia a correre palla al piede sulla fascia sinistra, si accentra gradualmente, entra in area, triplicato non si dà per vinto e prova a scovare uno spazio per affondare il tiro, De Winter però gli fa uno scherzetto, con un pestone gli toglie la scarpa, il francese non può fare altro che cadere, l’arbitro sembra lasciare proseguire, il VAR non è d’accordo, richiama il direttore di gara, quest’ultimo va al monitor e umilmente riconosce la svista, è penalty Sassuolo. Pinamonti dagli undici metri si accolla tutte le responsabilità sulle spalle e calcia la saetta, è goal, portiere spiazzato e palla in rete, sono in vantaggio gli ospiti.
Al 34 minuto punizione da centrocampo per i neroverdi: Lauriente tenta l’eurogoal e fa partire la mina dalla distanza, Martínez è sveglio e respinge in calcio d’angolo. Lauriente non si dà per vinto e va a battere il corner alla sinistra della porta, cross morbido sul secondo palo, trova Ferrari che affonda di testa, palla che rimbalza e viene recuperata da Vasquez, immediatamente davanti all’estremo difensore, che mediante la capoccia cerca di indirizzarla il più lontano possibile, opportunità sprecata totalmente, sfera appoggiata sulla testa di Obiang che, dagli undici metri, cerca di avvicinare nuovamente il pallone alla porta, trova un rapace Thorstvedt che, a neanche due metri dalla porta, agguanta e colpisce, anche lui, di testa, Martínez blocca con due mani e ferma la confusionaria azione da goal. Il primo tempo non darà alcun, altro, brivido.
Nella ripresa sorprendentemente il Genoa, senza obiettivi, si mostra volenteroso di ribaltare la situazione.
Al 55 minuto Martín si appresta a battere un corner dalla sinistra: palla sul primo palo, Thorsby afferra di testa e serve Badelj, a neanche un metro dalla porta, sul secondo palo, il croato, bravissimo a leggere la traiettoria prima del suo marcatore, si fionda sul pallone e, colpendo di testa, entra insieme a quest’ultimo in rete, è pareggio Genoa, finalmente.
Al 62 Gudmundsson conquista palla in difesa e parte sulla fascia sinistra, si accentra gradualmente e inizia a velocizzare il passo nei pressi del centrocampo, attraversato quest’ultimo appoggia sulla fascia destra per Ekuban, il ghanese controlla e avanza leggermente, fa partire il passaggio filtrante per un rapace Retegui appena accorso in area, la punta italiana prova ad agguantare in tuffo ma non riesce ad arrivare in tempo, al contrario il pallone finisce nei piedi del suo, sbadato, marcatore che, intento a sventare il pericolo in corner, insacca accidentalmente nella propria porta, è autogoal di Kumbulla e 2 a 1 Genoa. Che sfortuna per i neroverdi.
Al 90 minuto Volpato dalla fascia destra, in zona ultra offensiva, entra, accentrandosi, palla al piede in area di rigore, appoggia per Lipani alla sua sinistra, a un metro da lui, il centrocampista italiano si riscopre prestigiatore e con un pallonetto supera il suo marcatore, controlla la sfera ma un secondo marcatore frontalmente a lui gliela sporca, il pallone finisce di conseguenza nuovamente nei piedi di Volpato che, dall’estrema destra dell’area piccola, leggermente anteriormente al limite, libera un cross morbido, non raccolto da nessuno e fatto proprio dall’estremo difensore.
Al 94 minuto Vasquez viene servito da un compagno sulla trequarti, il messicano fa suo il possesso ed entra in area, vede la porta ma a sorpresa, per fregare Doig incollato a lui, non calcia, sterza, rientra sul mancino e fa partire la conclusione, sfera in corner, il difensore neroverde scozzese è riuscito clamorosamente e involontariamente a sventare con il piede mancino, palla alla sinistra della porta, niente da fare. Pochi istanti dopo l’arbitro mette il fischietto in bocca e pone fine al match. È vittoria di misura, 2 a 1, per il Genoa.
COMMENTI FINALI: Il Sassuolo cade ancora e questa volta, forse, è finito in un burrone senza via d’uscita. La squadra emiliana pare da tempo in forte crisi, prima ancora che psicologica, esistenziale, di identità; gli emiliani sono spaesati, assuefatti, storditi, indolenti, inermi ma soprattutto intorpiditi. Il loop negativo che si è andato a creare sta destabilizzando tutto l’ambiente, tifosi compresi; ora la Serie B è ad un passo e, nel malaugurato caso, Ballardini dovrà farsi un bell’esamone di coscienza, forse è giunto il momento che prenda consapevolezza di dover cambiar lavoro, il mondo del calcio non fa per lui, noi lo vedremmo bene nel settore delle onoranze funebri ma a lui la scelta.
Chi deve aggrapparsi a questa professione è Alberto Gilardino, un fenomeno di allenatore che ogni domenica continua a stupire. La squadra rossoblù è una sua bellissima creazione: la grinta, la tenacia, l’unione, la capacità nel sapersi difendere quando occorre e attaccare quando serve, la gestione del match e la comprensione dei momenti della partita sono tutte qualità che i liguri hanno ereditato da un coach speciale. Gudmundsson giocatore sublime, ottima pescata del buon Direttore Sportivo, a nostro avviso erede di Giovanni Sartori, Marco Ottolini ma in generale è tutta la squadra a essere stata costruita con criterio e competenza, per giunta la proprietà pare ambiziosa e perseverante nel raggiungere i propri obiettivi, di conseguenza ci auguriamo di cuore che il Genoa diventi presto una big del nostro campionato, d’altronde per una piazza nove volte scudettata questo è il minimo, il vero obiettivo è la conquista della stella, nonché la realizzazione del più grande sogno che la città dal centro storico più affascinante d’Europa possiede e custodisce fedelmente e riservatamente da ben cento anni; nel frattempo non possiamo fare altro che gli ennesimi complimenti stagionali a tutti i tesserati genoani e ai tifosi, sempre presenti e calorosi, rossoblù; Fabrizio De Andrè, da lassù, è orgoglioso del suo meraviglioso club, ne siamo sicuri!
E tu cosa ne pensi? Lascia un commento qui sotto. ☺️