LA LAZIO AFFOSSA L’EMPOLI E RIPRENDE A VINCERE!!!

INTRODUZIONE: C’era una volta una squadra combattiva, tenace, aggressiva, cinica ed estremamente corale, la maglia che indossava era biancoceleste come i colori del cielo in una giornata soleggiata di primavera, quella squadra aveva un allenatore speciale che trascendeva il ruolo e l’essenza del coach, era un padre, un angelo custode, un dio sceso in terra e i suoi beniamini non erano semplici calciatori ma erano i suoi figli, i suoi pargoli, le sue perle rare. Non è una storia di fantasia è una vicenda realmente accaduta, quel team non era il più forte, era il più unito e l’unione fa la forza, quel team vinse lo scudetto, distrusse le avversarie una ad una e arrivò a conquistarsi uno storico tricolore di stampo fiabesco, il primo del club, il più bel trionfo della storia del calcio.

Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico: undici eroi leggendari che hanno scolpito una pagina memorabile e spettacolare di storia del calcio, il tutto reso possibile grazie a un’anima leggendaria, che purtroppo pochi anni dopo lasciò questa vita per avviarsi verso il regno dei cieli, Tommaso Maestrelli, il maestro di calcio ma soprattutto di vita che ha condotto per mano undici anime verso il raggiungimento dell’immortalità, nel cuore dei tifosi, nel cuore degli amanti del calcio, nel cuore di tutti.

Era il 12 Maggio 1974 e la Lazio degli invincibili vinse, dominando in lungo e in largo con forza e prepotenza, il suo primo scudetto della storia; sono passati esattamente 50 anni e nella mente di chiunque ami il calcio e seguiva il mondo del pallone negli anni di piombo non possono non essere venuti i brividi al ricordo delle scene, degli avvenimenti, delle infinite vicissitudini che hanno condotto la Lazio a trionfare per la prima volta davanti a tutti. Oggi però viviamo in un altro tempo, la società biancoceleste nel frattempo è stata in Serie B parecchie volte, ha vinto un altro scudetto, è diventata la squadra più forte del mondo, è stata ad un passo dal fallimento e ora è stabile tra le top 6 del campionato italiano; in 50 anni di trionfi se ne sono visti pochi purtroppo ma ciò che ha unito e continuerà a legare tutte le anime di fede Laziale non sono le vittorie ma la passione nei confronti di un club che dal 9 Gennaio 1900 rappresenta nel migliore dei modi la città più bella del mondo.

Domenica 12 Maggio 2024, mezzo secolo dopo l’impresa titanica del 74’, i capitolini scendono in campo allo Stadio Olimpico di Roma contro l’Empoli, alle 12:30.

Il match si conclude a favore dei laziali per 2 reti a 0, la squadra di Tudor si riprende dopo la beffa amara di Monza e prova a rilanciarsi per un’insperata qualificazione in Champions; la verità però è che molto probabilmente i capitolini si dovranno accontentare dell’Europa League, la stagione è stata condita da troppi alti e bassi e il cambio in panchina, per giunta avvenuto non per scelta ma per necessità in seguito a dimissioni improvvise, è apparso decisamente tardivo. Purtroppo il problema principale della società Lazio è sempre e solo uno, il presidente Claudio Lotito: i mercati estivi non all’altezza delle richieste del mister di riferimento, la mancanza di investimenti rafforzativi a Gennaio veramente utili, le lunghe ed estenuanti trattative per rinnovare i tesserati, i numerosi granchi presi sul mercato e pagati a peso d’oro da vent’anni a questa parte, la mancanza di una progettualità evolutiva del club, la mancanza di un progetto stadio ben definito, la ricerca superficiale e l’individuazione di profili non idonei, per un club importante come la Lazio, per quanto riguarda la scelta del direttore sportivo di riferimento, la scarsa capacità nel saper vendere al momento giusto e fare delle plusvalenze, la mancanza di figure professionali apposite volte a ricoprire ruoli che, anche se non di primo piano, sono fondamentali nel calcio moderno e la conseguente scarna composizione societaria, la priorità nei confronti dell’agenda politica rispetto a quella sportiva e l’incapacità di saper comunicare efficacemente con il proprio pubblico di riferimento sono sono alcuni dei più gravi indicatori che testimoniano come il patron attuale dei capitolini sia totalmente inadatto a dirigere un team di Serie A e purtroppo a fare le spese di questa mala gestione sono i poveri tifosi laziali.

L’Empoli di Davide Nicola perde nuovamente, dopo il pareggio a reti bianche contro il Frosinone di Domenica scorsa, i toscani provano ad espugnare l’Olimpico, purtroppo però vengono sconfitti amaramente e adesso la salvezza si complica, le prossime due sfide saranno contro l’Udinese in quel di Udine e in casa contro la Roma, calendario tostissimo per i giocatori allenati da Davide Nicola e, considerando il livello tecnico miserabile della squadra, salvarsi sarebbe un vero e proprio miracolo, l’ennesimo del mister piemontese.

IL RACCONTO: La partita inizia, apparentemente, sul filo dell’equilibrio, i capitolini provano a studiare l’avversario non sbilanciandosi troppo, i toscani lasciano dettare il gioco ai padroni di casa e aspettano le eventuali ripartenze.

Al 19 minuto Kamada dalla difesa prova a cercare in profondità un compagno, conclusione sbagliatissima e palla intercettata da Bastoni che inizia a correre palla al piede centralmente e dalla trequarti fa partire il tiro a giro, palla alta ad un soffio dalla traversa. Al 32 minuto ci riprova Bastoni con una punizione dalla trequarti destra del campo, tiro a giro verso la porta, niente da fare, pallone fuori misura.

Al 34 minuto Guendounzi, dalla fascia destra della propria metà campo, perde un pallone sanguinoso e lo regala a Bastoni che serve in profondità Cancellieri, il quale agguanta in area, l’ala ex Lazio dribbla poi, fortunosamente, Romagnoli e appoggia per Caputo dall’altra parte dell’area piccola, che tira, sfera che viene toccata prima da Patric di piede, accorso a coprire e poi da uno strepitoso Mandas che con maestria devia in corner.

Al 37 minuto Kamada cerca e trova in profondità Ciro Immobile che, scattato da posizione regolare, anticipa tutti e riesce ad agguantare la sfera in area, prova il tiro, seppur defilato a destra, Caprile sventa in calcio d’angolo.

Al 42 minuto Marin prova la bomba dalla trequarti, conclusione raffinata, purtroppo però leggermente alta sopra la traversa.

Al 47 minuto Zaccagni batte di potenza un corner da sinistra, pallone che arriva al centro dell’area e viene afferrato e condotto in rete da soldatino Patric, clamorosamente si sblocca la sfida all’Olimpico, è 1 a 0 Lazio.

Il secondo tempo vede la squadra capitolina scendere in campo più tranquilla rispetto alla prima frazione di gioco, i biancocelesti si sentono la partita in pugno e vogliono raddoppiare, i toscani appaiono abbattuti psicologicamente.

Al 67 minuto Patric dalla difesa trova un corridoio centrale per Vecino che fa suo il possesso a centrocampo, inizia a correre palla al piede e giunto sulla trequarti libera la mina, palla fuori. All’86 minuto si rivede l’Empoli: Cacace batte un corner velenoso al centro, Shpendi colpisce di testa e mira la porta, Mandas si fa trovare pronto, respinge la sfera e poi Romagnoli la spazza via con violenza. All’88 minuto Marusic batte una rimessa laterale in zona offensiva, palla per Castellanos dalla fascia sinistra, la punta argentina appoggia immediatamente per Pedro alla sua destra, quest’ultimo in zona trequarti campo pensa al tiro dalla distanza, cambia idea, vede un rapace Vecino, alla sua destra, scattare verso il centro dell’area, lo serve, pallone agguantato nei pressi del limite dell’area, avanza quel tanto che basta per non farsi raggiungere e al tempo stesso essere vicino alla porta, fa partire il tiro ed è goal, il centrocampista uruguaiano insacca comodamente e affonda i toscani. Al 96 minuto Cancellieri dalla trequarti si prepara per battere una punizione: pallone dritto nel sette ma Mandas c’è, ci mette le manone e sventa in calcio d’angolo, su quest’ultima ottima parata l’arbitro dichiarerà concluso il match, non c’è storia all’Olimpico, la Lazio vince per 2 a 0.

COMMENTI FINALI: La squadra di Tudor distrugge meritatamente l’Empoli, i capitolini sono apparsi estremamente in forma dal punto di vista fisico e coronano l’anniversario dello scudetto di Maestrelli e compagni con una prestazione eccezionale, condotta e gestita in maniera sublime. Quando la squadra laziale gioca così bene è difficile capire cosa al contrario non funzioni in altre partite, nelle quali i romani sembrano totalmente differenti: lenti, impacciati, nervosi, scarichi fisicamente, molli mentalmente; così come complicato appare comprendere cosa non abbia funzionato con Sarri, al punto da condurlo alle dimissioni, a questo punto verrebbe dire benedette considerando la rinata verve dei biancocelesti, dopo l’ottima stagione scorsa, insomma squadra strana quella capitolina che purtroppo, salvo clamorosi risvolti, essendosi fatta male con le proprie mani dovrà accontentarsi della misera Europa League.

L’Empoli adesso rischia tantissimo, la prossima settimana avrà una sfida decisiva contro l’Udinese in Friuli, in caso di sconfitta l’anno prossimo giocherà di Sabato ed è giusto così.

Gli uomini di Nicola contro i romani ci hanno anche provato e tutto sommato hanno anche fatto una discreta partita, il problema è che segnano con il contagocce e subiscono facilmente le trame offensive e le conclusioni avversarie, insomma squadra scarsetta quella toscana e se la piazza accetterebbe tranquillamente la Serie B, l’allenatore piemontese no, lui non lo permetterebbe mai e nei prossimi 180 minuti lotterà con le unghie e con i denti per una salvezza che saprebbe di impresa.


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