CAGLIARI PESANTEMENTE UMILIATO A SAN SIRO, FIGURACCIA EPOCALE CHE RISCHIA DI COSTARE CARO!!!

INTRODUZIONE: Punteggio larghissimo per i padroni di casa in quel di San Siro nella sfida programmata e giocata Sabato 11 Maggio alle 20:45, tra Milan e Cagliari.

I rossoneri si divorano i sardi in soli 90 minuti di gioco, troppa differenza di qualità tecnica tra i due club, i rossoblù hanno una squadra troppo modesta per pensare di poter andare all’arrembaggio offensivo per tutto un tempo di gioco, dopo essere passati in svantaggio e per giunta segnare, rimettendo in piedi la sfida. Purtroppo però il canovaccio del match, applicato dalla squadra isolana, è stato questo, quelle che tuttavia non sono andate a buon fine sono ovviamente le aspettative, già perché il Milan non aspettava altro che affrontare una squadra pronta a dirigere volenterosamente l’incontro, non dovendo così faticare, potendo rimanere nella propria metà di campo e ripartendo rapidamente in contropiede, sfogandosi come un pugile nei confronti del proprio sacco da allenamento. Così il Cagliari di Ranieri da squadra ostica in cerca di punti salvezza si è trasformata in vittima sacrificale, carne da macello, cianfrusaglia da utilizzare per sfregio per poi buttare senza pietà; esce in questo modo il club di Ranieri dopo questa sfida e ora salvarsi è dura, la squadra è costruita con i piedi, la condizione fisica pare precaria, la qualità tecnica generale estremamente bassa, le motivazioni ci sono ma non bastano purtroppo, anzi oggi sono divenute controproducenti: la voglia di recuperare il match ha condotto i sardi a un’umiliazione che difficilmente dimenticheranno, la figuraccia rimarrà negli annali del calcio e speriamo che nelle memorie storiche non figuri anche una bella retrocessione in Serie B nella stagione 2023/24.

Che il Milan attuale fosse forte con i deboli e debole coi forti lo si era capito da tempo, in questa giornata però tale aspetto si è messo talmente tanto in evidenza che a commentare la partita dei rossoneri si prova quasi tenerezza e compassione, i meneghini ricordano quei ragazzini bulletti che a scuola se la prendevano con il più ingenuo per poi obbedire fedelmente ai coetanei più forti fisicamente, spiace molto dirlo ma ad oggi per il diavolo non c’è paragone più azzeccato, la squadra di Pioli pare frustrata, rancorosa, inacidita, costantemente tesa, scarica di obiettivi, il gruppo dà segnali evidenti di scarsa unione e il clima a Milanello è letteralmente tossico; l’umiliazione inflitta agli isolani testimonia che il club lombardo è in crisi di nervi, il piacere nell’infliggere ben cinque coltellate ai giocatori avversari è sinonimo di sadismo, il quale è tendenzialmente correlato allo scarso benessere, lo dice la psicologia.

In realtà le continue prestazioni oscene, i 18 punti dall’Inter, i sei derby persi di fila, i tanti punti persi con le piccole, l’uscita ai gironi di Champions, l’eliminazione ai quarti di Europa League e al secondo turno in Coppa Italia sono tutti fattori che segnalano come i rossoneri non possano andare fieri della stagione che hanno fatto, anzi se ne dovrebbero proprio vergognare considerando l’estrema spavalderia con cui proclamavano l’obiettivo scudetto ad Agosto o si dichiaravano al pari di Real Madrid e Manchester City qualche mese fa, se poi consideriamo che l’allenatore parmense ha sempre fatto fatica ad ammettere i suoi sbagli, a riconoscere la superiorità dei rivali nerazzurri e a cazziare i suoi giocatori ove colpevoli allora il quadro è chiaro e ne emerge una squadra instabile e mentalmente non sana, che riflette però pienamente quella che è la gestione confusionaria, arrogante, presuntuosa, incompetente, inaffidabile e inadeguata di tutta la dirigenza societaria e se la goleada sull’Inter dell’11 Maggio 2001 lasciava spazio alla goduria e alla speranza di tricolore per la stagione successiva da parte dei tifosi, quella di questo weekend evoca solo tanta indifferenza e forse un pizzico di malinconia dei bei tempi andati.

IL RACCONTO: Primo tempo spento e praticamente privo di occasioni, l’unica luce la si ritrova al 35 minuto: Florenzi dalla fascia sinistra appoggia per Pulisic poco più avanti, l’americano si accentra leggermente e appoggia a destra per Reijnders che dalla trequarti fa partire a sorpresa il pallonetto morbido diretto in area, Chukwueze aggancia raffinatamente di tacco e serve Pulisic alle sue spalle, l’attaccante rossonero, defilato sulla sinistra, si coordina e fa partire il tiro, palla respinta da un difensore sardo che sorprendentemente carambola di fronte al portiere, Chukwueze prova ad anticipare l’estremo difensore, ce la fa, calcia di prima al volo, Scuffet frana davanti al nigeriano e respinge col corpo, sfera che arriva direttamente nei piedi di, un solo, Bennacer al centro dell’area che con un tocco morbido alza il pallone quel tanto che basta per renderlo inaccessibile a chiunque e insaccarlo in rete, è 1 a 0 Milan. Il goal cambia il match, i sardi iniziano a dimostrarsi più offensivi e i meneghini si armano di pazienza e aspettano il momento giusto per sferrare il colpo del KO.

Il secondo tempo si mostra decisamente più vivace del primo; al 48 minuto Pulisic corre palla al piede sulla fascia destra, giunto quasi a fondo campo fa partire il cross in area, pesca al centro un funambolico Leao in corsa che riesce ad agguantare e libera il tiro, traversa piena e sfera che si alza in volo, occasione sprecata, peccato.

Al 58 minuto Leao fa partire l’improvvisa ripartenza iniziando a correre palla al piede da centrocampo, vede Pulisic avventarsi in avanti, lo serve in profondità, l’americano si divora l’ultimo difensore avversario e, partito da posizione regolare, riesce ad anticipare tutti e agguanta la sfera sulla trequarti, entra in area e libera la bomba, conclusione dritta in rete, è 2 a 0 Milan.

Al 61 minuto il Cagliari ci prova con una punizione sulla trequarti: tiro dritto verso la porta, Sportiello però ci mette le manone e respinge, sfera che rimane in area, giunge nei piedi di Obert che calcia al volo di prima intenzione schiacciando a terra il pallone che improvvisamente si impenna e si dirige verso la porta, Sportiello si immola e con tutte e due le mani sventa il pericolo, occasione sprecata. Al 62 minuto Zappa dalla fascia destra, nei pressi del centrocampo, crossa di forza in area, Nandez capisce tutto e si fionda a prelevare la sfera, difesa del Milan al bar a prendersi un caffè e uruguaiano che con un semplice tocco agguanta e deposita in rete, è 2 a 1 a San Siro.

Al 73 minuto Leao dalla fascia sinistra, in zona ultra offensiva, viene chiuso bene e decide di indietreggiare e servire Theo Hernandez sulla trequarti centrale, il francese appoggia a destra per Reijnders, di fianco a lui, l’olandese a sorpresa lancia il siluro che incredibilmente trafigge Scuffet e si infila nell’angolino sinistro, goal spettacolare dei rossoneri, è 3 a 1 per i padroni di casa.

Al 79 minuto i sardi battono un corner: Oristanio dalla bandierina calcia lungo, Sportiello si fa trovare pronto e respinge, sfera che rimane nell’area piccola e giunge nei piedi di un, solo, Shomurodov, l’ex Roma calcia e, complice una deviazione derivante dal folto traffico in area, il pallone prende il volo beccando in pieno la traversa, palla respinta di testa da ben due giocatori rossoneri che tuttavia non riescono a sventare e donano un’altra occasione all’attaccante rossoblù uzbeco in prestito dalla Roma, il quale, sempre all’interno dell’area piccola, con eleganza alza la sfera e fa una rovesciata, trova un compagno sulla riga del fondo campo, alla destra della porta, che però non tira, appoggia all’indietro ma l’occasione è ormai sfumata e i rossoneri riconquisteranno palla poco dopo.

All’82 minuto un egoista Oristanio, triplicato, perde palla nei pressi della propria trequarti, Bennacer lancia in profondità per Leao, il portoghese scatta da posizione regolare, brucia il suo marcatore e agguanta la sfera nella trequarti offensiva, entra in area, smarca anche il portiere uscito in soccorso della difesa ed entra in porta con il pallone, poker del Milan a San Siro.

All’86 minuto è ancora Diavolo: Okafor corre palla al piede sulla fascia sinistra, in zona offensiva, arrivato quasi sul fondo si accentra leggermente e crossa in area, trova Pulisic che controlla e calcia, palla in rete, è 5 a 1 Milan, inutile la respinta in tuffo di Mina, la goal line technology ha espresso il suo verdetto, la sfera è entrata, sardi trafitti ancora. Poco dopo l’arbitro fischierà tre volte e porrà fine all’umiliante match. Si conclude con un netto 5 a 1 la sfida tra Milan e Cagliari.

COMMENTI FINALI: Cagliari annichilito da giocatori qualitativamente di livello tecnico superiore ma la prestazione e la modalità strategica di approccio alla gara hanno lasciato molto a desiderare, la squadra di Ranieri appare nervosa e scarica fisicamente, il match è stato preparato con i piedi dall’allenatore e i risultati purtroppo si sono visti in campo. La troppa fretta di riprendere la partita è stata decisiva per l’umiliante sconfitta dei sardi, ora sarebbe opportuno ripartire, la prossima sfida è contro il Sassuolo a Reggio Emilia, per i rossoblù si tratta di una sorta di ultima spiaggia, dovessero fallire pure il prossimo incontro allora sì che sarebbero lacrime amare per i tifosi isolani ma per onor di cronaca dobbiamo ricordare che comunque vada si tratta dell’ennesima stagione pessima del Cagliari in Serie A, che si dimostra essere null’altro che una piccola provinciale del nostro campionato.

Un Milan in crisi psicologica divora con arroganza e violenza gli avversari, la squadra di Pioli tuttavia è apparsa la solita, il goal del primo tempo ha cambiato le sorti dell’incontro, altrimenti probabilmente i tifosi meneghini avrebbero visto mettere in mostra da parte della propria squadra la solita solfa, urge un cambiamento repentino a breve, non solo negli uomini ma anche nella filosofia del club e nell’approccio comportamentale di tutti i tesserati e membri della società, se, entro poco tempo, così non fosse allora si prospettano scenari bui per il futuro del diavolo rossonero, così come tanti altri derby persi, ovviamente.


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