
INTRODUZIONE: Si conclude in parità, 1 a 1, l’ultimo match della 35 giornata di Serie A, tra Udinese e Napoli, programmato per Lunedì 6 Maggio alle 20:45 al Bluenergy Stadium.
Partita poco intensa da entrambe le parti e forse che non accontenta realmente nessuno: i friulani dovevano assolutamente vincere per credere con forza nella salvezza, dai campioni d’Italia ci si aspettava un segnale di ripresa, dopo mesi di lunga crisi; niente da fare, ciò che ne esce è lo scenario peggiore per entrambi, i bianconeri prendono un punticino inutile e si consolidano al terzultimo posto e i partenopei rimangono ancorati all’ottava posizione, a un solo punto dalla nona che significherebbe esclusione da tutte le coppe europee.
La squadra campana è stata smantellata sanguinosamente questa estate, non tanto negli uomini, quanto nell’anima: gli azzurri appaiono demotivati, molli, perennemente stanchi, continuamente nervosi e tecnicamente regrediti, la manovra di gioco è lentissima e prevedibile, la difesa fa acqua da tutte le parti, il centrocampo con un Zielinski mentalmente già a Milano è impresentabile per competere ad alti livelli, l’attacco si regge sempre e solo su Osimhen e Kvaratskhelia e gli allenatori scelti sono uno peggio dell’altro. Se poi vogliamo soffermarci un po’ di più dovremmo citare i pochi e sbagliati, nei tempi e nella scelta degli uomini in sé, acquisti fatti questa estate, così come il mercato di riparazione invernale a zampa di gallina e tanti altri errori che però sono tutti riconducibili a una persona: Aurelio De Laurentiis. L’uomo famoso per aver prodotto una valanga di cinepanettoni ha probabilmente trasformato quello che era un film d’autore in una commediola comica italiana becera, stile Vacanze di Natale e Company, per di più la sua costante prepotenza e arroganza sta allontanando piano piano tutti gli artefici del tricolore: prima Giuntoli, Spalletti e Kim, poi Osimhen, forse Kvaratskhelia e poi, chi saranno i prossimi a fare le valigie? Lo scopriremo a breve; quello che è certo è che di questo passo gli azzurri lo scudetto lo torneranno a vincere fra trentatré anni ma tanto il pappone romano finto napoletano dirà sempre che i tifosi devono stare zitti e ringraziarlo perché è lui che ha salvato il Napoli. Sarà ma io credo che la squadra campana, così come quella barese, con un presidente del genere avrà sempre le ali tarpate e il meraviglioso scudetto dell’anno scorso purtroppo diverrà solo un lontano ricordo.
All’Udinese piace giocare col fuoco: dopo aver fatto pietà tutto l’anno, nonostante giocatori comunque discreti per la categoria, la proprietà decide di esonerare inspiegabilmente un affidabile Cioffi, per assumere un acerbo Fabio Cannavaro come neo-mister. Nulla contro il campione del mondo, però a nostro parere il cambio del tecnico a sole sei giornate dal termine del campionato, per giunta chiamando un allenatore alla primissima esperienza in Serie A che l’anno scorso ha lasciato molto a desiderare perfino in Serie B, è sembrato un azzardo estremamente grosso e i risultati ci stanno dando ragione, i bianconeri sembrano dei morti che camminano in campo e dopo essersi fatti recuperare un goal, in superiorità numerica per mezz’ora, dal Bologna la scorsa settimana, questo weekend soffrono e ai punti meriterebbero di perdere pure contro un modesto Napoli, spento e devastato fisicamente. Rimangono, nonostante tutto, delle discrete chance ai bianconeri di salvarsi, il calendario è estremamente agevole, ma se dovessero fallire ben tre sfide salvezza consecutive, allora sarà la retrocessione più giusta di sempre e non vogliamo sentire lamentele da parte della società, chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
IL RACCONTO: Prima mezz’ora a ritmo scapoli vs ammogliati, la prima vera occasione da goal la troviamo solo al 33 minuto quando Ehizibue scatta in profondità e riceve palla sulla fascia destra, entra in area, crossa al centro per Lucca, l’attaccante italiano tira ma respinge un difensore partenopeo, sfera che giunge nei piedi di Samardzic che dalla trequarti libera il tiro a giro, niente da fare, la conclusione non centra la porta. Al 43 minuto sono ancora i bianconeri pericolosi: angolo, dalla destra del campo, di Samardzic, Di Lorenzo respinge ma serve nuovamente il serbo che entra in area, appoggia al centro per Bijol che si gira improvvisamente e calcia, palla deviata dagli uomini di Calzona in corner. Nella prima frazione di gioco non accade più nulla di rilevante.
Inizia il secondo tempo e i partenopei si rendono finalmente pericolosi: Joao Ferreira deve indietreggiare per far fronte alla, estremamente, invadente marcatura di Lindstrom, rientra nella propria area ma non appoggia al portiere, non se la sente, continua a tenere palla provando a divincolarsi dalla zona di pericolo palla al piede, arriva Osimhen a fare compagnia in marcatura all’ala danese, il raddoppio risulta efficace, palla persa dal terzino friulano e recuperata da Cajuste che dal fondo dell’area piccola avanza di qualche metro, poi, seppur defilato a sinistra, tira la mina, Okoye dice no e in due tempi fa sua la sfera.
Al 50 minuto i campioni d’Italia avanzano con Di Lorenzo, sulla trequarti il terzino appoggia a destra per Politano, l’ala italiana inizia a correre palla al piede e giunto quasi sul fondo fa partire il cross al centro, un assatanato Osimhen salta di forza, anticipa tutti e impatta la sfera, palo interno sinistro e goal, Napoli in vantaggio, incredibilmente.
Al 59 minuto Davis parte dalla fascia destra palla al piede, si accentra, arriva al limite dell’area, tira di potenza, pallone visto e fermato da Meret, sfera che rimane in area piccola, ma il Napoli scherma bene la sfera e i bianconeri non riescono a concludere nuovamente in porta.
Al 79 minuto i partenopei fanno il 2 a 0, Lobotka corre al centro del campo palla al piede, giunto sulla trequarti appoggia per Osimhen in area, il nigeriano, defilato a sinistra, mira la rete e la centra è raddoppio. A sorpresa però il Var richiama l’arbitro, goal annullato, è fuorigioco, che sfortuna questa volta per gli azzurri.
All’83 minuto Di Lorenzo dalla destra lancia in profondità, trova in area Osimhen, il nigeriano, leggermente defilato, calcia ma Okoye respinge, palla che rimane in area, agguanta Politano, serve al centro Traorè, tiro respinto dalla difesa bianconera in corner.
Al 91 minuto Zemura fa partire il cross morbido da centrocampo, trova Kristensen in area, all’estrema destra, colpo di testa verso il centro, Success si riscopre mago e compie una prelibatezza: aggancio della sfera al volo, dopo un solo rimbalzo, calcia, la fa rimbalzare un’altra volta e di prima intenzione colpisce nuovamente al volo, altro rimbalzo e palla in rete nell’angolino sinistro, inutile il tentativo, con scivolata finale, di Di Lorenzo di acciuffare all’ultimo istante il pallone, è 1 a 1 a recupero iniziato. Non succederà più nulla e l’arbitro Aureliano fischierà poco dopo la fine.
COMMENTI FINALI: Ennesima beffa stagionale per il Napoli, questa volta pure di pessimo gusto poiché avvenuta all’ultimo respiro, la squadra di Calzona poteva e doveva fare di più, affidarsi sempre e solo al solito implacabile Osimhen non basta, il nigeriano, già con le valigie in mano, è senza dubbio il migliore in campo del match e uno dei pochi che sembra averci messo effettivamente l’anima in campo, buon spirito di sacrificio anche da parte di Di Lorenzo, il terzino napoletano lotta su ogni palla e prova a rendersi costantemente pericoloso offensivamente, gli azzurri dovranno ripartire da lui nel prossimo campionato; in generale però la maggior parte dei giocatori campani, al contrario dei due citati, appaiono fuori forma e senza alcuna motivazione e intanto pure la Conference League inizia a essere sempre più a rischio.
Udinese non particolarmente brillante, il punto preso in extremis tutto sommato è buono ma la prestazione non ha entusiasmato, la squadra di Cannavaro dovrà vincere la prossima settimana a Lecce se vuole conservare delle speranze di salvezza.
Ad oggi bianconeri molto vicini alla Serie B e per una piazza importante come quella di Udine la retrocessione sarebbe una notizia devastante, mancano solo tre match alla fine del campionato, ora è tutto nelle mani del campione del mondo 2006.
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