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INTRODUZIONE: Finisce 2-3 il match tra Tottenham e Arsenal disputato domenica 28 Aprile alle 15, ora italiana.

Partita succosa, frizzante, tagliente, l’odio fra le due tifoserie non lo scopriamo di certo oggi e sugli spalti la tensione è alle stelle. Da una parte i Gunners con il sogno scudetto, dall’ altra gli accerrimi rivali, gli Spurs, desiderosi di un posto in Champions, nel bel mezzo 90 minuti di gioco che possono rendere concreti i più profondi e sinceri desideri o al contrario infrangerli irrimediabilmente. Arteta contro Postecoglou, la tradizione contro la novità, l’usato che funziona contro il nuovo che ama le sfide; è tutto questo Tottenham-Arsenal, è questo l’autentico Derby del Nord di Londra.

IL RACCONTO: La partita sembra ancorarsi sui binari dell’equilibrio fin da subito, azioni da una parte e dall’ altra ma conclusioni totalmente imprecise, al 15 minuto però cambia il corso della partita: calcio d’angolo per i Gunners e Saka dalla bandierina, palla rocambolesca in area di rigore e Hojbjerg tentando di spazzare nuovamente in corner incappa in un clamoroso autogol, Vicario non può nulla, 1 a 0 Arsenal. Al 18 minuto Maddison batte dalla sinistra un corner perfetto diretto verso la testa di Romero che sventa con forza la palla mirando l’angolino basso destro della rete, tuttavia esce di poco. Al 30 minuto punizione sulla sinistra al limite dell’ area, Romero si fa trovare nuovamente pronto ma colpisce in pieno il palo, Gunners salvi. Due minuti dopo l’Arsenal suda freddo: corner di Maddison, palla respinta, arriva nei pressi del centrocampo dove il terzino degli Spurs Porro lancia una mina diretta verso la porta, palla deviata in area più volte arriva nei piedi di Van De Ven che solo davanti al portiere spiazza quest’ ultimo e segna; tuttavia poco dopo inaspettatamente interviene il VAR che richiama l’attenzione dell’arbitro, goal annullato per fuorigioco millimetrico, che sfortuna per gli Spurs. Al 26 minuto Havertz riparte in contropiede, lancio lungo perfetto per Saka che si fa trovare solo nella parte opposta del campo, corre rapidamente palla al piede, arriva in area, si accentra, finta di destro e rientro sul sinistro per liberarsi del fastidioso difensore del Tottenham giunto a coprire e goal nell’angolino basso sinistro della rete, Vicario anche qui incolpevole. Al 38 minuto altro corner e altra rete per i Gunners, ci pensa Havertz a svettare più in alto di tutti e ad affondare il colpo del KO. È 3 a 0. Al 44 minuto lancio lungo dalla difesa per Son che a tu per tu davanti al portiere calcia alto.

Riprende il secondo tempo e l’Arsenal continua a dominare: al 52 minuto Havertz trova un corridoio in area, palla per Saka che calcia di potenza in porta ma Vicario sventa il pericolo. Al 64 minuto però cambia per la seconda volta la partita: il portiere degli ospiti, Raya, regala palla a Romero che tutto solo al limite dell’ area infila in rete. È 3 a 1.

I padroni di casa riprendono fiducia, mentre gli accerrimi rivali entrano in crisi e subiscono la pressione psicologica del tifo caldo locale, tra il 70 e l’85 minuto gli Spurs si rendono aggressivi e chiudono i Gunners ripetutamente nella loro area. All’85 minuto il terzino del Tottenham Davies riceve un calcione da un ingenuo Rice, il VAR richiama l’arbitro, calcio di rigore netto. Son dagli undici metri non sbaglia, la partita si riapre, 2 a 3. All’ultimo minuto ci riprova Son dalla fascia laterale con un tiro a giro, la palla è però decisamente fuori misura. Niente da fare, l’arbitro al 96 minuto in punto fischia la fine. Il Derby è degli ospiti.

COMMENTI FINALI: Il Tottenham subisce la seconda sconfitta consecutiva e il sogno Champions si allontana irreversibilmente, inoltre la sconfitta brucia ancor di più perché i rivali odiati sono a un passo dalla vittoria della Premier, insomma non una bella domenica da ricordare per i tifosi di casa. L’Arsenal vola, i Gunners entrano in campo per vincere e vincono, perplessità sulla gestione delle energie mentali, troppa pressione psicologica nei minuti finali, una squadra che vuole vincere una maratona deve essere forte fisicamente, tecnicamente ma soprattutto mentalmente; tuttavia va ricordato che si tratta di uno dei derby più sentiti della tradizione calcistica inglese, di conseguenza assoluzione completa per i Gunners e testa alla prossima, c’è una Premier League da vincere!


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