SHOW A SENSO UNICO.

INTRODUZIONE: Finisce in goleada l’incontro tra Fiorentina e Sassuolo valevole per la 34 giornata di Serie A 2023/2024.

I viola dominano in lungo e in largo e riprendono a sperare nel sogno Europa, per gli emiliani è invece una battuta d’arresto che fa male, anzi malissimo. La squadra di casa ferita nell’orgoglio giovedì scorso dall’Atalanta in Coppa Italia, non ha pietà e si sfoga pesantemente ai danni di un inerme e piccolo piccolo Sassuolo. Per questi ultimi la Serie B è sempre più vicina, impronosticabile a inizio anno considerando la rosa ai nastri di partenza, nonché l’ottimo allenatore in panchina, eppure l’unica certezza è la morte ed eccoci qua a commentare presumibilmente la fine di una favola calcistica anni 2010/20. La Fiorentina si conferma d’altro canto squadra indecifrabile, regina di goleade ma anche di sonore sconfitte e intanto l’ennesima qualificazione in Conference si fa sempre più concreta.

IL RACCONTO: La Fiorentina si presenta con un vastissimo turnover, il Sassuolo in versione ultra difensiva, eppure fin dai primi minuti si prospetta una partita elettrizzante.

Al 17 minuto un lampo di Sottil porta in vantaggio la viola, servito da Arthur, scarica immediatamente un tiro a giro dal limite dell’area che si insacca nell’angolino basso sul secondo palo. Al 27 minuto un ingenuo Volpato regala palla a Parisi, il terzino viola entra in area e calcia dalla parte opposta con potenza, conclusione che finisce poco sopra la rete, colpita la traversa di striscio. Al 34 minuto è Barak a rendersi pericoloso, girandosi improvvisamente al limite e mirando l’angolino basso sul secondo palo, palla fuori di un niente. Al 42 minuto Consigli salva i neroverdi con un grandissimo intervento, Kouamé serve Barak che dal limite calcia con il destro, niente da fare.

Nel secondo tempo il Sassuolo si fa più coraggioso, ma il gioco di squadra è davvero inconcludente e la viola non rischia nulla. Al 54 minuto insacca Martinez Quarta su un cross perfetto dalla destra di Arthur, è 2 a 0. Tre minuti dopo prima disattenzione difensiva dei viola, che lasciano solo in area Thorstvedt, quest’ ultimo, servito da Doig, si gira rapidamente e fa partire una mina che trafigge la porta dei padroni di casa, partita riaperta. Un minuto dopo errore in marcatura dei neroverdi che lasciano colpire di testa, su un cross di Sottil dalla sinistra, Nico Gonzalez che in men che non si dica segna ed esulta come un pazzo, è tornato a segnare, ebbene sì.

Al 62 minuto ancora una volta Sottil si rende protagonista con un passaggio morbido in area per Barak che, sul filo del fuorigioco, da ultimo uomo segna senza troppe difficoltà; ennesimo errore in marcatura, incolpevole Consigli. È 4 a 1.

Al 66 minuto arriva il 5, spizzata di Nico Gonzalez, su assist di Duncan, per Barak, quest’ ultimo serve nuovamente l’argentino che non marcato trafigge per l’ennesima volta Consigli con il destro di prima intenzione. Due minuti dopo Barak colpisce prima il palo, qualche istante dopo la palla torna sui suoi piedi ma Consigli sventa l’umiliazione. Al 74 minuto il neo-entrato Belotti scatta sul filo del fuorigioco e serve al centro Sottil che si fionda verso la porta, calcia ma non inquadra seppur di poco. Negli ultimi dieci minuti la viola abbassa il ritmo e gestisce il sonoro risultato, al 90 minuto l’arbitro fischia e manda tutti negli spogliatoi senza recupero, la batosta è già bella che servita.

COMMENTI FINALI: Poco Sassuolo, tanta Fiorentina: finisce con uno scarto pesante il risultato della penultima sfida del weekend di Serie A. La viola può credere nella qualificazione in Conference League o eventualmente nella vittoria di quest’ultima che vorrebbe dire Europa League, tuttavia il ciclo con Italiano sembra essere finito, tanti giocatori alternano prestazioni troppo altalenanti e i tanti punti persi nel girone di ritorno sono indice che sia giunta l’ora di cambiare vento in poppa, la viola merita decisamente di più della coppa del nonno.

Il Sassuolo si sta avviando alla Serie B, ma lo sta facendo con pessima dignità. Ballardini decisamente inadeguato e pure spocchioso. Dispiace per i tifosi e per la società che in questi dieci anni ha lavorato egregiamente: vero e proprio esempio di struttura manageriale sana che attraverso proficue plusvalenze e un ottimo scouting si è autofinanziata, ha lanciato tantissimi nuovi talenti italiani ed è rimasta per un decennio stabilmente nella massima serie nazionale e per parecchi anni addirittura nella parte sinistra della classifica, raggiungendo perfino l’Europa. Chapeau e buona fortuna.


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